Il cane, lo sappiamo tutti, è il migliore amico dell’uomo. Per Luca Pilato è anche il migliore partner sportivo. Per lui, il cane è il compagno di battiti, il partner atletico che condivide lo sforzo, il respiro e la polvere della pista. Da anni Luca si dedica con passione a una disciplina che sta conquistando sempre più spazio nel panorama sportivo internazionale: il Canicross. Attività di corsa che si svolge insieme al proprio cane, il Canicross prevede vere competizioni sportive internazionali, campionati ai quali Luca partecipa vittorioso da anni. In un’epoca in cui cerchiamo nuovi modi per connetterci con la natura e con gli altri esseri viventi, la sua esperienza ci offre una prospettiva unica su cosa significhi realmente fare squadra.
Puoi spiegare in cosa consiste tecnicamente questo sport e quali sono le sue diverse declinazioni?
Le radici del Canicross affondano in una tradizione antica e affascinante: lo sleddog, ovvero la corsa con i cani da slitta. Originariamente, queste discipline nacquero come allenamento estivo per i cani nordici, un modo per mantenerli in forma e attivi anche quando le temperature non permettevano l'uso della slitta sulla neve. Oggi, quella necessità si è evoluta in una disciplina sportiva autonoma e regolamentata che prevede diverse specialità. C’è il Canicross propriamente detto, che consiste nella corsa a piedi in cui l'atleta è collegato al cane tramite una cintura, una linea ammortizzata e un apposito imbrago per l'animale. Poi troviamo il bikejoring, dove è previsto l’utilizzo della bici e lo scooter, che a differenza di quel che sembra, si tratta di un monopattino su cui vengono montate delle ruote da bici.
Parliamo degli atleti a quattro zampe: ci sono razze più predisposte geneticamente e come si struttura l'allenamento di un cane da gara?
Nell'agonismo di alto livello, le razze più performanti e comuni sono i Greyster (incroci tra levrieri e bracchi) e gli Eurohound, selezionati proprio per la loro potenza e voglia di correre. Tuttavia, uno degli aspetti più belli di questo sport è la sua democraticità: potenzialmente qualsiasi cane, se in buona salute e con la giusta motivazione, può avvicinarsi al Canicross. L'allenamento non è molto diverso da quello di un atleta umano: si lavora sulla resistenza, sulla forza e, soprattutto, sui comandi direzionali.
Il Canicross è uno sport inclusivo? In particolare, le persone con disabilità possono praticarlo e con quali modalità?
Certamente, esistono categorie dedicate specificamente ai ragazzi con disabilità, dove l’obiettivo non è solo la performance cronometrica, ma l'integrazione e il beneficio psicofisico che deriva dal rapporto con il cane. In questi casi, le competizioni si svolgono su percorsi ridotti e i ragazzi sono solitamente accompagnati da un adulto di riferimento o un assistente che garantisce la sicurezza del binomio.
Cosa consiglieresti a chi, decidesse di approcciarsi a questa disciplina?
Il consiglio principale che spesso do ai ragazzi che si avvicinano per la prima volta al Canicross è di metterci tanta passione e cuore. Attraverso il Canicross, abbiamo la possibilità di costruire un rapporto unico col cane, basato sulla fiducia, che è alla base del binomio tra noi e loro.





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