moneta
NASCE A BOLOGNA LA MONETA VIRTUALE
La Repubblica - 26 novembre 2013, martedì

NASCE A BOLOGNA LA MONETA VIRTUALE.
SILVIA DE SANTIS.
UNA moneta che non può essere di carta.
Deve essere rapida e facilmente trasferibile: virtuale, in poche parole.
Perciò al ritrovo non ci sono solo Nerd, ma anche commercianti entusiasti.
Manuel ad esempio gestisce una tabaccheria a Bergamo che da aprile
accetta i pagamenti in Bitcoin. Claudio dirige un'impresa inglese, la
Bitroad, che vende sul web apparecchi elettronici solo in criptomoneta:
"Diversamente da Paypall, Bitcoin non ha nessun costo di transazione –
spiega - ed è molto più sicuro della carta di credito, bersaglio ideale
per le frodi".
"Quattro anni fa proposi Bitcoin all'azienda in cui lavoro ma non mi
diedero retta - confessa ancora Franco -, peccato, oggi sarebbero i più
ricchi d'Italia". Come in un vero e proprio conto, la valuta digitale si
può anche accumulare: "Personalmente ho messo via una modesta
“pensioncina”. Gli altri Bitcoin li riservo per un viaggio nello spazio,
visto che La Virgin, tre giorni fa, ha detto che si potrà pagare in
bit". All'inizio la cripto-moneta non è così semplice da capire come
promette di essere il suo scambio. "E' un po' come per l'automobile -
rassicura Franco - basta capirne il meccanismo per imparare a guidare.
Ecco, la nostra associazione vuole dare assistenza a chi intende
utilizzare questa tecnologia". E se da un lato i natali del
fanta-sistema restano oscuri - a crearlo fu un giapponese, Natoshi
Sakamoto, eclissatosi subito dopo aver dato il soffio divino al
“pacchetto di bit” - dall'altro è certo che poi la moneta si sia diffusa
ad alta velocità. Quello che sperano accada i pionieri del Bar Margherita.
Loro che avrebbero voluto festeggiare saldando il conto in Bitcoin,
prima di scontrarsi col ghigno del barista. "No, grazie, qui per ora
accettiamo solo.
gli euro".
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