Un barattolo di... storie

Dare valore alle proprie esperienze, conservandone il ricordo e il significato anche tramite oggetti
Paola Gamberini
Serena Cimini

Anche quest’anno il Servizio di Consulenza Educativa dell’Istituto Francesco Cavazza, cogliendo l’opportunità offerta dal bando I.Ri.Fo.R. "G.E.S.T.I. per crescere 2025", ha organizzato due giornate di laboratorio rivolto a bambini non vedenti e ipovedenti dell’ultimo anno della scuola dell’infanzia e del primo ciclo della scuola primaria.

 

Lo scopo del laboratorio, denominato “Dentro le storie”, è stato quello di avviare e motivare i piccoli alla lettura, proponendo un’esperienza ricca e coinvolgente.Copertina dell'albo illustrato "Un barattolo di stelle" - autore Debora Macero, Terre di Mezzo Editore

 

Il laboratorio è stato ideato e condotto da Paola Gamberini (coordinatrice e referente tiflopedagogica), Serena Cimini (psicologa), Martina Belvisi (educatrice specializzata) e Fabio Fornasari (curatore del Museo Tolomeo dell’Istituto).

 

L’albo illustrato “Un barattolo di stelle” di Deborah Marcero (Terre di mezzo Editore) - che racconta di un bambino che colleziona dentro a dei barattoli oggetti per lui particolarmente significativi e ricordi salienti - pone l’attenzione sull’importanza di dare valore alle proprie esperienze, conservandone il ricordo e il significato anche tramite oggetti. In questo senso, anche la nostra interiorità viene rappresentata come un luogo intimo e protetto in cui conserviamo esperienze ed emozioni che però possiamo condividere e scambiare con amici, mantenendo vivo il contatto con loro eventualmente anche a distanza. Le attività proposte sono state pertanto mirate sia alla consapevolezza dei propri vissuti sia all’ascolto reciproco di racconti, esperienze personali, ricordi e desideri. Si è con ciò cercato di sensibilizzare i bambini all’importanza di non disperdere le tracce, materiali o immateriali, delle proprie esperienze, di dar loro valore e di farne tesoro, evitando di limitarsi semplicemente a consumarle. Si è cercato altresì di portare l’attenzione sulle proprie emozioni nonché di promuovere e agevolare l’empatia e la capacità di mettersi nei panni dell’altro, uscendo dal proprio egocentrismo infantile.

Bambini seduti e bambino in piedi che osserva i barattoli pieni delle loro storie

Ci siamo presi il tempo necessario per ascoltare la storia e comprenderne il significato profondo, anche con il supporto delle immagini (o della loro descrizione). La lettura è stata il punto di partenza per attività manuali e creative, ludico-motorie e di rappresentazione corporea. Il tema della storia ha portato i bambini in contatto con il proprio mondo interiore, con le esperienze vissute, con le loro emozioni e con i loro desideri. A ciascuno è stata data la possibilità di creare e portare a casa un proprio “barattolo di stelle”: un contenitore di oggetti simbolici, particolarmente significativi, ricchi di risonanze emotive. Ogni bambino o bambina ha condiviso nel gruppo il significato e il valore degli oggetti scelti per il proprio barattolo. Al termine delle due giornate di laboratorio, i bambini hanno avuto anche la possibilità di entrare in un barattolo gigante: contenitore ideale di ricordi, desideri ed emozioni da scoprire e comunicare.

Due bambini che osservano il barattolo con le loro storie

I 6 bambini coinvolti hanno partecipato con grande interesse e coinvolgimento, mostrando molta disponibilità ad aprirsi, confrontarsi e raccontarsi. Per alcuni di loro questa è stata la prima esperienza insieme ad altri bambini con disabilità visiva.

 

La storia letta ad alta voce è stata anche stampata in Braille e a caratteri ingranditi come incentivo alla lettura per chi utilizza questi codici.

 

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