L'EUROPA IN UNA SOCIETA'À DELL'INFORMAZIONE

La Commissione Europea promuove un'iniziativa per accelerare
la trasformazione dell'Europa in una Società dell'Informazione

 

La Commissione Europea ha avviato l'iniziativa denominata Europe - Una società dell'informazione per tutti che, per mettere i benefici della Società dell'Informazione alla portata di tutti gli europei si propone i seguenti obiettivi:
1) portare ogni cittadino, abitazione, scuola, impresa, amministrazione nella Società dell'Informazione e on-line;
2) creare un'Europa digitalmente alfabetizzata e sostenuta da una cultura imprenditoriale disposta a finanziare nuove idee;
3) far sì che tutto il processo sia socialmente inclusivo, conquisti la fiducia dei consumatori e rafforzi la coesione sociale.

L'iniziativa si rivolge a dieci aree prioritarie:
1. Giovani d'Europa nell'era digitale;
2. Accesso più economico a Internet;
3. Accelerare il commercio elettronico;
4. Internet ad alta velocità per i ricercatori e per gli studenti;
5. Carte intelligenti per un accesso elettronico securizzato;
6. Capitale di rischio per le PMI ad alta tecnologia;
7. Partecipazione per i disabili;
8. Assistenza sanitaria on-line;
9. Trasporti intelligenti;
10. Amministrazioni on-line;
eEurope rappresenta un elemento chiave nella strategia del Presidente Prodi per la modernizzazione dell'economia. L'iniziativa è stata presentata l'8 dicembre 1999 dopo essere stata adottata dalla Commissione Europea nell'intento di accelerare l'affermazione delle tecnologie digitali nell'Unione Europea e di assicurare che tutti i cittadini siano in possesso degli strumenti per utilizzarle. Essa riveste un ruolo centrale nell'agenda del rinnovamento economico e sociale dell'Europa, scaturendo dalla consapevolezza che l'applicazione delle tecnologie digitali rappresenta un fattore chiave per lo sviluppo e l'occupazione. La nuova economia guidata da internet (la cosiddetta e-economy) sta emergendo sempre più rapidamente e questo comporta dei radicali cambiamenti nella realtà economico-sociale dell'Europa. L'iniziativa verrà sottoposta all'approvazione del Consiglio Europeo dei Ministri che si terrà a Feira in Portogallo nel giugno 2000 e una relazione sull'avanzamento è stata presentata in occasione della riunione di Lisbona il 23-24 maggio. Una delle aree prioritarie dell'iniziativa riguarda la partecipazione delle persone disabili nella Società dell'Informazione. La comunicazione chiarisce che gli sviluppi delle tecnologie digitali offrono ampie opportunità di superare le barriere (socio-economiche, geografiche, culturali, temporali, ecc.) incontrate dalle persone disabili. Le tecnologie accessibili tese a rispondere alle loro specifiche esigenze ne rendono possibile la partecipazione alla vita sociale e lavorativa su base paritaria. La sfida per gli anni futuri è perciò quella di ridurre il divario esistente tra le tecnologie disponibili e la loro utilizzazione da parte di queste persone. Prendiamo atto che l'industria europea ha finora mancato di sfruttare il potenziale di mercato dei prodotti e dei servizi destinati alle persone disabili, che spesso possono essere realizzati con limitati costi aggiuntivi se si attua il principio della progettazione universale (Universal Design), il quale implica la considerazione delle necessità delle persone con particolari esigenze. L'iniziativa intende creare una maggiore sensibilità nei confronti di tali esigenze e sollecitare l'attuazione di questo impegno nella Società dell'Informazione. Viene anche sottolineata la necessità di rivolgere maggiore attenzione alle opportunità di studio e formazione, che sono un aspetto essenziale dell'inclusione sociale delle persone disabili.

Gli obiettivi prefissati sono i seguenti:

Entro la fine del 2000:
La Commissione europea e gli Stati membri dovranno riesaminare la legislazione in materia e i programmi di elaborazione di norme connessi alla Società dell'Informazione, per garantirne la conformità ai principi di accessibilità e accelerarne il processo di normalizzazione. La Commissione europea proporrà una raccomandazione agli Stati membri, per tenere conto delle esigenze dei disabili per quanto riguarda l'approvvigionamento di prodotti e servizi di comunicazione e informazione.

Entro la fine del 2001:
La Commissione europea e gli Stati membri dovranno impegnarsi a rendere accessibili ai disabili la struttura e il contenuto di tutti i siti web pubblici.

Entro la fine del 2002:
La Commissione europea appoggerà la creazione di una rete di centri di eccellenza, almeno uno in ciascuno Stato membro, che svilupperanno un corso di studi europeo di progettazione per tutti destinato alla formazione dei progettisti e degli ingegneri. La presidenza portoghese ha istituito un sito web dedicato che è: http://www.egroups.com/group/eeurope-pwd per favorire la discussione sul tema della Società dell'Informazione e disabilità. La risposta è stata notevole ed estremamente fruttuosa, ma non sono mancate le critiche sia riguardo al documento in generale, sia riguardo alla scelta di dedicare una sezione specifica alle persone disabili. L'Unione Europea dei Ciechi, ad esempio, ha ritenuto questa scelta piuttosto pericolosa, perché essa potrebbe limitare la contestualizzazione delle problematiche riguardanti le persone disabili nei singoli settori affrontati. D'altra parte, è stato apprezzato lo sforzo di promuovere una politica più incisiva per il superamento dei limiti che ancor oggi si frappongono al reale inserimento delle persone disabili nella Società dell'Informazione. Le consultazioni con le organizzazioni degli utenti hanno comunque messo in luce la necessità di creare un sistema di monitoraggio della legislazione specifica e degli standard per garantire che siano conformi ai principi dell'accessibilità e di armonizzare le iniziative a livello nazionale. Entro giugno la commissione proporrà una procedura di monitoraggio coordinato in consultazione con gli stati membri e predisporrà una comunicazione sulle modalità in cui gli strumenti per la fornitura di ausili e servizi tecnologici da parte delle pubbliche amministrazioni possano tenere positivamente conto delle esigenze delle persone disabili. Le istituzioni europee e gli Stati membri dovrebbero applicare le linee direttrici dell'iniziativa WAI sull'accessibilità dei siti web, in modo da rendere accessibili sia la configurazione, sia i contenuti di tutti i siti pubblici: www.w3.org/tr/wai-webcontent. Infine, la Commissione intende procedere rapidamente all'istituzione di una rete europea per ottimalizzare l'interazione tra i realizzandi centri nazionali di eccellenza e incoraggiare lo sviluppo di curricula per la progettazione universale.


Rodolfo Cattani