Chi non puo' vedere con gli occhi deve affidarsi agli altri sensi per godere della manifestazione artistica
LA VISIONE DEI SENSI

Celestina Ceruti inaugura il museo tattile di pittura antica e moderna per non vedenti

Alberto Borghi

Il Museo tattile di pittura antica e moderna con sede presso l'Istituto Cavazza, è un gioiello di rilevanza nazionale che arricchisce il notevole numero di musei di Bologna

 

L’8 settembre 1999 si è tenuta la presentazione del Museo tattile di pittura antica e moderna, con sede presso l’Istituto Cavazza, in via Castiglione, a Bologna. Il museo costituisce un’innovazione di rilievo primario nel panorama delle istituzioni culturali, e non solo per i non vedenti, fruitori funzionali del progetto ideato dal Prof. Paolo Gualandi e dalla Prof.ssa Loretta Secchi, dell’Associazione Scuola di Scultura Applicata di Bologna. Celestina Ceruti, Presidente del Consiglio della Regione Emilia-Romagna, taglia idealmente il nastro del primo museo tattile pensato per non vedenti, ma accessibile a tutti. Alla presenza del Presidente dell’Unione Italiana Ciechi, dott. Egidio Sosio, del Prof. Renato Meduri, Direttore della clinica di ottica fisiopatologica dell’Università di Bologna, del Presidente della Commissione Cultura del Comune di Bologna, dott. Giuseppe Mioni, nonché del Presidente e del Direttore dell’Istituto Cavazza, padroni di casa, gli ideatori del progetto hanno illustrato le tecniche che consentono un viaggio nell’anima delle opere d’arte più significative della storia pittorica. Un’esperienza che frutta emozioni inaspettate anche in chi ha già avuto la fortuna di ammirare in precedenza i dipinti tradotti in forma plastica. Si tratta di un cammino alla scoperta di capolavori dell’umanità attuata mediante loro riproduzioni tridimensionali realizzate grazie a tecniche molto complesse. Il compito, d’altronde, si presentava arduo: rappresentare linee dinamiche intrise di emotività, movimenti in divenire cristallizzati in uno spazio che sfugge all’immobilità, testimoni di emozioni, creazioni uniche di per sé. Figurarsi a riprodurle mediante un codice comunicativo differente mantenendone intatte le capacità espressive dirompenti! La differente importanza delle molteplici figure rappresentate, la forza e rilevanza delle energie in movimento, le direttrici attraverso cui il contenitore rappresentativo sfoga la potenza del messaggio più profondo devono trovare giusta allocazione in uno spazio tridimensionale oggetto delle attenzioni di chi non può vedere con gli occhi e si deve affidare agli altri sensi per godere della manifestazione artistica. Il risultato di studi e ricerche impegnativi si riversa su formelle che raccolgono il messaggio di artisti incomparabili reinterpretati dalla tecnica del bassorilievo modellata dalla sensibilità dei riproduttori. Regola e sensibilità producono un’esperienza davvero inedita e stimolante, per chiunque voglia approfondire la conoscenza della storia dell’arte pittorica. Un museo che ha tra le sue prerogative quella paideutica: accanto ad ogni riproduzione è presente una tavola in Braille contenente informazioni sul dipinto e la tecnica utilizzata per la traduzione tridimensionale. Un gioiello di rilevanza nazionale che va ad arricchire il già notevole numero di musei bolognesi, raccolti attraverso un sistema intercomunicativo atto a sfruttarne al meglio efficienza e attrattive. Non solo per Bologna 2000.