Monte Adone e la Linea Gotica

Generale Lanfranco Roccetti Ex Comandante Gruppo Speciale AUC

Monte Adone. 655 metri di altezza e torri plasmate dalla natura e dalla storia. Un nome mitologico per una fortezza naturale che, se oggi è visitata da numerosi turisti, nella storia rappresenta una delle ultime linee difensive della Linea Gotica. È, inoltre, il massiccio montuoso più alto dell’area protetta Contrafforte Pliocenica, una riserva estesa lungo circa 800 ettari intorno a Bologna, che di fatto ne costituisce il bastione protettivo.
Basta fare una gita e, guidando in Val di Zena, spingersi verso i paesi di Monzuno, Pianoro e Sasso Marconi, per immergersi in un panorama suggestivo formato da rupi rocciose d’arenaria. Luoghi carichi di bellezza a tal punto che l’antica strada romana che li attraversa, e che collega Bologna a Firenze, è chiamata Via degli Dei. Lungo questa Via sono ancora visibili le trincee scavate dall’esercito tedesco nel nella Seconda Guerra Mondiale. Monte Adone, infatti, si trova proprio sulla Via degli Dei e lungo la Linea Gotica, il sistema difensivo progettato dai tedeschi,dopo lo sbarco degli Alleati in Sicilia, per mantenere il controllo della Pianura Padana. Da Massa Carrara fino a Pesaro, costruirono un baluardo di postazioni per difendere quest’area strategica vicina al passo del Brennero, da dove l’esercito statunitense avrebbe potuto accedere all’Europa centrale. Da Bologna, si raggiunge in pochi chilometri il paese di Brento, posto ai piedi di Monte Adone, percorrendo via Toscana fino a Rastignano, proseguendo lungo la fondovalle e inerpicandosi verso una strada tutta curve. Una volta parcheggiato a Brento, basta incamminarsi poche centinaia di metri per arrivare a Monte Adone. Le sue spettacolari pareti portano i segni del passaggio dei tedeschi, e degli americani che ne conquistarono la vetta il 18 aprile del 1945.

Cima del Monte Adone - Bologna, foto di Giampaolo ZaniboniGli appassionati di free climbing, in tutte le stagioni si cimentano lungo le sue pareti rocciose, diventate palestra per gli affezionati di questo sport. Cima più alta del territorio comunale di Sasso Marconi, il bastione di Monte Adone consiste in torri di roccia costituite da arenaria, tagliate da grotte e da spaccature. I suoi anfratti millenari, oltre a custodire la leggenda di luoghi incantati come la Grotta delle Fate, nel finale della Seconda Guerra Mondiale hanno visto nascondersi le truppe tedesche attaccate da quelle statunitensi. Nell’ottobre del 1944 l’avanzata alleata, capitanata dal Generale Clark, giunse in questi territori. All’alba del 18 ottobre 1944, nonostante le numerose perdite subite dal contrattacco tedesco, gli Alleati conquistarono il villaggio di Zena e la Cima di Monte della Vigna. La difesa tedesca, posizionata a Monte Adone, resistette fino allo stremo delle forze, rendendo quei luoghi teatro di battaglie efferate dove, purtroppo, tanti soldati americani trovarono la morte.
Il 18 aprile 1945 la 91° Divisione dell’esercito americano conquistò l’avamposto di Monte Adone, aprendo così la porta d’ingresso per entrare a Bologna. Sulla sua vetta, sventolò la bandiera a stelle e strisce e, oggi, la chiesa ricostruita nella poco distante località di Badolo, conserva nella parte bassa delle sue pareti esterne alcuni muri originari che, all’epoca, subirono numerosi bombardamenti. Cicatrici indelebili che i luoghi conservano per ricordarci un passato terribile e che restano, per l’uomo, un monito che dovrebbe impedire il ripetersi di crudeltà, orrori e guerre.

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