Maria Chiara Mazzi
Forse perché
furono i cori degli Angeli ad annunciare ai pastori la nascita di Gesù
a Betlemme, allora Natale diviene il momento in cui uno dei più bei regali
che si possano fare ai propri amici, ai propri iscritti, ai propri simpatizzanti,
ai propri clienti, è diventato un concerto.
La tradizione dei concerti di Natale si è allargata, e ormai è
divenuto il modo migliore per fare, e farsi, gli auguri: questa tradizione ha,
a Bologna, una sorta di momento divenuto ormai, se ci si passa il termine,
cul, il Concerto di Natale dei Servi, dove non si può non andare,
e che è un ppuntamento fisso dei giorni immediatamente prossimi alla
festività. Programmato
questanno per il 22 dicembre, come sempre in due ore di musica affiancherà
le musiche sacre e devozionali più legate alla Natività (quelle
che tutti ricordiamo e vogliamo riascoltare, dallAdeste Fideles
a Stille Nacht, da Tu scendi dalle Stelle allAlleluja
di Händel) ad altre più recenti, ma legate a questo momento particolare
dellanno. Il tutto è affidato, come da sempre, al Coro e allOrchestra
della Cappella Musicale dei Servi, diretti da Alessandra Mazzanti.
Questa data è imprescindibile e intoccabile: è inutile organizzare
un altro concerto in quel giorno, così come è inutile pensare
di stendere il programma di un concerto di Natale a Bologna con brani analoghi.
Così lofferta dei repertori natalizi va dal Gospel e dallo Spiritual
alla musica del Nord Europa, dalla musica medievale alle più moderne
manifestazioni di religiosità.
Interessante, sotto questo profilo, è la ricerca operata dal Centro San
Domenico che, ovviamente di martedì, il 19 dicembre, nella Chiesa della
SS. Annunziata offrirà la musica del gruppo Laudanova, che recupera la
comune radice della religiosità dei popoli d
el
Mediterraneo, in un insieme di etnico e medievale, utilizzando strumenti antichi
e popolari affiancati alle voci, il tutto alternato a riflessioni sulla nascita
del Salvatore proposte da un Padre domenicano.
Ci siamo soffermati su questi due momenti perché entrambi non cercano
visibilità e pubblico attraverso il nuovo a tutti i costi, ma desiderano
riproporre, in maniere che allascolto sembrano tanto diverse, la parola
tradizione, che in nessun momento come a Natale, sembra avere così
peso.
La tradizione dei canti che tutti conosciamo e dai quali non vogliamo staccarci
per luno, la tradizione di una radice lontana e comune per laltro.
Una versione adattata alla musica, insomma, del vecchio, caro, adagio: Natale
con i tuoi.