Giochiamo al coding!

Scomporre un problema complesso in passaggi più piccoli, identificare schemi e sviluppare algoritmi per risolvere il problema in modo efficiente
Marco Fossati - docente di educazione fisica, esperto in scienze tiflologiche I.Ri.Fo.R.

Quest’anno abbiamo scelto, con ottima lungimiranza e spirito sperimentale, di svolgere le attività di orientamento e mobilità e autonomie personali attraverso una didattica ludica! Abbiamo giocato con il Coding! E precisamente con il Coding Unplugged!

Abbiamo scelto di esercitare il pensiero computazionale attraverso esperienze collaborative giocose. Il pensiero, che si concentra sulla capacità di scomporre un problema complesso in passaggi più piccoli, identificare schemi e sviluppare algoritmi per risolvere il problema in modo efficiente, ci ha consentito di provare il gusto di arrivare alle soluzioni tutti insieme.

Concentrarci sul pensiero computazionale, che non è limitato solo agli informatici o ai programmatori, ma è applicabile in molti altri settori e situazioni quotidiane; ci ha aiutato a sviluppare le capacità di problem solving, la logica, la creatività e la capacità di rappresentare i problemi in modo strutturato e sistematico.

Ci siamo concentrati su diverse life skills, perseguendole in modalità ludica. Abbiamo giocato con molte di quelle competenze personali e pragmatiche interrelazionali che intervengono, regolano e, se opportunamente possedute, migliorano i lavori di gruppo in ottiche di collaborazione costruttiva. Forti di quanto avviene attualmente riconosciuto, ricercato e favorito nell’ambito educativo, anche in funzione dei percorsi lavorativi e professionali in voga nell’economia globale, ci siamo divertiti a giocare con il pensiero critico della programmazione, con la creatività, con la collaborazione, con la resilienza e la perseveranza e via così.

Ma noi abbiamo solo giocato! Giocato con un Coding unplugged, ovvero senza computer. Per comprendere e avere l'abitudine a una sequenzialità, a un alternarsi corretto di fasi, abbiamo costruito con il Lego dei parcheggi dai quali avremmo dovuto far uscire delle macchinine e dei camion con un sistema decisamente preciso e univoco.

Le api robot - Laboratorio di Coding, Bologna

Utilizzando l'intramontabile e insostituibile casellario di Augusto Romagnoli, abbiamo compreso alcune dinamiche degli spostamenti. Capire e gestire una rappresentazione spaziale e muoversi con il proprio parallelepipedo, raffigurandosi all'interno di quello spazio ci ha consentito di interiorizzare, andare avanti, girare a destra, girare a sinistra, considerandole successivamente in una dimensione, estremamente funzionale, correlata con le indicazioni topologiche geografiche dei punti cardinali.

Siamo poi passati, utilizzando delle carte opportunamente segnate in Braille, a sperimentare e giocare con Cody Roby, un gioco specifico del Coding Unplugged.

Le sei Bee Bot e i dieci robot della Edison che mi sono stati imprestati in comodato d'uso dalla Dirigenza e dal personale docente dell'Istituto Comprensivo Poliziano di Firenze, ci hanno consentito esperienze decisamente all’avanguardia nel campo educativo. A loro va un nostro sentito Grazie!

Ci sono piaciute molto le api robot! Abbiamo individuato facilmente gli occhi e quindi il loro davanti e la posizione dei tasti sulla schiena. Riuscire a programmarle e riuscire a capire se effettivamente la programmazione portava al risultato voluto è stato semplice, è stato coinvolgente, ci ha ingaggiato nella sperimentazione con le nostre capacità.

Sicuramente l'essere in gruppo ci ha consentito di non lavorare isolatamente, ma di vivere sia una Peer Education, sia una attività collaborativa piacevole, serena e gratificante. Uno dei punti di forza del nostro stare insieme è stato progettare insieme.

La gioia di lavorare in gruppo e la gioia di essere collaborativi ci ha portato anche a far fare alle nostre api delle coreografie, pensate e studiate attraverso anche sistemi validi poi per l’orientamento e la mobilità. Abbiamo avuto la possibilità di correlare, di mettere insieme i movimenti del nostro corpo con i movimenti nello spazio delle Bee-Bot per chiarire, comprendere e strutturare meglio dei concetti spaziali.

Come pure abbiamo notato che la semplicità nell'organizzazione delle api ha permesso a tutte le persone, indipendentemente dai livelli di prestazione delle competenze attualmente raggiunte, di cimentarsi, di gioire del movimento della propria ape robot.

Con le ragazze e i ragazzi delle Scuole superiori abbiamo utilizzato i robot della Edison. Sono programmabili attraverso dei software di diversa difficoltà e che abbiamo programmato utilizzando un Mini iPad.

È stata un'esperienza molto gradevole. Abbiamo sperimentato molte cose, ma soprattutto abbiamo giocato e quindi senza accorgercene abbiamo imparato aspetti del pensiero computazionale, in questo legame tra quella che è una programmazione di un oggetto e la programmazione degli spostamenti che si possono fare nella città.

Alcuni, dei più grandi, si sono proprio accorti dell'effettiva corrispondenza tra il programmare e il muoversi in modo autonomo all’interno degli spazi e dei confini urbani. Quindi fortificare il pensiero computazionale contribuisce a costruire lucidamente le basi esperienziali favorenti gli spostamenti autonomi nella propria scuola, nel proprio quartiere e nella propria città.

Carte segnate in braille del gioco Cody Roby - Laboratorio di coding, Bologna

Ringrazio ovviamente con grande piacere le ragazze e i ragazzi che hanno giocato con me quest'estate e un grosso saluto a tutti.

 

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