Detective a occhi chiusi

Protagonisti non vedenti in scena nelle fiction e nei libri
Silvia Colombini

Locandina - serie "In the dark"Sullo schermo come nelle pagine dei libri, il personaggio del detective non vedente viene spesso raccontato come una sorta di creatura dotata di poteri soprannaturali. Seguendo una sorta di immaginario collettivo secondo il quale la privazione della vista permette di acuire la sensibilità degli altri sensi, gli autori creano per le loro opere personaggi che, come dei novelli Tiresia, indagano, prevedono e scoprono i segreti del mondo criminale. Sensibili, acuti, capaci di indagare a fondo in situazioni difficili, già protagonisti di crime story in ambito letterario, cinematografico e televisivo, i detective non vedenti vivono oggi un rinnovato successo, come dimostra la serie televisiva “In the dark” giunta ormai alla seconda stagione. 

Locandina - serie "In the dark"Al centro di quest’appassionante tv crime c’è Murphy Mason, giovane e bella ragazza non vedente che comincia a investigare dopo essere stata testimone di un omicidio. Aiutata nelle indagini dal suo cane guida, il fidato golden retriever Pretzel, l’intrepida Murphy episodio dopo episodio affronta senza paura crimine e corruzione. Il suo approccio non convenzionale al mestiere e la sua capacità di trasformare la disabilità in vantaggio, hanno decretato il grande successo di pubblico e critica di

“In the dark”, tanto che è già in programma una terza stagione per il 2021. Nonostante si tratti di una fiction, in ogni episodio la cecità viene rappresentata con grande realismo.La protagonista Perry Mattfeld è stata preparata al ruolo di Murphy dalla consulente non vedente Laurie Bernstein e alla serie partecipano due non vedenti: l’attrice Calle Walton e uno degli sceneggiatori. Il personaggio di Murphy stravolge alcuni degli stereotipi della disabilità visiva, mostrando una ragazza ribelle, in lotta contro l’oppressiva protezione della famiglia, una giovane donna contemporanea in cerca di giustizia che, invece di lavorare alla scuola addestramento cani guida dei genitori, preferisce affrontare situazioni pericolose.

Ragazzo non vedente protagonista del film "Sotto il sole di Riccione" - scena del film Diverse le indagini che affrontano i protagonisti di un’altra serie americana “See”, dove si racconta di un futuro distopico nel quale la Terra è popolata da non vedenti. Chi vede viene considerato un eretico e, quando compare un uomo che ha conservato la capacità di vedere, il resto dei sopravvissuti cerca di catturarlo per eliminarlo. Distribuito da Netflix nel 2020, merita una citazione anche il film italiano “Sotto il sole di Riccione”, nel quale il regista Enrico Vanzina presenta, in una commedia vacanziera come quelle che l’hanno reso celebre, un giovane protagonista non vedente alle prese con le prime emozioni sentimentali. Non si tratta di una crime story, certo, ma è un esempio di come sia sempre attuale una narrazione che presenti aspetti della vita secondo prospettive diverse. Del resto, anche in passato la disabilità visiva è stata un serbatoio creativo al quale attingere per raccontare come la diversità possa diventare risorsa. Un esempio viene dalla collana di romanzi di Ernest Bramah, ottocentesco romanziere inglese, che mette al centro dei suoi libri il personaggio di Max Carrados.

Copertina de "Il detective cieco" - Editore CastelvecchiInvestigatore privato, dopo aver perso la vista a seguito di una caduta da cavallo, Max Carrados utilizza nella sua professione i quattro sensi rimasti uniti a eccezionali doti percettive. Pubblicate dall’editore Castelvecchi nel volume “Il detective cieco”, le avventure di Carrados mostrano come le sue capacità deduttive, superiori a quelle dell’amico e rivale Sherlock Holmes, siano la prova che, a volte, nel mondo del crimine come nella vita di tutti i giorni, vede più a fondo chi, paradossalmente, della vista è privo.

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