I Centri di Ipovisione
per la riabilitazione visiva
Mario Barbuto intervista il Prof. Renato Meduri.
D. Che cosa si intende per riabilitazione visiva e quali
requisiti scientifici, tecnici e organizzativi devono possedere le strutture
preposte ad attuarla?
R. Paziente ipovedente è colui affetto da disabilità della
funzione visiva anche dopo un trattamento medico-chirurgico e/o una correzione
della rifrazione standard e possiede unacuità visiva inferiore
a 3/10 o un campo visivo inferiore a 10°.
La riabilitazione visiva è finalizzata a permettere al paziente ipovedente
il massimo sfruttamento del proprio residuo visivo.
I momenti di base sono sostanzialmente due.
Il primo è costituito dalla amplificazione ed attivazione dello stimolo
eccitante la retina mediante: lingrandimento delle immagini a mezzo
di sistemi ottici, la proiezione con sistemi prismatici dello stimolo su aree
retinee funzionanti, lelaborazione elettronica delle immagini adeguando
il contrasto, il colore, le dimensioni, in base alla tipologia del deficit
visivo.
Il secondo, di pertinenza neuro fisiologica, è volto ad amplificare
le proiezioni corticali delle aree retiniche residue potenziando nel contempo
le sequenze cognitive.
Noi di fatto vediamo col cervello; a livello fisiologico l'occhio trasmette
alla corteccia frammenti significativi del mondo esterno rilevati per mezzo
di un vero e proprio scanning delle immagini secondo linee guida specifiche.
Questi frammenti inseriti negli ologrammi cerebrali della memoria visiva permettono
la ricostruzione cosciente dellimmagine.
Mediante la stimolazione neuronale tali fenomenologie neurofisiologiche possono
essere significativamente potenziate grazie alla plasticità cerebrale
che permette riarrangiamenti sinapatici. È importante sapere che, anche
il cervello anziano mantiene un elevato grado di plasticità.
La combinazione di ausili ottici ed elettronici, di training percettivo-cognitivi
e degli assoggettamenti a biofeedback, si dimostra in grado di permettere,
nella maggioranza dei casi, risultati importanti con significativi recuperi
di autonomia e capacità operativa.
Il training percettivo-cognitivo è poi fondamentale nel trattamento
del bambino ipovedente, che gli permette di raccogliere ed elaborare pezzi
di un puzzle visuale incompleto traducendoli in concetti di forme basilari
di riferimento su cui inserire le esperienze visive, tattili, uditive successive.
Per bambini da 0 a 4 anni liter riabilitativo è quindi significativamente
tipizzato e comprende particolari attività integrative:
Fisioterapia, come contributo per modificare e prevenire gli effetti
di ritardi motori dovuti al deficit visivo o ad altri problemi.
Gioco e stimolazioni basali, finalizzati allo sviluppo globale del
bambino attraverso stimolazioni plurisensoriali.
Musicoterapia.
Psicomotricità, che pone la centralità sul corpo e sul
piacere di viverlo in relazione allambiente, attraverso il movimento.
Idroterapia, come mezzo per conoscere lacqua e stimolare le capacità
psicomotorie.
Terapia oro-facciale per bambini con problemi oro-facciali senso-motori.
Baby-massage per facilitare e rafforzare il contatto affettivo tra
i genitori e il bambino.
Orientamento, mobilità ed educazione per una vita autonoma ed
una migliore qualità della vita.
Pet therapy (contatto con animali).
Tecniche di rilassamento delle mamme.
Le problematiche tecniche ed organizzative di un Centro di riabilitazione
visiva derivano dallapporto coordinato di diverse figure professionali
che collaborano allinterno di una équipe multidisciplinare.
Competenza oculistica
Spetta alloftalmologo la verifica e la definizione del danno visivo:
è importante stabilire se si tratta di patologie stabilizzate o evolutive,
nonché la sussistenza di patologie associate coinvolgenti in particolare
altri organi di senso. In tale evenienza è dobbligo la richiesta
di consulenze mirate.
Competenza psico-pedagogica
Definizione della personalità, delle modalità reattive nei confronti
dellhandicap, individuazione delle più proficue modalità
di approccio e delle personali esigenze (scolastiche, sociali, professionali,
familiari).
Competenza ottico-elettronica
Sulla base delle caratteristiche del deficit visivo scelta degli ausili ottici
ed elettronici più idonei.
Competenza informatica
Lapporto informatico è aspetto importante nellattività
di ricerca, informazione ed acquisizione dati e per la realizzazione, elaborazione
ed affinamento di software specifici alle necessità dei singoli pazienti
ed allattività del Centro.
Riabilitazione
II protocollo riabilitativo emergente dallinsieme delle predette competenze
viene applicato dal Tecnico della riabilitazione e deve comprendere follow
up semestrali oculistici e psicopedagogici.
Va precisato che la figura del tecnico della riabilitazione ancora, in Italia,
non è stata istituzionalizzata nonostante le sollecitazioni della Comunità
Economica Europea.
Nellattesa che le Università si attivino, è identifìcabile
in personale con Diploma di Ortottista Ass. in Oftalmologia. Già nel
corso di Diploma lIpovisione è materia di insegnamento. Da gennaio
2000 saranno in ogni modo attivati corsi annuali di formazione specifica secondo
il protocollo espresso dallInternational Society of Low Vision Research
and Rheabilitation.
Documentazione e ricerche
Particolare importanza assume la documentazione e valutazone del lavoro collettivo
e dei dati raccolti, quale presupposto di base per lattività
di ricerca.
D. Con le risorse pubbliche disponibili, quali interventi
si possono attuare nel campo della prevenzione delle malattie oculari e della
riabilitazione visiva, e quali sono le azioni prioritarie da sviluppare?
R. Le risorse regionali e della comunità europea risultano sostanzialmente
adeguate se si segue la filosofìa della creazione di un limitato numero
di centri ad elevata efficienza e produttività.
Le azioni prioritarie si individuano nella creazione di strutture guida dotate
di strumentazioni e competenze in grado di assicurare protocolli riabilitativi
adeguati secondo quanto precedentemente illustrato.
Per quanto riguarda lEmilia Romagna risulta assai opportuna la istituzione
di un Centro di riabilitazione nellIstituto Cavazza in quanto le problematiche
riabilitative vi trovano già ampia rappresentazione a livello clinico
e sperimentale e lIstituto rappresenta un autorevole e noto punto di
riferimento nellambito della non vedenza e della ipovedenza.
D. Come si può diffondere tra la popolazione una vera
cultura della tutela dei propri occhi e della riabilitazione funzionale?
R. Laspetto prevenzione acquisisce, allo stato attuale delle conoscenze
mediche, una validità di sicuro rilievo in patologie importanti quali
il glaucoma, il diabete e in patologie età-correlate come la degenerazione
maculare, creando prospettive assai suggestive nellambito di talune
patologie genetiche. Ritengo che un importante contributo, nella prevenzione
delle patologie causa di ipovisione, può realizzarsi con una corretta
ed appropriata informazione dei medici di base e da questi agli utenti. È
necessario che la cultura della tutela visiva sia il più possibile
corretta e la mediazione degli operatori tecnici rappresenta una garanzia
di acquisizione corretta. Si eviteranno così il diffondersi ed il radicarsi
di luoghi comuni e condotte errate quali è pericoloso sforzare gli
occhi nella lettura, nel cucito, al video, mentre scarsa attenzione è
posta ad esempio agli effetti realmente dannosi della esposizione alla luce
solare.
Non si esclude ovviamente lutilità di promozioni a livello scolastico
e in ambienti di lavoro nonché il coinvolgimento di ottici ed optometristi.
