L’atelier Tolomeo

Il luogo magico per imparare a vedere, guardare, comprendere
Federico Bartolomei

Dietro la semplice osservazione di una immagine o di una scena, si nasconde in realtà una attività neuronale molto intensa e complessa. Per comprendere il funzionamento del nostro sistema visivo, potremmo suddividerne il funzionamento in tre attività principali: vedere, guardare e comprendere. Vedere è funzione dell’occhio che, raccogliendo attraverso i propri recettori le informazioni provenienti dall’ambiente esterno, le invia poi al cervello; guardare è una attività piu’ complessa che si esprime attraverso l’esplorazione attenta di tutti gli elementi del mondo che ci circonda; per comprendere si intende l’elaborazione dei tanti messaggi visivi raccolti con una comprensione consapevole degli stessi: dove mi trovo, quali oggetti mi circondano, chi sono le persone vicine a me, ecc. Questo insieme di abilità non è innato ma necessita per il suo sviluppo di una serie di esperienze visive che, in presenza di anomalie causa di cecità o ipovisione fin dalla prima infanzia, possono non essere facili da acquisire. È quindi importante, nel bambino con minorazione visiva, iniziare per tempo percorsi educativi e riabilitativi, per stimolare sia la vista residua che tutti gli altri sensi.

Laboratorio all'Istituto Cavazza - BolognaAnche il gioco riveste un ruolo importante, molte attività possono infatti essere presentate al bambino e alla famiglia sotto forma di momento ludico, rendendo così l’esperienza oltre che piu’ accattivante e divertente, anche capace di rafforzare il rapporto bambino-genitore, con quest’ultimo che si sentirà sempre più coinvolto e partecipe. I bambini possono attingere a tante risorse personali a cui affidarsi per ricavare informazioni: ascoltare voci e rumori, sentire gli odori, apprezzare con il tatto i dettagli degli oggetti vicini, sono solo alcuni esempi. Per favorire la messa in pratica di questi percorsi educativi e riabilitativi, è nata da qualche anno, all’interno dell’Istituto Cavazza, una “stanza magica”, l’Atelier Tolomeo. Piena di materiali colorati, morbidi, divertenti da toccare e da guardare che, in questo ambiente, sotto lo sguardo attento degli atelieristi, gli oggetti possono prendere forma sia di giochi che di arredi, tutte cose fatte per essere osservate, toccate e ascoltate. Le indicazioni teoriche fornite dalle equipe sanitarie che seguono il bambino, (il lavoro in equipe è un obbligo in questo ambito), vengono messe in pratica grazie all’estro e all’inventiva degli operatori che gestiscono questo spazio. Sono tante le possibilità di arricchire di stimoli gli ambienti domestici; si possono utilizzare luci, tappeti colorati, tessuti a grandi righe bianche e nere, oppure creare veri e propri “mini ambienti” dove sperimentare divertendosi nuove senzazioni. Questo spazio, nato dalla collaborazione tra il mondo sanitario e quello artistico è oggi anche parte integrante del corso per Operatore di Ausilioteca che, giunto alla sua terza edizione, si rivolge proprio ai professionisti che compongono le equipe multidisciplinari dei centri di educazione e riabilitazione visiva che si trovano quotidianamente a trattare le problematiche della cecità e dell’ipovisione.

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