DEPRESSIONE DA
DEPRIVAZIONE VISIVA

Renato Meduri
Direttore della Cattedra di Ottica Fisiopatologica, Università degli Studi di Bologna

Si è portati a intendere che reattività, stati d'animo, pensieri siano elaborazioni della nostra psiche, della nostra volontà, di scelte interiori. È il concetto religioso del libero arbitrio. Di fatto è il nostro mondo psico-sensoriale che deriva, ed è comunque in massima parte condizionato, da processi metabolico-funzionali di gruppi neuronali (cioè di cellule nervose) situati nel così detto tronco cerebrale (bulbo, ponte, mesencefalo) in regioni, cioè, sottocorticali (la corteccia è la porzione del nostro cervello in cui si realizza la coscienza, la volontà). Da questi gruppi cellulari partono segnali per numerosissime aree cerebrali sia corticali che extracorticali.I segnali vengono trasmessi rilasciando a livello sinaptico (punto di contatto con le cellule nervose delle diverse aree) particolari molecole indicate come neurotrasmettitori. In relazione al tipo di neurotrasmettitori sono individuabili diversi sistemi neuronali che hanno peculiari specializzazioni funzionali.Il primo sistema neuronale è indicato come noradrenergico in quanto il neurotrasmettitore che le cellule nervose producono ed usano per comunicare è la noradrenalina che ha azione stimolatrice globale, aumenta lo stato di vigilanza, la reattività agli stimoli ambientali e la capacità di elaborare ed integrare i vari segnali sensoriali. L'armonia di questi sistemi permette al soggetto di avere reazioni emotivamente equilibrate e di adeguare prontamente il comportamento all'ambiente: irritabilità, ipervigilanza drammatizzante conseguono a sue carenze. Il secondo sistema è indicato come serotoninergico in quanto il suo neurotrasmettitore è la serotonina; essa svolge un ruolo rilevante nel controllo dell'umore, dell'appetito, del sonno, delle pulsioni sessuali, dell'istinto di conservazione e dell'ideazione. Suoi deficit danno, depressione dell'umore, alterazione del ritmo del sonno e comportamenti autodistruttivi. Il terzo sistema è indicato come dopaminergico, in relazione al neurotrasmettitore che vi interviene: la dopamina. Essa presiede e modula tutti i comportamenti gratificanti quali: assunzione di cibo, bevande, attività sessuali, ecc...). Sue deficienze comportano ritardi dell'attività volitiva, ansia, incapacità di adempiere ad impegni anche usuali. Il quarto sistema è indicato come colinergico dal suo neurotrasmettitore: acetilcolina, ed il quinto gabaergico dal suo neurotrasmettitore: acido gamma-amminobutirrico. L'attivazione del primo induce pessimismo e depressione, l'attivazione del secondo, distensione e serenità. Oltre a questi sistemi che controllano ampie e generiche sfere psicologiche, vi sono altri sistemi con controlli più specifici e selettivi delle attività corticali. In altri termini la nostra personalità e reattività, la capacità di valutazione e le nostre scelte sono strettamente condizionate dai loro input. Questi sistemi, quali mediatori fra ambiente e coscienza, svolgono un ruolo adattativo che permette al soggetto di esprimersi armonicamente. Sono tuttavia sistemi biologici secretivi, e come tali una sollecitazione esterna, soprattutto se protratta, può far superare le loro riserve ed inficiarne l'efficacia; va considerato poi che nell'età adulta ed avanzata le riserve sono comunque ridotte e soggettivamente assai diverse. Quando si giunge alla crisi biochimica essa si esprimerà con anomalie ed inadeguatezze comportamentali non controllabili con la volontà e che possono, in individui predisposti, sfociare nella sindrome nota come depressione clinica. Nella quale i sentimenti di tristezza e demoralizzazione raggiungono livelli di particolare intensità; il soggetto è profondamente convinto che sia impossibile reagire alle difficoltà ambientali. Gli incitamenti espliciti a reagire lo inducono a pensare di non essere compreso ed aggravano sempre più il suo senso di solitudine. La semeiologia neuro-psichiatrica permette diagnosi attendibili e precoci. Le attuali conoscenze permettono di supportare la diagnosi clinica con esami di laboratorio. Particolare significato assumono taluni dosaggi endocrini, in quanto il tenore degli ormoni ipofisari è controllato dai neurotrasmettitori ipotalamici serotoninergici. La determinazione dei livelli plasmatici di prolattina, dell'ormone della crescita e di quello adrenocorticotrofo sono marker significativi. Quanto sopra espresso assume significato anche in caso di deficit visivi in età adulta o avanzata. La deficienza visiva rappresenta una importante negativizzazione del rapporto individuo-ambiente, con sollecitazioni sicuramente gravose sui sistemi neurali sottocorticali. L'importanza neuro-endocrina dello stimolo visivo si può facilmente comprendere quando si consideri che molteplici funzioni ormonali sono significativamente influenzate dalla qualità ed intensità della luce ambiente (gonadotropi, corticotropi, ecc...), e che nel trattamento della depressione clinica è prevista la esposizione al mattino alla luce solare. L'immagine visiva ha poi per l'uomo un ruolo primario nell'armonia psicologica: pensiamo per immagini. La deprivazione sensoriale visiva si propone perciò quale evento altamente stressante. Lo stress induce modificazioni fisiologiche e comportamentali che aumentano la possibilità di superare situazioni di emergenza; tuttavia se eccessive inducono disturbi della vigilanza, dell'umore, del pensiero, innescando sequenze ansioso-depressive. Si tratta di una condizione che va gestita con competenze specifiche ricorrendo, quando necessario, a sussidi farmacologici mirati a neutralizzare eventuali disfunzioni dei sistemi neurali e adottando approcci psicologici idonei.

Il nostro mondo psico-sensoriale è in massima parte condizionato da processi metabolico-funzionali di gruppi neuronali

L'immagine visiva ha per l'uomo un ruolo primario nella armonia psicologica