CONVEGNO SUI MATERIALI PIEZOELETTRICI
Il 5 giugno u.s. si è svolto a Roma, presso la sede del Consiglio Nazionale delle Ricerche, un convegno intitolato "Prospettive su programmi di ricerca e sviluppo per le applicazioni dei materiali piezoelettrici". Su tale tema sono intervenuti ricercatori e professori universitari, tecnici e operatori aziendali, per presentare lo stato dell'arte della ricerca e delle applicazioni dei materiali piezoelettrici nei settori medico, automobilistico, militare e consumer.
I piezoelettrici offrono buone prestazioni per realizzare trasformatori, trasduttori ad alta frequenza, sensori per la diagnostica ad ultrasuoni, microscopi a scansione, attuatori per la microingegneria, componenti optoelettronici. Alcuni interventi hanno riguardato le tecniche di preparazione più diffuse, quali a strato, film via sol-gel, film sottili con sputtering ed ablazione laser, nonché lo sviluppo di materiali ed elementi massivi.
L'Istituto Cavazza ha contribuito al dibattito con un breve intervento in cui è stata presentata l'applicazione di attuatori bimorfi per il movimento dei punti nei moduli installati sui terminali Braille, con ottimi risultati in termini di affidabilità e robustezza.
Un modulo Braille è costituito da 8 barrette ceramiche (chiamate bimorfi) che attraverso un processo chimico-fisico acquisiscono la proprietà piezoelettrica, consentendo tramite un adeguato pilotaggio in tensione continua (tipicamente 200-300 V) la polarizzazione del materiale di cui sono costituite, con un conseguente spostamento in direzione verticale di circa 0,5 mm.
Mediante l'abbinamento di un programma ed una logica elettronica di controllo è possibile convertire il codice ASCII nelle corrispondenti combinazioni Braille, per consentire all'utente la lettura delle informazioni presenti sullo schermo di un personal computer.
Si è espressa anche l'ipotesi di valutare la possibilità di produrre in Italia i bimorfi, magari anche con tensioni di lavoro più basse delle attuali (200 volt in corrente continua). Lo scopo dovrebbe essere quello di ridurre i costi di produzione, che attualmente incidono pesantemente sul prezzo complessivo di un terminale Braille.
p. Istituto Cavazza
Ing. Marco Mattioli