L'Accademia Filarmonica di Maria Chiara Mazzi Nata a Bologna nel 1666 seppe aggregare musicisti di tutta Europa.
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Tra il Cinque ed il Seicento
in Italia prosperarono le Accademie, particolari “associazioni
culturali” collocate in importanti palazzi gentilizi, patrocinate
dai proprietari che riunivano uomini di cultura esperti in varie discipline
scientifiche ed umanistiche, letterati, artisti, musicisti. Nelle riunioni
spesso non ci si limitava a dibattere sui problemi più interessanti
del momento, ma venivano elaborate nuove
teorie estetiche: ad esempio nella Camerata dei Bardi, a Firenze (a
fine Cinquecento), si posero le basi teoriche e pratiche dei primi melodrammi
e nell’Accademia di Arcadia, a Roma (a fine Seicento), si diede
il via a quel movimento estetico fondamentale momento di passaggio tra
il Barocco e l’Illuminismo. Anche a Bologna, in quel secolo, si svilupparono numerose Accademie (Floridi, Filomusi, Intronati ecc.), tra le quali l’unica a godere ancora oggi di straordinaria vitalità è l’Accademia Filarmonica, fondata nel 1666 dal nobile Vincenzo Maria Carrati, nello stesso palazzo di via Guerrazzi in cui è ancora oggi situata, fondata con lo scopo di radunare musicisti professionisti per “havere filo et unione da non disunirsi e rendere buon suono”. Il sodalizio ottenne all’inizio del Settecento l’approvazione dello stesso Papa e grazie a questa protezione ottenne il controllo sulla produzione di musica sacra in tutto lo stato pontificio, dal momento che era necessario il superamento dell’esame di accademico per potere esercitare la professione di maestro di cappella. Da subito l’Accademia accrebbe di importanza e molti musicisti europei chiesero di potersi aggregare ad una delle “classi” previste dal sodalizio (compositori, cantanti e suonatori), e la sua fama divenne internazionale grazie a Padre Martini che, nella seconda metà del Settecento, divenne punto di riferimento per i musicisti di tutta Europa. Tra le aggregazioni illustri possiamo ricordare Farinelli e Mozart (dal quale prende il nome il salone dei concerti) che fu aggregato al maestro compositore il 9 ottobre 1770. Quando nel 1804 fu istituito il Liceo Filarmonico fu compito dell’Accademia valutare la validità professionale degli insegnanti, ma nell’Ottocento, cambiate le condizioni della produzione e del consumo musicale, l’aggregazione all’Accademia non fu requisito indispensabile per la professione di musicista, pur rimanendo un motivo di orgoglio nel curriculum di ciascuno. In quel secolo ebbero aggregazione “onorifica” nomi illustri (tra essi Rossini, Paer, Verdi, Boito, Brahms, Wagner, Puccini). La lunga storia del sodalizio e il fatto che ogni musicista aggregato doveva mandare copie di proprie composizioni hanno consentito la formazione di un’importantissima biblioteca e di un archivio prezioso, a tutt’oggi consultabile. Attualmente l’Accademia propone stagioni concertistiche, cicli di conferenze, corsi di perfezionamento, congressi musicologici ed è punto di riferimento dell’orchestra Mozart voluta da Claudio Abbado per celebrare concretamente l’anno mozartiano. |
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