TRA CLASSICO E MODERNO:
I CONCERTI DELLE ABSIDI

Organizzati da "I martedì" estate

L'ottava edizione dei concerti programmati dalla Cooperativa I Martedì, a partire dal 27 giugno nell'Angolo delle Absidi, dietro la Basilica Monumentale di San Domenico, è connotata in modo monografico, sotto il titolo di Classico... ma non troppo. I programmi, come in ogni edizione, hanno un filo conduttore che quest'anno è quello, da un lato, di valorizzare gruppi strumentali che, di consueto, non vengono considerati tipici della musica classica, cioè gli ensembles di fiati e, dall'altro lato, di sottolineare quanto sia labile il confine tra colto e popolare, tra classico e moderno, tra impegnato e leggero. Si parte con la Padova Jam Orchestra, una Big Band che proporrà un percorso sul jazz, partendo dalle pagine più antiche, passando per Glenn Miller, per giungere ai nomi più moderni di questo genere. Si passa poi, il 4 luglio, ad un gruppo ungherese, i Mente, che associano strumenti a fiato della loro tradizione popolare ad altri a pizzico e a percussione, per compiere un viaggio dalla musica popolare, a Liszt e a Brahms. Il martedì successivo sarà la volta degli Ottoni Internazionali, un quintetto che affiancherà celeberrime ouvertures d'opera a famose pagine tratte da colonne sonore di film, creando un collegamento tra due forme di arte che, da sempre, hanno associato la musica e l'immagine. L'appuntamento successivo, il 18 luglio, è affidato ad un quartetto di Saxofoni (dal soprano al basso), il Monade Saxophone Quartett, con musiche da Bach a Joplin. Chiuderà la rassegna il Cherubino Ensemble, un gruppo di undici flauti, dall'ottavino al grande flauto in sol, che, vera e propria orchestra, ripropone pagine da Vivaldi a Ciajkovskij, passando per Mozart e Rossini.

 

Il 27 giugno la Padova Jam Orchestra; il 4 luglio il gruppo ungherese i Mente; 11 luglio il quintetto degli Ottoni Internazionali; il 18 luglio il quartetto di saxofoni Monade Saxophone Quartett; chiude la rassegna il Cherubino Ensemble, un gruppo di undici flauti

Maria Chiara Mazzi