+++NOTIZIARIO INTERNAZIONALE SULL’ACCESSIBILITA’.

- NUMERO 54, GIUGNO 2004.



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++NUMERO 54 - IN QUESTO NUMERO


01: L’Europa lancia un grande programma di accessibilità

- Un progetto di ricerca apre la strada alle direttive internazionali.


02: Identificate e messe alla gogna le banche con tessere elettroniche problematiche

- L’incapacità di spiegare il funzionamento dell’alternativa al sistema “Chip e PIN”.


03: Direttive per i dirigenti delle amministrazioni locali.

- I destinatari sono i dirigenti, i designer ed i responsabili delle politiche locali.


04: Tre Municipi pretendono una valutazione “AAA”

- Un esperto loda i loro sforzi ma mette in discussione alcuni particolari.


Notizie in breve: 05: Il problema dell’inserimento – la conferenza di Hong Kong; 06: Rivelati i nomi dei nuovi iscritti – database degli editori; 07: I diritti degli arabi – un forum promosso dalle Nazioni Unite.


Sezione due: “Nella casella della posta” – Il forum dei lettori.

08: Un problema con Validator – difficoltà con HTML; 09: Obiezioni sulle radio – risposta ad un articolo; 10: Contatti per l’addestramento – ricerca di CD; 11: Richiesta per il bridge – un gioco accessibile.


Sezione tre: Servizio speciale – le liste di discussione.

13: Una reazione a catena: Le liste e-mail di collaborazione ed “auto-aiuto”, in cui gli utenti delle tecnologie di accesso si scambiano consigli e suggerimenti, possono anche aiutare le aziende a migliorare i loro prodotti. Mel Poluck ce ne parla.


Sezione quattro: Analisi – l’accessibilità alla rete.

14: Il duro cammino verso il progresso: la recente indagine condotta dalla Commissione per i Diritti dei Disabili relativamente all’accessibilità della rete ha ottenuto risultati sconfortanti, ma Julie Hill ritiene che i pionieri del settore pubblico e privato stiano compiendo validi passi avanti.


[Fine dei contenuti].



++ANNUNCIO SPECIALE: Sight Village 2004

- 13-15 luglio, Birmingham, Regno Unito.


Si calcola che circa 3.000 persone visiteranno quest’anno il Sight Village, la mostra rivolta a tutti coloro che sono interessati alle tecnologie ed ai servizi legati alle disabilità visive. Gli espositori ed i visitatori vengono da tutto il Regno Unito, dall’America, dal Canada, dall’Europa, dal Medio Oriente e dall’Africa. Fra gli espositori, oltre ai “grandi protagonisti”, sono particolarmente benvenute le piccole organizzazioni di, o a favore di, persone con handicap visivi.


Quest’anno la mostra è stata trasferita in una sede più ampia: il Clarendon Suites, un centro per le conferenze nelle vicinanze del Queen Alexandra College, organizzatore della mostra. Tutte le zone dell’edificio sono accessibili alle persone in sedia a rotelle e l’entrata è gratuita. Per informazioni, consultare il sito: http://www.qac.ac.uk/sightvillage/6-1.html .


[Fine dell’annuncio speciale].



++SEZIONE UNO: NOTIZIE.


+01: L’EUROPA LANCIA UN GRANDE PROGRAMMA DI ACCESSIBILITA’.


La Commissione Europea ha lanciato un grande nuovo programma di ricerca sulle politiche dell’accessibilità che coinvolge tutti gli Stati membri della Comunità Europea, aprendo la strada ad una serie di direttive per l’accessibilità, volte a migliorare l’accesso ai servizi digitali ed alle tecnologie per gli utenti disabili nell’intero continente.


Il progetto, denominato eInclusion@eu (http://www.einclusion-eu.org) esaminerà le politiche nazionali e regionali relative all’accesso all’occupazione, alle forniture di tecnologia per il settore pubblico ed all’accesso ai servizi pubblici online, come i siti della pubblica amministrazione, della sanità e dell’istruzione. Nell’ambito di questo lavoro, questo progetto, dalla durata di 30 mesi, intende realizzare una panoramica a livello europeo dei requisiti per l’accessibilità per i siti web governativi, descrivendo quali standard per l’accessibilità vengono adoperati, se tale utilizzo è volontario od obbligato, e se i suggerimenti da parte degli utenti vengono raccolti ed utilizzati.


Lutz Kubitschke, dell’ente tedesco di consulenze Empirica (http://www.empirica.com), coordinatore della ricerca, ha dichiarato al Notiziario Internazionale sull’Accessibilità: “E’ importante ottenere una panoramica strutturata di tutto quello che succede. Se le direttive vengono emanate a Bruxelles, ma non sono poi messe in opera dagli stati membri per la loro scarsa praticità, non servono a nulla”. Si spera che per la fine dell’anno la Commissione utilizzerà questa ricerca per pubblicare una bozza di direttive riguardanti le forniture per il settore pubblico, ha dichiarato Kubitschke.


I risultati dovrebbero anche fornire valide informazioni relativamente ai problemi di perfezionamento degli standard internazionali di accessibilità alla rete. “In alcuni casi potrebbe accadere che manchi la competenza necessaria a trasformare direttive come quelle WAI (http://www.w3.org/WAI) in procedure operative, o che ci sia mancanza di fondi, di tempo e di risorse disponibili per creare un design di rete accessibile”, ha affermato Kubitschke. Il progetto eInclusion@eu verrà condotto da un nucleo di squadre di ricerca provenienti da otto stati membri e verrà finanziato dal Sesto Programma Globale di Ricerca della Comunità Europea, che ha a disposizione 17,5 miliardi di euro (http://fp6.cordis.lu/fp6/home.cfm).



+02: IDENTIFICATE E MESSE ALLA GOGNA LE BANCHE CON TESSERE ELETTRONICHE PROBLEMATICHE.


Le banche del Regno Unito che hanno ottenuto scarsi risultati in una simulazione di “shopping misterioso”, effettuata per collaudare l’accessibilità dei nuovi bancomat e delle nuove carte di credito, verranno “identificate e messe alla gogna” dal RNIB.


Le tessere elettroniche testate utilizzano un nuovo sistema, definito “Chip e PIN”, appositamente studiato per evitare le contraffazioni, che richiede agli utenti di servirsi di un numero PIN riservato ogni volta che effettuano un acquisto. Si presume che le banche debbano offrire e rendere nota un’alternativa al sistema “Chip e PIN”, denominata “Chip e firma”, che sarebbe più facile da usare per alcune persone con disabilità visive, che potrebbero incontrare alcune difficoltà nell’utilizzo della tastiera. Tuttavia, l’indagine ha dimostrato che molte banche non hanno agito in questo senso.


I risultati dell’esperimento dello “shopping misterioso” verranno pubblicati verso la fine di agosto e comprenderanno tutti i dettagli relativi a tutte le banche contattate che rilasciano questo tipo di tessere elettroniche, oltre ad un’analisi dei risultati.


Quando una squadra di “compratori misteriosi” con disabilità visive (http://www.rnib.org.uk/xpedio/groups/public/documents/publicwebsit e/public_mysteryshopping.hcsp) ha inizialmente contattato i call centre di quindici banche, società immobiliari e fornitori di carte di credito, chiedendo una consulenza sull’alternativa accessibile, soltanto 22 richieste, su un totale di 67 (pari al 33%) hanno ricevuto una risposta sull’alternativa, e 15 impiegati dei call centre (pari al 22%) hanno spiegato che i clienti potevano continuare a firmare, ma hanno fornito informazioni poco corrette sulle tessere elettroniche del tipo “Chip e firma”, o addirittura non ne sapevano assolutamente nulla.


Il team del RNIB che si occupa di questa campagna sta ora collaborando con le banche per migliorarne i servizi, ad esempio spiegando al personale una serie di problemi pratici: ad esempio, come il personale di un call centre può stabilire quando è necessaria l’emissione di una tessera elettronica del tipo “Chip e firma”. Il RNIB ha inoltre suggerito alle banche di migliorare le informazioni fornite tramite le loro reti interne e le informazioni rivolte al pubblico sui loro siti web. “Il problema più grave è quello della comunicazione interna”, ha dichiarato Helen Dearman, funzionaria del RNIB e responsabile di questa campagna. Dearman ha dichiarato di aver già notato una riduzione del numero delle chiamate al RNIB da parte di persone che si lamentano delle loro banche in merito a questo problema, anche se aggiunge che il veloce ricambio del personale nei call centre delle banche bloccherà probabilmente qualunque progresso quando il test di “shopping misterioso” verrà ripetuto nel mese di agosto.



+03: DIRETTIVE PER I DIRIGENTI DELLE AMMINISTRAZIONI LOCALI.


Il RNIB ha pubblicato alcune direttive per i direttori e per i responsabili delle politiche delle amministrazioni locali, relativamente al modo di creare nuove tecnologie, dalle tessere elettroniche “intelligenti” agli schermi tattili, più facili da utilizzare per le persone affette da disabilità.


Redatto dal dr. John Gill, direttore degli scienziati del RNIB, l’opuscolo “Access-Ability” (Capacità di Accesso, http://www.tiresias.org/guidelines/access-ability/) fornisce una panoramica di considerazioni relative al design che dovranno essere prese in considerazione quando si sviluppano nuovi servizi. Dai trasporti alle transazioni finanziarie, dalle comunicazioni all’informatica, questa pubblicazione mette in risalto i problemi comunemente riscontrati dagli anziani e dai disabili ed offre suggerimenti su come affrontarli.


"L’opuscolo si rivolge ai dirigenti che non sono specialisti di tecnologie e non hanno una conoscenza approfondita dei problemi dei disabili”, spiega Gill. Queste direttive sono state redatte nell’ambito della collaborazione del RNIB con il National Smartcard Project (Progetto Nazionale per le Tessere Elettroniche Intelligenti, http://www.nationalsmartcardproject.org.uk), uno dei 22 progetti nazionali commissionati dall’Ufficio del Vice Primo Ministro per aiutare le amministrazioni locali ad uniformarsi a quanto previsto dal governo elettronico (http://fastlink.headstar.com/nat1).


Questa collaborazione ha identificato tre settori che necessitano di maggiori informazioni sull’accessibilità: i dirigenti ed i responsabili delle politiche degli enti locali; i direttori di progetti che hanno il compito di attuare i progetti del governo elettronico relativi alle amministrazioni locali; infine, i progettisti di hardware e software, indipendentemente dal fatto che collaborino o meno con le amministrazioni locali.


Queste direttive sono state sviluppate in collaborazione con il Comité Européen de Normalisation (CEN - http://www.cenorm.be), l’ente europeo che si occupa degli standard tecnologici.



+04: TRE MUNICIPI PRETENDONO UNA VALUTAZIONE “AAA”.


Tre amministrazioni locali britanniche dichiarano di avere siti web che ottemperano agli standard più elevati di accessibilità stabiliti dall’Iniziativa di Accessibilità alla Rete nell’ambito del World Wide Web Consortium (WAI - http://www.w3.org/WAI), noti come livello “AAA” di accessibilità. Un esperto ha però espresso i suoi dubbi sul fatto che il livello “AAA” sia stato effettivamente raggiunto da questi siti, pur valutando positivamente la loro intenzione di ottenere la più totale accessibilità.


Il Municipio di Haringey (http://www.haringey.gov.uk), uno dei sotto-comuni di Londra, il Consiglio Municipale Metropolitano di Stockport (http://www.stockport.gov.uk) ed il Consiglio di Tameside (http://www.tameside.gov.uk), uno dei sotto-comuni di Manchester, hanno recentemente rilanciato i loro siti che, secondo quanto da essi affermato, ora sono in grado di fornire un facile accesso a tutti coloro che li visitano, indipendentemente dal grado di abilità.


In base a quanto previsto da una direttiva del governo nazionale, tutte le amministrazioni locali sono obbligate a raggiungere il livello “AA” di accessibilità entro la fine del 2005.


Il Municipio di Stockport ha rilanciato il suo sito alla fine di maggio, passando da una valutazione di accessibilità di tipo “A” ad una di tipo “AAA”. Per riuscirci, ha utilizzato una soluzione resa disponibile da Mediasurface (http://www.mediasurface.com).


Il sito del Municipio di Haringey è stato lanciato in marzo, utilizzando un design accessibile di schemi inserito in un sistema di gestione dei contenuti. Ciò significa che i progettisti del sito inseriscono i contenuti servendosi di schemi in cui sono stati inseriti sistemi di controllo dell’accessibilità. Ad esempio, non possono inserire nel sito un’immagine senza includerne una descrizione di testo che possa essere letta dagli utenti ciechi od affetti da disabilità visive utilizzando la tecnologia di uno screen reader. Il Municipio di Haringey ha anche consultato una vasta gamma di utenti, compresi alcuni con handicap visivi, durante tutte le fasi di progettazione e di costruzione del sito.


Il Municipio di Tameside ha lanciato il suo sito da livello “AAA” nel dicembre 2003, in seguito a svariate consultazioni con il RNIB e con altri importanti enti.


Helen Petrie, docente di interazione uomo-computer presso la City University (http://www-hcid.soi.city.ac.uk/) e nota ricercatrice nel settore dell’accessibilità, ha dichiarato che gli sforzi compiuti da queste amministrazioni locali per raggiungere il livello di valutazione “AAA” sono davvero lodevoli. Allo stesso tempo ha però affermato che alcuni aspetti della piena valutazione “AAA” sono molto complessi e che pare che i tre siti municipali non siano all’altezza di una piena valutazione “AAA”. Inoltre, ha spiegato che la semplice ottemperanza agli standard non è sufficiente a creare un valido sito web. “Ad esempio, gli standard affermano che si deve fornire la possibilità di navigare in maniera chiara ed efficiente; però, per ottenere questa possibilità, c’è bisogno di comprendere bene in che modo una data gamma di utenti navighi nei siti web. Ciò significa che è indispensabile effettuare un collaudo sugli utenti. Soltanto se l’ottemperanza agli standard ed alle direttive viene associata ad un collaudo sugli utenti, siano essi disabili o no, le organizzazioni riusciranno a creare siti web davvero accessibili ed utilizzabili”.



++NOTIZIE IN BREVE:


+05: IL PROBLEMA DELL’INSERIMENTO: La settima conferenza internazionale sulle applicazioni delle tecnologie informative per i servizi alle persone, che si terrà a Hong Kong, verterà sulla necessità di utilizzare le tecnologie per costruire una società che consenta un maggior inserimento a livello digitale. La conferenza avrà luogo dal 24 al 27 agosto: per informazioni, consultare il sito: http://www.hkcss.org.hk/husita7/ .


+06: RIVELATI I NOMI DEI NUOVI ISCRITTI: Le Case Editrici Ulverscroft e BBC Audiobooks hanno recentemente aggiunto i loro cataloghi a Revealweb, il database online nazionale gratuito che comprende oltre 100.000 titoli di testi disponibili in formati accessibili. Revealweb è gestito dal RNIB e dalla Biblioteca Nazionale dei Ciechi: per informazioni, consultare il sito http://www.revealweb.org.uk.


+07: I DIRITTI DEGLI ARABI: La conferenza “Le tecnologie di informazione e di comunicazione per le persone affette da disabilità”, che si è tenuta a Beirut, nel Libano, è divenuta il primo evento di questo genere a concentrarsi sulla promozione di tecnologie rivolte alle persone disabili nei Paesi Arabi. A seguito di questa conferenza, verrà presto lanciato un forum in rete accessibile con tecnologie ad emissione vocale per i disabili visivi. La conferenza è stata organizzata dalla Commissione Economica e Sociale delle Nazioni Unite per l’Asia Occidentale. Per informazioni, consultare il sito http://fastlink.headstar.com/escwa1.


[Fine della sezione uno].



++Annuncio Speciale: Richiesta di Documentazione per Techshare 2004

- 18-19 Novembre 2004, Jury's Inn, Birmingham, Regno Unito


La conferenza Techshare 2004, organizzata dal RNIB, è un avvenimento importante per i professionisti interessati alla tecnologia ed al suo ruolo nell’istruzione, nel lavoro e nella società per le persone affette da handicap visivi.


Stiamo cercando persone in grado di presentare relazioni sui seguenti argomenti: Le applicazioni pratiche della tecnologia; L’innovazione nell’istruzione; La creazione di una rete accessibile; L’addestramento IT; La trasmissione e la fornitura di informazioni digitali; La tecnologia cellulare; La produzione di formati alternativi; La tecnologia sul luogo di lavoro; L’accesso ai sistemi operativi.


Se siete interessati a partecipare in qualità di relatori, vi preghiamo di inviare una mail all’indirizzo techshare@rnib.org.uk per richiedere ulteriori informazioni sulla presentazione delle relazioni. La data di chiusura delle presentazioni è il 2 agosto.


All’atto della registrazione, I relatori potranno usufruire di uno sconto sul costo di partecipazione, pari a 130 sterline (oppure 95 sterline per un solo giorno). I relatori ed i delegati avranno anche la possibilità di avere incontri informali ai tavoli della “mostra dei delegati” nell’area di ristoro della conferenza, al costo di 40 sterline al giorno per ogni tavolo.


Per ulteriori informazioni, compresi i costi standard di partecipazione, inviare una mail all’indirizzo techshare@rnib.org.uk oppure visitare il sito http://www.rnib.org.uk/techshare .


[Fine dell’annuncio speciale].



++SEZIONE DUE: “NELLA CASELLA DELLA POSTA”

- IL FORUM DEI LETTORI.


Vi preghiamo di inviare i vostri contributi e le vostre risposte a mezzo e-mail all’indirizzo inbox@headstar.com .


+08: UN PROBLEMA CON VALIDATOR: Karina Gregory ci scrive: “Volevo soltanto farvi sapere che ho usato il sistema HTML Validator del World Wide Web Consortium (http://validator.w3.org/) per omologare una pagina web che ho scritto nell’ambito di un incarico conferitomi dall’università. L’ho trovato incredibilmente difficile da utilizzare, dal momento che sembra eccessivamente basato sulla vista, ed ho avuto qualche difficoltà nell’accedervi; perciò mi chiedo se conoscete qualcuno che potrei contattare per discutere il modo di renderlo più accessibile agli utenti con handicap visivi”. [Vi preghiamo di inviare le vostre risposte all’indirizzo inbox@headstar.com].



+09: OBIEZIONI SULLE RADIO: Matt King, Patrocinatore dell’Accessibilità per l’Utente Finale presso la IBM Business Transformation, ci scrive per comunicarci le sue forti obiezioni personali ad alcune delle dichiarazioni espresse da Kevin Carey nel suo articolo “I commentatori radiofonici si divertono di più” (vedi Notiziario Internazionale sull’Accessibilità, maggio 2004), dove suggeriva che le opportunità di occupazione offerte dalle stazioni radio su Internet potrebbero risultare più attraenti e più accessibili ai ciechi rispetto alla tradizionale attività di programmatore informatico.


"Credo fermamente che le conclusioni tratte da Kevin Carey dalla recente ricerca compiuta dalla Commissione per i Diritti dei Disabili sull’accessibilità alla rete ed espresse nel suo articolo siano sbagliate, irresponsabili e dannose”, dichiara King.


"Dal momento che i ciechi che hanno partecipato a questo studio hanno più problemi nel portare a termine alcuni compiti o nel lavorare in maniera efficiente anche su siti web ben costruiti, Kevin ha dichiarato che è ragionevole concludere che, «per quanto i ciechi abbiano bisogno delle tecnologie per l’istruzione, l’occupazione ed il tempo libero (vale a dire, per scopi ben definiti), difficilmente essi saranno abbastanza abili da superare i problemi di design dei sistemi e da ottenere impieghi nel settore delle tecnologie. I giorni in cui le parole “cieco” e “programmatore di computer” facevano coppia fissa come Stanlio e Ollio, sono stati di breve durata e sono finiti da un pezzo»”.


King continua: "Lo studio effettuato dalla Commissione si occupava dei siti web, non delle capacità o delle attitudini dei partecipanti. Non è né logico né sensato concludere che se il cieco medio incontra difficoltà nell’utilizzo di un sito web medio, o anche superiore alla media, ciò significa che in proporzione diventa meno probabile che i ciechi siano in grado di sviluppare capacità che portino al successo in un settore legato alle tecnologie. Anche se la stragrande maggioranza dei lavori legati alle tecnologie consistesse nell’utilizzo delle applicazioni di rete per più del 50% del tempo, una conclusione del genere sarebbe comunque totalmente infondata.


"I settori legati alle tecnologie continuano a rappresentare una scelta eccellente per qualunque cieco che abbia attitudine per questo campo. Inoltre, dal momento che l’accessibilità agli strumenti di sviluppo avanzato non fa che migliorare, questa porta si apre sempre di più. E’ vero che non tutti i ciechi sono altrettanto abili nel presentare programmi radio e nello sviluppare, sostenere o gestire tecnologie informatiche; perciò, ad ognuno il suo settore. Però è un errore sottovalutare l’importanza di un settore rispetto all’altro basandosi semplicemente sulle capacità visive. Ritengo che sarebbe tragico se l’articolo di Kevin scoraggiasse un qualsiasi lettore cieco che aspiri a diventare un professionista delle tecnologie. Inoltre, parlando in generale, trovo assurda l’idea che lavorare in una radio sia altrettanto gratificante. Non ci sono dubbi che la radio costituisca un settore di occupazione meno vario e più ridotto”. [Vi preghiamo di inviare i vostri commenti all’indirizzo inbox@headstar.com].



+10: CONTATTI PER L’ADDESTRAMENTO: Javad Momayez, della Indiana University con sede a Indianapolis, Stati Uniti, ci scrive: “Sono molto interessato all’acquisto di alcuni CD di insegnamento e di addestramento all’uso di pacchetti di software di accesso, come Co:writer 4000, ZoomText, Texthelp, JAWS, WindowEyes, Open books e Magic. Conoscete il nome ed il sito web di qualche azienda con cui possa mettermi in contatto?” [Vi preghiamo di inviare le vostre risposte all’indirizzo inbox@headstar.com].



+11: RICHIESTA PER IL BRIDGE: Il mese scorso non abbiamo ricevuto alcuna risposta alla richiesta di Brenda Nichol se qualcuno conoscesse un gioco elettronico accessibile di bridge, perciò vogliamo ripetere la richiesta: è possibile che fra i nostri lettori non ci sia un giocatore di bridge? [Vi preghiamo di inviare le vostre risposte all’indirizzo inbox@headstar.com].


[Fine della sezione due].



++ANNUNCIO SPECIALE: FORUM DI DISCUSSIONE SULL’ACCESSIBILITA’.


Accessify Forum” è un forum di discussione in rete che si occupa di tutti gli argomenti connessi con l’accessibilità alla rete. Gli argomenti coprono vari settori, dalle “Informazioni per i principianti” e “La creazione e la valutazione di un sito” fino a progetti come WaiZilla, il nuovo strumento di valutazione dell’accessibilità, e l’accessibilità dello stesso software condivisibile utilizzato per questo forum.


Tutto ciò di cui avete bisogno per iscrivervi è un indirizzo di posta elettronica funzionante, perciò pensateci ed unitevi a noi presso il sito: http://www.accessifyforum.com.


[Fine dell’annuncio speciale].



SEZIONE TRE: SERVIZIO SPECIALE

- LE LISTE DI DISCUSSIONE.


+13: UNA REAZIONE A CATENA

di Mel Poluck.


I gruppi di discussione online sono stati usati per molto tempo come uno strumento conveniente ed accessibile per le persone che esprimono gusti similari, per poter scambiare idee e consigli su pressoché qualunque argomento, compreso l’utilizzo delle speciali tecnologie di accesso.


Una risorsa di questo genere è rappresentata dalla lista di discussione sull’accesso al computer da parte di persone con disabilità visive, nota anche col nome di Magnifiers (Ingranditori), un gruppo dinamico di discussione creato da Peter Verhoeven. Questa lista è una derivazione di un sito web denominato “La homepage dei Video-Ingranditori” (The Screen Magnifiers homepage, http://www.magnifiers.org), dall’organizzazione indipendente non-profit che porta lo stesso nome.


Come avviene con la maggior parte delle liste di questo tipo, gli abbonati inviano un messaggio e-mail ad un unico indirizzo, ma il contenuto può essere visionato da tutti gli altri membri. La lista costituisce un importante punto di incontro per professionisti, industriali, distributori, utenti affetti da disabilità visive e potenziali acquirenti di tecnologie assistive, consentendo loro di fornirsi aiuto ed assistenza nell’utilizzo dei prodotti accessibili.


I membri delle liste offrono suggerimenti e modifiche riguardanti le tecnologie assistive vecchie e nuove; danno consigli sulle occasioni convenienti e sui problemi riscontrati e spiegano i trucchi per superare le difficoltà, oppure si limitano a scambiarsi le loro esperienze.


Molti abbonati inseriscono anche spiegazioni e consigli su alcuni prodotti di base, oppure forniscono analisi più approfondite delle caratteristiche di questi prodotti. Ad esempio, un membro può domandare alla lista se gli altri membri ritengono che ci siano troppi menu nella finestra principale del video-ingranditore ZoomText (http://www.aisquared.com), oppure quale ritengono che sia il video-ingranditore portatile più efficiente.


Secondo Tom Whittle, direttore delle gamme di prodotti presso il RNIB, liste di questo tipo (ed esiste perlomeno una lista per ognuno dei principali prodotti presenti sul mercato) forniscono un mezzo per segnalare svariati importanti problemi che gli utenti riscontrano e che potrebbero non venire mai alla luce nel suo ufficio. “Mi piace esaminarle e scoprire quali sono i problemi in cui le persone si imbattono”, ci spiega.


Il potenziale di questo semplice sistema di comunicazione è molto ampio: liste di questo tipo non forniscono soltanto un luogo dove scambiare informazioni e risolvere i piccoli problemi pratici degli utenti; potenzialmente, l’insieme dei messaggi archiviati può divenire una risorsa fondamentale per le ricerche di mercato da parte delle aziende che creano tecnologie di accesso, che potrebbero utilizzarlo per migliorare notevolmente i loro prodotti di accesso alla rete. “Per l’azienda, le liste di posta elettronica sono un buon sistema per scoprire le reazioni da parte dei clienti; se un’azienda ha un minimo di buon senso, le consulta sempre”, afferma Whittle.


Le liste di discussione possono costituire anche una maniera, per le aziende e non solo, di venire a conoscenza di voci infondate o di attacchi compiuti in malafede, dice Whittle. “Io do sempre il mio contributo quando vedo qualche affermazione che non risponde al vero”.


Alcune aziende produttrici di tecnologie assistive sviluppano attivamente e sostengono le liste di discussione dei propri utenti. Ad esempio, la GW Micro, l’azienda responsabile della produzione dello screen reader Window-Eyes, offre liste di discussione in diverse lingue, liste di discussione di tipo informativo e notiziari (http://www.gwmicro.com/support).


Infine, queste opzioni di assistenza di “auto-aiuto” possono persino contribuire a ridurre i costi dei prodotti, spiega Whittle. “Quando si esaminano i prodotti di software di accesso, il costo principale è rappresentato dall’assistenza”, ci dice. Ad esempio, quando si acquista o si sviluppa un dato software, le spese iniziali possono essere superate dai costi successivi relativi all’assistenza, ci dice.


Più un prodotto è complesso, più l’assistenza diviene necessaria”, spiega Whittle. “Avere il maggior numero possibile [di possibilità di assistenza ai clienti] è sempre una buona idea. Io stesso ne faccio uso quando utilizzo determinati prodotti per la prima volta”, racconta Whittle, che per il suo lavoro collauda regolarmente le nuove tecnologie assistive.


In alcuni casi, le aziende utilizzano le liste di discussione proprio per migliorare i loro prodotti. Fra queste troviamo la Plextor (http://www.plextalk.com/europe), una delle principali aziende degli Stati Uniti che sviluppa e produce attrezzature legate all’utilizzo dei CD e software di ricerca e di progettazione per lettori digitali di libri parlati.


Il loro lettore e registratore di libri elettronici, il registratore portatile Plextalk “PTR1” (http://fastlink.headstar.com/plex1) ha una propria lista di discussione e-mail (http://fastlink.headstar.com/plex2), nata a seguito delle numerose richieste da parte degli utenti che desideravano discutere le caratteristiche di questo prodotto potenzialmente molto complicato. “Questi tizi sono in gamba nell’ottenere suggerimenti dalla gente, hanno davvero un ottimo team di sviluppo”, ci spiega Whittle.


Tuttavia, Whittle consiglia una certa prudenza: “Le persone che fanno parte di un gruppo hanno priorità diverse”, dichiara. Alcune persone, ad esempio, possono utilizzare i forum di discussione per commercializzare i loro prodotti. Come accade con qualunque informazione ottenuta tramite Internet, è importante controllare l’attendibilità dei fatti, ci spiega.


"Io consulto la lista degli Ingranditori per capire come la gente affronta le tecnologie di cui si parla in quella lista”, ci racconta Colin Holloway, proprietario della New Vision, un’azienda che si occupa di tecnologie assistive. Colin dà regolarmente il suo contributo alla lista. “E’ una cosa che sconvolge parecchi industriali, ma a me piace l’onestà”.


[Fine della sezione tre].



++SEZIONE QUATTRO: ANALISI

- L’ACCESSIBILITA’ ALLA RETE.


+14: IL DURO CAMMINO VERSO IL PROGRESSO

di Julie Hill


Nell’aprile di quest’anno, la Commissione per i Diritti dei Disabili (http://www.drc-gb.org) ha pubblicato i risultati del più vasto progetto di ricerca mai condotto in precedenza, relativamente all’accessibilità alla rete (vedi Notiziario Internazionale sull’Accessibilità, numero 1259, 16 aprile 2004). Le conclusioni erano decisamente deprimenti: soltanto il 19% su un campione di 1.000 siti web inglesi ottemperava allo standard minimo per l’accesso alla rete da parte dei disabili previsto dalle direttive WAI (Iniziativa di Accessibilità alla Rete, WAI - http://www.w3.org/WAI) del World Wide Web Consortium. Veniva anche posto l’accento sulla notevole mancanza di consapevolezza relativamente al problema dell’accessibilità da parte dei proprietari e dei progettisti dei siti web.


Tuttavia, nonostante la deludente situazione dell’accessibilità alla rete descritta nella relazione, esistono organizzazioni che compiono sforzi significativi per garantire che i loro servizi online risultino accessibili a tutti.


Laura van Weyenbergh è il funzionario per le comunicazioni elettroniche presso il Consiglio Municipale di Rushcliffe (http://www.rushcliffe.gov.uk), che ha lanciato la sua iniziativa a favore dell’accessibilità nel 2001. A quel tempo, la conoscenza dei problemi relativi all’accessibilità alla rete era decisamente scarsa, dichiara. “Il nostro sito originale era stato progettato alla fine degli anni novanta, quando i problemi di accessibilità alla rete venivano semplicemente ignorati al di fuori delle organizzazioni specializzate”, ci racconta van Weyenbergh. "Mentre ci si aspettava che gli edifici pubblici fossero dotati di rampe di accesso per le sedie a rotelle e di circuiti di induzione per le persone con ausili acustici, non si sapeva né si comprendeva come le persone affette da disabilità visive o motorie avrebbero potuto utilizzare un sito web”.


Fu un insieme di pressioni da parte della legislazione e di lagnanze da parte dei cittadini che non riuscivano ad avere accesso al sito a costringere il municipio di Rushcliffe ad agire, costituendo una commissione che nel 2001 venne appositamente incaricata di occuparsi dell’accessibilità alla rete e che oggi sta lavorando per ottenere la qualificazione “AA” secondo quanto previsto dalle direttive WAI, con la speranza di conquistarla per la fine di quest’anno. In effetti, come altre amministrazioni pubbliche, il Municipio dovrà ottenere la valutazione “AA” entro il 2005, come previsto dalla normativa IEG (Attuazione del Governo Elettronico) emanata quest’anno dall’Ufficio del Vice Primo Ministro.


A Rushcliffe, la costituzione della divisione comunicazioni fu un elemento catalizzatore per cambiare la situazione, anche se il Municipio riconosce che l’accessibilità è una sfida sempre aperta, che richiede l’utilizzo di nuovi schemi mentali e nuovi metodi di lavoro. “Il lavoro di base è di importanza fondamentale per garantire che chi collabora ad un sito web comprenda il suo compito nell’ambito dell’accessibilità”, ci spiega. “Abbiamo tentato di incoraggiare il personale a considerare l’accessibilità come la norma anziché come l’eccezione, ma riconosciamo che è stato molto difficile”. Ci sono sempre dei casi in cui i contenuti vanno inseriti immediatamente ed è difficile pianificare queste situazioni, dichiara van Weyenbergh. “In casi del genere, tentiamo di aggiungere una versione più accessibile di quella data informazione non appena ciò si rende possibile”, aggiunge.


Uno degli altri problemi per il municipio di Rushcliffe era costituito dai suoi rapporti con i fornitori. Quando lanciò l’iniziativa per la prima volta, erano ben pochi i fornitori che sapessero qualcosa dell’accessibilità alla rete. “Ma non ne abbiamo trovato nessuno che non fosse interessato a provarci”, dichiara van Weyenbergh. “La conoscenza da parte dei fornitori è aumentata moltissimo da quei tempi, anche se ogni tanto ci imbattiamo ancora in qualcuno poco informato sull’accessibilità”.


L’obbligo di orientarsi verso l’accessibilità alla rete per le organizzazioni commerciali è forse meno ben definito. La Centrica (http://www.centrica.co.uk), un gruppo di controllo fra le cui aziende troviamo la AA (http://www.theaa.com), la British Gas (http://www.house.co.uk) e la One.Tel (http://www.onetel.co.uk), è fra le poche multinazionali che ha preso sul serio questo problema. A partire dal 1999, la Centrica ha lavorato per rendere tutti i suoi siti accessibili a tutti i suoi clienti. L’incentivo è nato dall’impegno da parte della direzione generale ad ottemperare alla Legge sulla Discriminazione dei Disabili del 1995, che obbliga tutte le organizzazioni a garantire che i propri servizi, compresi i siti web, siano accessibili anche alle persone affette da disabilità. Tuttavia, l’ottica di questa azienda era ancora più vasta: “La logica commerciale era chiara”, afferma James Donnan, il direttore di produzione della Centrica. “L’investimento di tempo e denaro per creare siti web efficaci e facili da utilizzare ci avrebbe ripagato assicurandoci la fedeltà dei nostri clienti e una maggior visibilità, che alla fine avrebbe dato origine ad un più vasto giro di affari”.


Sia van Weyenbergh che Donnan concordano sull’importanza cruciale della creazione di strutture formali e sulla collaborazione degli utenti perché le iniziative per ottenere l’accessibilità abbiano successo. La Centrica ha riunito esperti di tutte le sue aziende costituendo un gruppo di accessibilità alla rete, formato dai rappresentanti dei suoi principali siti web. Il gruppo ha tentato di interpretare le direttive WAI in termini pratici, in maniera da renderle comprensibili alle squadre che si occupano dello sviluppo dei siti web, ed ha richiesto la consulenza di esperti esterni, come l’ente assistenziale AbilityNet (http://www.abilitynet.org.uk). "E’ importante riunire assieme tutte le persone giuste fin dall’inizio ed ottenere una comprensione chiara ed in tempo reale di ciò che stabiliscono le direttive per l’accessibilità, in modo da poterle applicare al proprio sito”, dichiara Donnan. “Dopo di che, è necessario che tutto il personale dell’azienda acquisti consapevolezza del problema dell’accessibilità, in maniera che tutti possano contribuire a ciò che si sta realizzando”.


Né il municipio di Rushcliffe né la Centrica ritengono di aver dovuto sacrificare la creatività per costruire siti web accessibili. “Alcuni credono che i siti accessibili siano noiosi e seriosi, ma noi non la pensiamo così”, afferma Donnan. Con il sito centrica.com, abbiamo utilizzato immagini di alta qualità e creato un ambiente gradevole per l’utente, pur essendo accessibile. Quando i nostri programmatori e progettisti hanno compreso i parametri con cui avrebbero dovuto operare, li hanno considerati come una sfida a dimostrare fino a che punto riuscivano ad essere creativi”.


Inoltre, la creazione di siti web accessibili non ha dato origine a spese extra per la Centrica: si tratta di un altro falso mito riscontrabile soprattutto presso le organizzazioni commerciali. Tutti i nuovi sviluppi vengono costruiti tenendo presente la questione dell’accessibilità fin dall’inizio, e l’azienda ha scoperto che le spese di programmazione e di sviluppo sono grosso modo identiche a prima. Per quanto riguarda i siti già esistenti, l’azienda ha apportato miglioramenti di pari passo con il previsto programma di aggiornamento di questi siti. “Se progettate il vostro sito in maniera che le migliorie necessarie per l’accessibilità possano essere inserite assieme agli altri elementi, non dovrete necessariamente sostenere spese più alte”, spiega Donnan. “Utilizzare una prospettiva a lungo termine ci è stato davvero utile, dal momento che oggi l’accessibilità è diventata la seconda natura delle nostre squadre di progettazione dei siti web”.


Prendere in considerazione l’accessibilità ha dato come risultato una miglior esperienza online globale, dichiara van Weyenbergh. "Quando si inizia a pensare di creare una pagina web accessibile, si è costretti ad affrontare problemi come la sua usabilità, l’importanza di una buona redazione dei contenuti e l’uniformità”, ci spiega. “Tutto ciò va a vantaggio di chiunque visiti il nostro sito”.


[Fine della sezione quattro].



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