ANCHE GLI ASINI HANNO UN'ANIMA?
GITA A MONTE BADUCCO
(di Ernesto Dini)
| Se
desiderate sfuggire anche solo per un giorno alla vita frenetica e al frastuono assordante
della città, andate a Salvarano di Quattro Castella, nel Reggiano, a poca distanza dal
Castello di Canossa che fu dominio della contessa Matilde. Su quelle colline, alle pendici
dell'Appennino, l'imprenditore Giuseppe Borghi ha creato l'azienda agrituristica di Monte
Baducco, ristrutturando un ex convento settecentesco di suore che é stato trasformato in
casa a torre rurale, e puntando su una tradizionale cucina rigorosamente biologica.
Nell'azienda, costituita da un'area seminativa di centoventi biolche e da altre venti
biolche di bosco che il signor Borghi ha ripulito dai rovi e dalle erbacce restituendolo
alla vita, pascolano allo stato brado, assieme a cavalli, muli, pecore reggiane ed
un'infinità di animali da cortile, oltre 130 asini di tutte le razze, alcune delle quali,
in via di estinzione, continuano a vivere e a riprodursi grazie all'opera paziente e
appassionata del signor Borghi, che ha fatto di Monte Baducco il più importante
allevamento di somari d'Europa.
A questo punto vi chiederete perché ci occupiamo dell'azienda di Monte Baducco: ebbene, là, nel giugno scorso, si sono recati i ragazzi dell'Istituto Cavazza, accompagnati dal loro direttore, dagli insegnanti, dal Presidente e da altri consiglieri dell'Istituto. Solitamente le scuole organizzano gite scolastiche di tipo culturale per visitare città d'arte, musei e monumenti, che gli studenti, in genere, guardano con occhio disattento e distratto e di cui la memoria conserva, quando va bene, un pallidissimo ricordo. Nel nostro caso invece, il direttore del Cavazza, con un felice intuito, ha voluto offrire ai ragazzi l'opportunità di fare un'esperienza del tutto nuova, dando loro la possibilità di trascorrere una giornata in un angolo di paradiso, all'ombra di alberi secolari tra il profumo di fiori e di erbe in pieno rigoglio. Consumato il pranzo a base di saporitissimi piatti di cinquant'anni fa, il signor Borghi ha fatto conoscere agli insoliti ospiti le sue creature più care, gli asini che vivono liberi in un vastissimo recinto. E qui si é avuta la sorpresa più grande e per certi versi alquanto singolare: appena entrati nel recinto, abbiamo visto i somari accostarsi al loro padrone per riceverne carezze ed abbracci. |
Tutti
noi, allora, ci siamo sentiti circondati da quei simpatici asinelli, che, in gruppi di
quattro o cinque, presi da una sorta di gelosia quasi infantile, si contendevano con
docilità e garbata insistenza, una parola di affettuosa attenzione ed una carezza sul
muso, sulla testa, su quelle schiene percorse da un lieve fremito di piacere e di
riconoscenza. Resi sicuri e tranquilli dalla presenza del loro amico-padrone, hanno
dimostrato anche verso di noi una fiduciosa amicizia che, al momento del commiato, si é
conclusa con un simpatico scambio di saluti che, da parte dei nostri amici a
quattro zampe, son diventati veri e propri baci; sì, di baci si é trattato: infatti quei
meravigliosi animali hanno finito per baciarci sfiorandoci le vesti e le mani con le loro
labbra umide e carnose. E forse sarebbero arrivati anche al volto se avessimo ceduto con
minor ritrosia alle loro effusioni. Ma che anche gli asini abbiano un'anima? Saremmo
tentati di rispondere affermativamente a giudicare dal loro atteggiamento. Certamente l'asino é un animale ancora da scoprire del tutto: la sua pazienza, la sua umiltà, la sua capacità di sopportare con serena rassegnazione la fatica del lavoro, le difficoltà di una vita quasi sempre assai grama, le asprezze dell'ambiente in cui é costretto a vivere, insieme, ahimé, ai maltrattamenti di un padrone spesso ingeneroso, lo fanno una creatura veramente eccezionale. Per fortuna la tradizione gli ha dato modo di riscattarsi dalla cattiva sorte, ponendolo accanto a Gesù Bambino nella capanna di Betlemme e rendendolo, così, partecipe dell'evento piùstraordinario che ha segnato la storia dell'umanità.
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