Restituire vita a spazi dimenticati

Bologna si rigenera tra le mura di Mezz'aria e il fascino di Rione San Nicolò
Mafalda Sandrini

Bologna non è nuova a processi di trasformazione urbana capaci di restituire vita a spazi dimenticati, ma l’apertura quasi contemporanea di Mezz'aria e Rione San Nicolò segna un’ulteriore conferma nel modo in cui la città intende la riqualifica. Non si tratta solo di restauri architettonici, ma di vere e proprie metamorfosi di luoghi chiusi, una caserma e una chiesa sconsacrata, in hub aperti, dove la comunità torna a essere protagonista.

affondano nel XVIII secolo, quando il sito ospitava l’Ospedale di San Salvatore, detto degli "Abbandonati". Fondato nel 1735 per accogliere gli infermi rifiutati da altre strutture, il complesso crebbe grazie a importanti lasciti nobiliari fino a diventare un punto di riferimento per l'assistenza cittadina, prima di essere soppresso e riconvertito a uso militare. Per decenni presidio logistico della Brigata Aeromobile Friuli, il compendio è stato ufficialmente dismesso dal Ministero della Difesa nel settembre 2022. La struttura sita nel cuore del quartiere Saragozza si presenta come un’architettura solida e stratificata, dove gli ampi cortili e i moduli abitativi storici offrono lo scenario perfetto per una rigenerazione urbana sostenibile, capace di trasformare un’eredità militare in una piazza civica vibrante.

Hub culturale Mezz'aria  - Ex Caserma Boldrini, BolognaÈ proprio in questo solco che si inserisce Mezz'aria, l'esperimento di uso temporaneo che sta trasformando il volto del compendio. Nata grazie alla sinergia tra il Comune di Bologna e diverse realtà del terzo settore, l'iniziativa si presenta come un community hub dove l’imponente architettura militare viene "addolcita" da attività culturali, laboratori e spazi di co-working. Dalle residenze artistiche agli eventi curati, Mezz'aria abita lo spazio, fungendo da polmone creativo per un’area strategica della città e dimostrando come un luogo possa essere rigenerato attraverso la socialità ancora prima che con i grandi cantieri.

Poco distante, affacciata su via San Felice, la chiesa di San Nicolò di San Felice è un palinsesto di storia bolognese che risale addirittura al XII secolo, sebbene l'attuale veste barocca sia frutto dei rifacimenti settecenteschi dell'architetto Giuseppe Tubertini. Rimasta gravemente danneggiata dai bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale, la struttura è stata per decenni in rovina e sottratta allo sguardo pubblico. Il suo recupero ha rappresentato una sfida architettonica non da poco, dettata dalla necessità di preservare le tracce del tempo.

L’operazione di Rione San Nicolò ha restituito l’edificio alla collettività con un intervento di bellezza che toglie il fiato in cui le navate barocche dialogano con arredi contemporanei e proposte enogastronomiche di alto livello.

La riqualifica punta a creare un rione interno, un borgo verticale dove la sacralità del passato si fonde con la convivialità moderna.

Si tratta di un progetto di recupero architettonico che ha preservato l'integrità del bene monumentale rendendolo finalmente accessibile e funzionale. Rione San Nicolò diventa la scenografia viva per nuove forme di socialità, mercati agricoli urbani e momenti culturali.

Dall'abbandono alla rinascita, Mezz'aria e Rione San Nicolò dimostrano che Bologna sa trasformare il limite in risorsa.

Non semplici riqualificazioni, ma nuovi sensi dell'abitare che restituiscono alla città spazi vibranti: qui la comunità torna a essere protagonista, tra creatività e convivialità.

Rione San Nicolò - Bologna

 

 

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