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inFORM, i display del futuro muteranno forma
Panorama del 14-11-2013
Secondo i ricercatori del MIT il futuro della tecnologia sono le interfacce tattili. Invece di
limitarsi a trasferire informazioni visive e digitali, questo display è in grado di trasferire
l'intera complessità di un movimento tridimensionale.
Lo smartphone del futuro funzionerà a gesti? L'uomo che controlla la mente dei ratti. Disney ha
inventato il tatto virtuale.
Il video di presentazione ha una grazia ipnotica: una palla rossa poggia su una serie di piccoli
parallelepipedi che a un tratto cominciano a sollevarsi e ad abbassarsi spostandola da un punto
all'altro della visuale. Poi il campo visivo si allarga e ti rendi conto che quei parallelepipedi
sono in realtà una versione grossolana di un paio di mani. Quando poi nell'inquadratura entra anche
lo schermo di un tablet capisci cosa stia veramente succedendo: quei piccoli parallelepipedi stanno
riproducendo i movimenti di una persona situata in un'altra stanza che sta interagendo con
un'avanguardistica interfaccia utente.
Se vi sembra di non aver capito, niente paura: eccovi il video.
Il sistema che avete appena visto all'opera si chiama inFORM ed è stato sviluppato dagli
infaticabili cervelloni del MIT con l'obiettivo di rendere possibile un'effettiva interazione
fisica a distanza tra due utenti. Il sistema è costituito da una serie di piccole colonne che
svolgono un ruolo simile a quello dei pixel di un'immagine digitale, queste colonne, chiamate
"pin", sono collegate a una serie di attuatori che vengono manovrati dal software in modo da
sollevare le colonnine in accordo con l'immagine tridimensionale che si vuole riprodurre. L'utente
che trasmette l'input tattile si trova a interagire con uno spazio vuoto su cui viene puntato un
sensore Kinect, questo consente di trasmettere non solo la forma fisica degli oggetti posti e fatti
muovere nell'area designata, ma anche di trasferire alcuni dettagli dell'oggetto in questione (ad
esempio il colore), che poi verranno riprodotti sul display mutaforma utilizzando un proiettore.
Daniel Leithinger e gli altri ricercatori del team hanno grandi progetti per il futuro di inFORM.
Tra le potenziali applicazioni spiccano quelle nei campi che hanno a che fare con il design
industriale, dal momento che un sistema come inFORM consentirebbe di collaborare su uno stesso
modello tridimensionale a distanza senza bisogno di dover ricorrere a una stampante 3D (certo,
bisogna accontentarsi di una fedeltà di riproduzione decisamente inferiore). Altre possibili
prospettive includono un impiego nel settore architettonico e in quello dell'imaging medico. Come
dimostra il video, inoltre, inFORM potrebbe essere utilizzato anche per visualizzare in modo
tridimensionale alcuni grafici o per ideare nuove forme di interazione con i dispositivi mobile.
Quello di Leithinger e soci è il primo prodotto del progetto Radical Atoms, che da più di dieci
anni lavora per stravolgere il modo in cui interagiamo con la tecnologia, passando da un approccio
visivo a uno più tangibile. Con inFORM per la prima volta l'utente oltrepassa la barriera dei
display tradizionali per trasferire a distanza un'esperienza realmente tridimensionale.
È solo il primo esempio di Interfaccia Utente Tattile, eppure ha quel sapore visionario che nemmeno
i film di fantascienza riescono più a suscitare.
di Fabio Deotto
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