Sono quasi venticinque anni che mi occupo di libri tattili oltre a progettare interventi di sviluppo e valorizzazione dell’Educazione Sensoriale. Mi interessa soprattutto la cura della relazione che il tatto richiede. Sono partita dal Manifesto sul Tattilismo e ho sviluppato tutta una ricerca su «le armonie tattili» ideando una serie di esperienze al buio per persone diverse e in contesti diversi.
La mia ricerca su «le armonie tattili» si rivela anche in due libri d’artista realizzati in collaborazione con Marcella Basso. Il primo, Nodi, ospita un mio haiku: il pesce nuota / la libertà del mare / strappa la rete. Credo che la cura e lo sviluppo del tatto favoriscano una consapevolezza del dialogo dei sensi tale da permettere all’individuo di fronteggiare le situazioni difficili affidandosi alle proprie capacità. Marcella Basso ha persino ricamato il testo in Braille. L’altro libro, AP…PUNTI, presenta pagine fustellate a mano e, al suo interno, oltre ai numeri (leggibili attraverso il progressivo aumento dei buchi), si trovano due haiku. Il primo haiku accoglie il lettore e lo invita a soffermarsi sul “segno”: tatto esplora / carezzevole mano / conta il segno. Il secondo haiku stimola una riflessione sul viaggio a cui i numeri ci conducono inevitabilmente:
viaggio prosegue / due è più di uno / ma uno conta.

Sposando la forza della metafora, i due haiku offrono una visione più ampia: i numeri conducono a un fare attivo attraverso le esperienze e le relazioni che l’individuo è capace di accogliere, grazie ad una lettura “sensibile” del segno che essi sanno lasciare dentro e fuori.
La mia ricerca mi ha condotto quindi ad approfondire il tatto attraverso l’analisi delle relazioni che si sviluppavano tra le persone durante le esperienze al buio da me ideate e da quelle che nascevano durante la proposta di libri tattili grazie ad una mediazione accogliente, stimolante, in grado di lasciare spazio al singolo individuo come pure all’interazione all’interno del gruppo.
In questo mio percorso, il Calendario tattile è un progetto a cui tengo molto. Ho scritto dodici testi poetici immaginando uno spazio sinestetico ampio che potesse contribuire a sviluppare il confronto con persone con disabilità visiva, un dialogo, una riflessione attenta e costante sul tatto. I versi del calendario “suonano” il tatto in tutte le direzioni. Sono parole già “tattili” nel senso che disegnano tutti gli aspetti sinestetici dell’esperienza sensoriale. Sono parole sensibili, accoglienti. Sono voce del tempo della cura: sanno la pelle che scopre e vibra; sentono la vita che tutto traversa; affidano all’udito la possibilità di spostare lo sguardo, di accorgersi di ciò che lo spazio muta; conoscono dell’olfatto il valore imprescindibile della memoria; credono la relazione e la forza dell’abbraccio che pienezza pervade. I testi sono stati scritti in modo che il calendario possa presentare una struttura circolare (gennaio e dicembre si corrispondono). Ho scritto sentendo l'importanza del tatto per tutti, cercando di portare lo sguardo sulla sua complessità, sulle potenzialità del tatto di cui solo la consapevolezza sa godere e accogliere le possibilità nel dialogo fecondo con gli altri sensi. Volutamente ho usato poco gli articoli, come a custodire l'essenza del tatto, il coraggio della pienezza e della sottrazione che il silenzio apparente del tatto scopre.
Ringrazio il Dott. Pier Michele Borra e il Dott. Fernando Torrente per aver voluto accogliere la mia proposta di presentare il Calendario tattile presso l’Istituto dei ciechi Francesco Cavazza, in occasione della Giornata Mondiale della Disabilità (3 dicembre 2025) e, soprattutto, la Dott.ssa Loretta Secchi e il Dott. Fabio Fornasari che hanno subito accolto il mio progetto rilevandone con sensibilità gli aspetti umani, culturali, didattici.
La Dott.ssa Secchi ha scritto un testo critico sul Calendario tattile che offre sensibili spunti di riflessione e il Dott. Fornasari ha realizzato un libro tattile d’artista in grado di valorizzare il codice Braille attraverso un sapiente lavoro di sottrazione.

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