SCUOLA E INTEGRAZIONE

Incontro con Giorgio Temperilli, Provveditore agli Studi di Bologna.
Rivela le modalità attraverso le quali operano i professionisti della scuola che insegnano a ragazzi portatori di handicap.

È del 1977 (n. 517) la prima legge tematica sull'handicap nel contesto scolastico italiano, seguita nel 1992 dalla legge 104, che ha disciplinato l'intervento sugli studenti portatori di handicap e ha introdotto il concetto degli accordi programmatici tra le istituzioni interessate. Il Gruppo di Lavoro Interistituzionale sull'Handicap coordina le attività che accompagnano l'inserimento nel tessuto scolastico provinciale di tale categoria di studenti, a partire dalle materne. La norma prescrive che si proceda alla visita specialistica dell'alunno con relativa diagnosi funzionale ad opera dell'Ausl. Di seguito, si traccia un profilo dinamico-funzionale, in collaborazione con la famiglia del bimbo. Infine, viene stabilito il progetto educativo individualizzato, che costituisce il programma che dovrà essere seguito ed in base al quale verranno valutati i risultati scolastici dello studente portatore di handicap. L'alunno viene seguito da un insegnante di sostegno, fornito di una preparazione ad hoc, in virtù di una specializzazione biennale polivalente. Attualmente, il numero degli insegnanti di sostegno manca di circa 140 unità sulle 540 previste. È in fase di studio un progetto di legge atto a riordinare la materia, che attribuisca all'Università il ruolo di promotore dei corsi di specializzazione e che consenta una più razionale distribuzione dei fondi statali ad essi destinati. È del 1997 la modifica del criterio in base al quale viene determinato il numero di insegnanti di sostegno: se in precedenza lo si quantificava in un insegnante ogni quattro alunni portatori di handicap, ora ve ne è uno ogni 138 alunni, a prescindere dalle condizioni fisiche degli allievi. Determinante, al di là del testo normativo, risulta essere la collaborazione garantita da tutti i soggetti interessati: Provveditorato, Provincia, Comuni, famiglie e Associazioni private, tra le quali spicca l'Istituto Cavazza, sono chiamate ad interagire sul campo, assicurando il proprio apporto fondamentale. Il Provveditorato di Bologna ha aperto presso la propria sede uno sportello che ospita le associazioni delle famiglie di bambini portatori di handicap, garantendo nei fatti quel dialogo necessario ad affrontare l'handicap che, sia esso fisico o mentale, non si risolve in una problematica amministrativa, bensì in un ostacolo alla conoscenza ed alla consapevolezza di sé da rimuoversi quotidianamente, sui banchi di scuola come a casa, sia per gli insegnanti, chiamati a sperimentare quotidianamente l'importanza dell'insegnamento, che per gli altri alunni, sempre pronti ad una solidarietà consapevole nei confronti dei compagni più sfortunati. È, peraltro, in atto uno studio statistico, promosso dal Provveditorato, per fotografare al meglio la realtà dell'handicap nella scuola, sì da approntare le migliori soluzioni a tale problematica.

Laboratorio teatrale presso l'Istituto "Laura Bassi", Bologna

 

Alberto Borghi