DISABILITÀ E FORMAZIONE PROFESSIONALE

Copia di Rivola.jpg (16801 byte)

II mio lavoro di assessore mi ha permesso di entrare in diretto contatto con una realtà complessa legata alla formazione delle persone portatrici di handicap. Un'esperienza umanamente ricca, per quanto politicamente impegnativa mi ha offerto un'immagine nuova delle disabilità e delle persone che ne sono colpite le quali, proprio nel lavoro trovano la maggiore occasione di riscatto sociale e di emancipazione civile. Il lavoro, tuttavia, oggi più di ieri, richiede azioni formative mirate, qualificate e selettive, capaci di leggere e interpretare le esigenze di un mercato in continuo mutamento e di trasformarle in profili professionali adeguati ad assicurare collocazione nel mondo produttivo. La Regione Emilia-Romagna è impegnata a sviluppare politiche di formazione consone alle esigenze del mondo del lavoro, mirate a fornire ai giovani in cerca di prima occupazione, strumenti "forti" per sostenere la concorrenza, a volte spietata, in atto sul mercato della monodopera, senza tuttavia trascurare doveri e impegni di una amministrazione sensibile, protesa a garantire opportunità e occasioni anche alle persone meno fortunate e meno tutelate. Gli amici dell'Istituto Cavazza di Bologna che ho imparato a conoscere in questi anni, spinti da una grande passione e sorretti da una pluriennale esperienza, hanno saputo coniugare obiettivi di formazione qualitativa e sbocchi lavorativi, consentendo a molte centinaia di non vedenti italiani di ottenere una occupazione dignitosa e remunerativa come programmatori di elaboratori elettronici e come centralinisti telefonici.

Dai dati che essi hanno voluto mettere a disposizione mia e della cittadinanza si ricava infatti un'immagine altamente positiva della ventennale attività di formazione compiuta, con tassi di collocamento occupazionale che vanno dall'80% dei programmatori al 100% dei centralinisti, protetti da una legge sul collocamento obbligatorio.

Un esempio positivo dunque, certo non isolato in questa regione, che conferma la validità delle politiche di formazione perseguite e sostenute dall'amministrazione, tese alla qualità dei contenuti, all'efficacia degli sbocchi lavorativi, alla massima valorizzazione delle risorse disponibili e all'attenzione concreta verso le categorie sociali maggiormente a rischio di emarginazione.

Un'esperienza che desideriamo incoraggiare e rafforzare con una politica adeguata e con la nostra presenza di amministratori, pur nelle cresciute difficoltà dovute alla riduzione delle risorse comunitarie e all'estendersi della domanda formativa sul territorio.

Pier Antonio Rivola
Assessore al Lavoro, Formazione, Scuola e Università Regione Emilia - Romagna