LEuropa
in una società dell'informazioneRodolfo Cattani
Nel 1999
la Commissione Europea ha avviato una revisione delle normative riguardanti
il settore delle telecomunicazioni, che si va espandendo dalla telefonia alle
telecomunicazioni e alle altre forme di comunicazione (trasmissioni radio, internet,
telecomunicazioni).
Nella nuova era della liberalizzazione del mercato unico, la Commissione sta
cercando di condensare una ventina di dispositivi in un numero molto minore
di direttive e di alleggerire la pressione normativa laddove si ritiene che
la competizione sia efficace.
Nel luglio 2000 la Commissione ha presentato un pacchetto di cinque direttive,
una sul quadro normativo per le reti di comunicazione e i servizi elettronici
(COM 2000/393) e quattro direttive più specifiche sulla protezione dei
dati, sullattribuzione delle licenze, sullinter-operabilità
e, più interessante per le persone disabili, sui servizi per tutti e
i diritti dei consumatori (COM 2000/392).
Il processo di revisione non comprende le attrezzature, poiché la direttiva
sulle attrezzature per le comunicazioni radiofoniche, radio e i terminali per
le telecomunicazioni (RTTE) è entrata in vigore negli stati membri soltanto
nel 2000. La revisione non riguarda neppure il controllo dei contenuti.
Il progetto di direttiva per un quadro normativo comune per le reti e i servizi
di comunicazione elettronica fissa il quadro generale delle disposizioni normative
nel campo delle comunicazioni elettroniche nel mercato unico liberalizzato e
competitivo. Essa tiene conto degli interessi degli specifici gruppi sociali,
in particolare degli utilizzatori con disabilità. Questa direttiva, così
come le quattro più specifiche che ne derivano, si occupa solo di reti
e servizi, restando esclusi gli strumenti sia hardware sia software che ne facilitano
laccesso.
È opportuno sottolineare che oggi gran parte dei servizi di comunicazione
e delle reti non sono pienamente accessibili alle persone con minorazioni visive
e ad altre persone disabili se non si tiene conto delle modalità di accesso.
Se agli ausili e ai terminali utilizzati per le attività professionali
o per uso domestico si può accedere soltanto in modo visivo, laccesso
non è garantito a tutti; se i canali di trasmissione possono essere selezionati
solo per mezzo di menu a video senza nessun output vocale, essi non sono accessibili
a tutti.
Anche i servizi di audiodescrizione possono funzionare solo se tecnicamente
supportati in modo adeguato. Le reti che non possono garantire la trasmissione
di versioni audio di messaggi testuali e viceversa non sono accessibili a tutti.
Strumenti e servizi sono spesso collegati. Le reti mobili di telecomunicazione
supportano solo determinati apparecchi, gli enti di radiodiffusione digitale
stipulano le specifiche dei ricevitori.
In realtà, non dovrebbe essere difficile creare delle specifiche
standard, anche perché con la diffusione di sistemi mirati al server
piuttosto che al client, il software controllato dal provider determinerà
laccessibilità dei servizi offerti. In tal senso è necessaria
una normativa che garantisca laccessibilità per tutti.
Evidentemente, non si pretende di arrivare a un pieno controllo delle iniziative
dei produttori o determinare le specifiche di tutti i prodotti sul mercato,
si chiede semplicemente di ampliare le finalità della direttiva, ponendo
in essere norme coordinate, senza le quali molte delle disposizioni non sarebbero
di alcuna utilità per le persone disabili.
Il progetto di direttiva sul servizio per tutti e i diritti degli utilizzatori
riguardante le reti elettroniche di comunicazione e i servizi di telecomunicazione
(CEM 2000/392) si propone di stabilire leguaglianza dellaccesso
per le persone disabili e con esigenze particolari e riguarda soprattutto la
fornitura gratuita di servizi informativi, lemissione di bollette e fatture
in formati alternativi, la predisposizione di telefoni pubblici per la trasmissione
di testi.
Allo stato attuale i Paesi membri potrebbero adempiere agli obblighi della direttiva
anche affidando la gestione del servizio soltanto ad alcune delle principali
aziende sul mercato, senza coinvolgere tutti gli operatori.
Ma, in tal modo, le persone disabili non avrebbero la medesima gamma di scelta
dei loro concittadini. Il concetto di servizio per tutti esprime infatti
lobbligo di fornire un dato servizio a chiunque lo richieda, indipendentemente
dalla distanza e dalle condizioni economiche del destinatario.
Le persone disabili possono solo trarre vantaggio da una maggiore competizione, purché sia loro assicurata la parità dellaccesso a tutti gli operatori. Se un gestore offre prezzi minori e maggiore qualità, ma non servizi di testo o gratuità di accesso alle informazioni di repertorio, il vantaggio offerto alla clientela viene vanificato per le persone disabili, ledendo il loro diritto allaccesso.
Lart. 7 prevede che, ove appropriato, gli Stati membri dovranno adottare misure specifiche per assicurare la parità di accesso e la disponibilità di servizi pubblici accessibili. Purtroppo la disposizione si riferisce solo ai servizi telefonici e non alla totalità dei servizi di telecomunicazione. Inoltre, è stabilito che gli Stati membri possono adottare misure specifiche affinché gli utenti con disabilità possano scegliere liberamente tra i diversi fornitori di servizi disponibili. La discrezionalità dei provvedimenti riduce fortemente il valore della disposizione.
Il Considerando 29 elenca alcune delle esigenze delle persone disabili (accesso
gratuito alle informazioni di repertorio, bollette in formati alternativi, telefoni
pubblici per la trasmissione di testi), ma la lista è piuttosto carente.
Si richiama anche lesigenza di misure che consentano la libera scelta
degli utenti con disabilità tra le diverse offerte sul mercato.
Il Considerando 6 riguarda le tariffe, ma solo dei servizi.
Lart. 9 demanda alle autorità per le normative nazionali (NRA)
di favorire lapplicazione di tariffe leggere (cfr. Considerando 11), piuttosto
che di tariffe ridotte.
Tutti i progetti di Direttiva saranno ora esaminati dal Parlamento Europeo e
dal Consiglio dei Ministri. LUnione Europea dei Ciechi è fortemente
impegnata, in collaborazione con il Forum Europeo della Disabilità, a
migliorare, mediante la presentazione di opportune proposte di emendamento,
il testo delle direttive sopra descritte