VERSO UNA CARTA DEI DIRITTI DEI CITTADINI EUROPEI

 

Nella fase preparatoria del Trattato includere nel nuovo Trattato dell’Unione Europea una Carta dei Diritti (Bill of Rights) dei Cittadini Europei.
Nel marzo del 1996 un Comitato di Saggi presieduto da Maria Lourdes Pintasilgo presentò una relazione sulla necessità di individuare i diritti civili e sociali da incorporare nel trattato.
Nel 1998 il Forum delle Politiche Sociali organizzò alcune riunioni di lavoro per rivitalizzare l’iniziativa a cui collaborano congiuntamente la Piattaforma delle Organizzazioni Sociali Non Governative e la Confederazione Europea dei Sindacati.

Nel febbraio del 1999 un gruppo di esperti diretto da Spiros Simitis ha predisposto un nuovo rapporto intitolato Affermare i diritti fondamentali nell’Unione Europea, il tempo di agire. Nel rapporto si afferma che l’individuazione dei diritti fondamentali è basata sulla Convenzione Europea dei Diritti Umani (ECHR) e i diritti dovranno essere esplicitamente enumerati nel Trattato.
La Carta dei Diritti Umani ha un evidente valore simbolico, contribuendo alla trasformazione dell’Unione prevalentemente economica in una Unione con una più spiccata caratterizzazione sociale.
John Wall, Presidente dell’Unione Europea dei Ciechi, in una lettera inviata al Primo Ministro finlandese ha fatto notare che la presenza di una carta dei diritti a cui fare riferimento potrebbe rafforzare gli argomenti in favore dei diritti delle persone disabili per quanto riguarda l’accessibilità dei trasporti, l’accesso all’informazione di provenienza pubblica e privata e i diritti del lavoro. La carta potrebbe comprendere specifici articoli sulla disabilità, che sanciscano la necessità di consultare le persone disabili tramite le loro organizzazioni rappresentative, affinché siano tenuti presenti i loro diritti e le loro esigenze quando vengono adottati provvedimenti relativi al mercato unico e affinché sia rinforzato l’articolo sull’antidiscriminazione.
Nella riunione di Colonia del giugno scorso il Consiglio Europeo dei Ministri ha formalmente deciso di redigere una Carta dei Diritti Fondamentali dell’Unione Europea. Nelle conclusioni del summit si dichiara:
il Consiglio Europeo ritiene che la Carta dovrebbe sancire i diritti e le libertà fondamentali, nonché i diritti procedurali garantiti dalla Convenzione Europea per la Protezione dei Diritti Umani e delle Libertà Fondamentali e derivanti dalla tradizione costituzionale comune degli Stati membri. La Carta dovrebbe comprendere anche i diritti fondamentali propri dei cittadini dell’Unione Europea. Nel redigere la Carta si dovrebbe inoltre tener conto dei diritti economici e sociali sanciti dalla Carta Sociale Europea e dalla Carta della Comunità Europea sui Diritti Sociali Fondamentali dei Lavoratori.
La decisione prevede la creazione di un organismo composto dai Capi di Stato e di Governo, dal Presidente della Commissione Europea, da Parlamentari europei e nazionali, avente il compito di predisporre una bozza per il summit del dicembre 2000. Il testo approvato diventerà la Carta Europea dei Diritti Fondamentali che potrà essere integrata nel Trattato dell’Unione.
Il 3 settembre scorso il Parlamento europeo ha approvato una bozza di risoluzione presentata dalla Commissione Affari Costituzionali, nella quale si fanno proposte operative per la composizione della Commissione di studio e per le modalità di consultazione e di predisposizione del documento. Il Consiglio, nella riunione del 15 e 16 ottobre scorso, ha concordato la composizione della Commissione che dovrà predisporre la bozza della Carta dei Diritti e le modalità di funzionamento della stessa. La Commissione sarà così composta: i rappresentanti dei Capi di Stato o di Governo degli Stati membri; un rappresentante del Presidente della Commissione Europea; 16 membri del Parlamento europeo; due componenti di ciascun Parlamento degli Stati membri. È prevista la presenza in qualità di osservatori di due rappresentanti della Corte Europea di Giustizia e di due rappresentanti del Consiglio d’Europa, di cui uno della Corte Europea dei Diritti Umani. Saranno consultati il Comitato Economico-Sociale, il Comitato delle Regioni e l’Ombudsman. Altre organizzazioni, gruppi sociali ed esperti potranno essere invitati ad esprimere pareri. Un comitato di redazione predisporrà un testo preliminare sulla base delle proposte pervenute e dopo un’appropriata discussione il testo da sottoporre al Consiglio dei Ministri.
Il Forum Europeo della Disabilità si attiverà per essere parte attiva nel processo di predisposizione della carta, che dovrà sancire anche i diritti fondamentali delle persone disabili. È prevedibile che anche le organizzazioni rappresentative dei diversi gruppi di persone disabili potranno far udire la propria voce, per assicurare che la formulazione degli articoli tenga conto delle specifiche e peculiari esigenze di tutte le tipologie di disabilità.
Una volta approvata, la Carta potrà costituire un importante strumento di difesa dei cittadini europei, che potranno utilizzarla per far valere i loro diritti sia a livello nazionale, sia a livello comunitario. L’inserimento della Carta nel Trattato dell’Unione Europea sarebbe un ulteriore importante passo per creare una solida base giuridica per tutte le iniziative dell’Unione intese a promuovere l’inclusione sociale dei cittadini con disabilità.