Il Piccolo Coro dell'Antoniano

Ha tenuto concerti ovunque e ha partecipato e partecipa ad eventi, musicali e non, sempre più importanti
Maria Chiara Mazzi

Eccoci alla seconda tappa del nostro itinerario musicale nell’anno di San Francesco.

Dobbiamo ritornare alle origini della programmazione dello Zecchino d’oro, e ricordare come, dopo le prime due edizioni a Milano, nel 1961 la ‘gara’ di canzoni si sposti a Bologna presso i Frati Minori dell’Antoniano.

Il primo lavoro da fare ora, tutto musicale, è quello di insegnare le canzoni a bambini che nulla sanno di musica, e a questo scopo viene incaricata una giovane maestra ventiduenne, Maria Rachele, più nota come Mariele Ventre, diplomata da poco in pianoforte e frequentatrice della parrocchia, e alla quale dedicheremo l’ultima tappa di questo viaggio.

Il più sembra fatto. Tuttavia, solo due anni dopo, molti dei bambini che avevano partecipato alle precedenti edizioni dello Zecchino esprimono il desiderio di continuare con la musica, e così si costruisce un “piccolo coro” (è proprio la sua denominazione iniziale): otto bambini che accompagnano i ‘cantanti’ dal vivo durante i giorni di gara nelle esecuzioni dei brani. Un coro misto di voci bianche, della cui formazione si incarica la stessa Mariele, che poco per volta si ingrandisce fino a raggiungere gli ottanta elementi (attualmente sono una cinquantina) e che, a dispetto del nome che viene conservato come alle origini, diventa una grande ed affermata compagine a livello internazionale.

Mariele Ventre alle prove con alcuni piccoli membri del coro - 1966, BolognaFar parte attivamente del Piccolo Coro è un gioco, e non lo è.

I bambini tra i quattro e i dodici anni, selezionati dopo le audizioni che si svolgono in primavera, devono partecipare alle prove di due ore tre volte la settimana per affinare le competenze musicali, per incidere il mitico LP con le canzoni dell’ultima edizione del Festival, per imparare le canzoni nuove e per perfezionare ed aggiornare un repertorio sempre più vasto (sono stati incisi oltre mille brani) che il Coro ha proposto ormai in tutto il mondo.

Il Piccolo Coro, che ancora oggi si chiama così, ha tenuto concerti ovunque e ha partecipato ormai ad eventi, musicali e non, sempre più importanti: si è esibito al Quirinale (1972) e anche davanti a papa Paolo VI (1966) e a papa Giovanni Paolo II (1979) che ebbe ad affermare nell’occasione: “nelle vostre canzoni date spesso voce armoniosa e concorde ai sentimenti, di cui l’uomo vive e che appartengono al suo essere più profondo: l’amore e la solidarietà verso gli altri, specialmente più bisognosi, l’affetto e la gratitudine verso coloro che ci fanno del bene, il valore dell’amicizia, il bisogno di giustizia, di verità, il desiderio della bellezza, il rispetto alla natura”.

Il Coro ha poi cantato all’Expo di Milano (2015) e al Festival di Sanremo, dove ha addirittura partecipato in gara con Lo Stato Sociale (2018), oltre ad essere invitato in trasmissioni televisive di produzione francescana e non. Inoltre è stato nominato, nel 2003 Ambasciatore UNICEF, perché, come recita la motivazione “attraverso la forza comunicativa e il linguaggio universale della musica e del canto interpretato dai

linguaggio universale della musica e del canto interpretato dai bambini possa trasmettere un messaggio di pace e di speranza a tutti i loro coetanei, senza distinzione di nazionalità, religione, sesso, lingua e razza”.

Dopo la prematura scomparsa di Mariele nel 1995, il Coro è passato nelle mani prima di Sabrina Simoni che dopo trent’anni ha lasciato la sua guida nello scorso 2025, data dalla quale la direzione è passata a Margherita Gamberini.

 

 

Precedente | Successivo

Sommario

Oltre la giustizia

Attualità

Attività

Salute

Musica

Cultura