SOMMARIO Auguri per un Natale e un 1999 "Oltre" Paola Rubbi 3 "Cavazza 2000" verso il nuovo millennio Pier Michele Borra 4 Impegni e realizzazioni per una città a misura di tutti: Bologna, città aperta Giorgio Tonelli 6 La patina del tempo Alberto Borghi 9 Una "finestra" aperta 10 Materiali Piezoelettrici realtà e prospettive per lo sviluppo del Braille labile Marco Mattioli 11 Un computer per i ciechi 12 Il Cavazza nelle rete 13 Per "vedere oltre" anche gli asini hanno un'anima? Ernesto Dini 14 Gli amici del "Cavazza" I sostenitori 17 Due concerti del teatro Comunale a fino anno Maria Chiara Mazzi 18 Velleia ritrovata Paola Rubbi 20 COMITATO D'ONORE L'Istituto Cavazza ha costituito un Comitato d'Onore al quale hanno aderito importanti personalità della comunità cittadina bolognese, per manifestare così la loro solidarietà e il loro sostegno morale nei confronti dell'Istituto e del suo operato. ANTONIO LA FORGIA Presidente Regione VITTORIO PRODI Presidente Provincia di Bologna WALTER VITALI Sindaco di Bologna ENZO MOSINO Prefetto di Bologna FABIO ROVERSI MONACO Magnifico Rettore dell'Università di Bologna GIAN CARLO SANGALLI Presidente della C.C.I.A.A. GIORGIO GUAZZALOCA Presidente ASCOM FILIPPO SASSOLI DE' BIANCHI Presidente della Fondazione Cassa di Risparmio in Bologna IVANO BARBERINI Presindente Lega Coop COMITATO SCIENTIFICO Mario Barbuto, Andrea Canevaro, Rodolfo Cattani, Aldo Costa, Eustachio Lo Perfido, Renato Meduri, Emilio Rebecchi, Vittorio Capecchi REDAZIONE DIRETTORE RESPONSABILE: Paola Rubbi CAPO REDATTORE: Antonio Marchello Angelo Aiello, Alberto Borghi, Maurizio Cocchi, Cosetta Mignani, Elisabetta Pasquali, Giorgio Tonelli, Pier Michele Borra, Ernesto Dini, Mario Barbuto, Maura De Angelis REALIZZAZIONE GRAFICA Virtual Coop S.c.a.r.l. Cooperativa Sociale, Viale Lenin, 55 Bologna STAMPA CASMA s.r.l. tipolito via Provaglia, 3 - 40138 Bologna Vedere Oltre - Anno Quinto - N°2 Dicembre 1998 - Aut. Tribunale di Bologna n° 6232 del 26/11/93 - Sped in abb. post. art. 2 Comma 20 legge 662/96 Filiale P.T. di Bologna AUGURI PER UN NATALE E UN 1999 "OLTRE" Sembra una data da film di fantascienza: 1999. Invece è già qui, questo anno caricato di significati, di attese, di problemi: così prossimo al giro di boa del millennio, ma così strenuamente unito al nostro oggi da apparire tutto sommato un anno come un altro. Gli interrogativi si possono sprecare, anche perché in definitiva il "domani" è sempre - come diceva Rossella O'Hara - un altro giorno. Un'incognita comunque l'approssimarsi di date e scadenze storiche e temporali tanto rilevanti, dovrebbe farci consapevoli di avere avuto in sorte di vivere momenti particolari, transizioni epocali, eventi che si possono anche definire irripetibili (almeno per altri mille anni!). E allora ecco che anche formulando gli auguri per questo Natale e per questo Capodanno ormai affacciati alla fine del secolo e del millennio, occorre guardare e cercare di "vedere oltre". Oltre i festeggiamenti effimeri, gli aspetti consumistici, l'orgia di pacchetti, di doni, di manicaretti, di "rumore". Guardare "oltre" per vedere "dentro": dentro noi stessi, dentro gli altri, dentro i fatti alla ricerca di valori, sentimenti, impegni forse un po' desueti, ma indispensabili nella prospettiva di un "domani" migliore. Vedere "oltre", come sforzo per superare indifferenze, egoismi, diversità, barriere e conquistare orizzonti più ampi, più profondi, più chiari. È l'augurio che di tutto cuore noi di "Vedere oltre" formuliamo per tutti voi, che ci seguite e che ci siete vicini. Buon Natale e buon Anno. Paola Rubbi "CAVAZZA 2000" verso il nuovo millennio La Realtà, le Proposte, le Innovazioni per il Futuro dell'Istituto dei Ciechi Francesco Cavazza di Bologna Il Consiglio d'Amministrazione dell'Istituto F. Cavazza di Bologna chiudendo un lungo periodo di riflessione, ha elaborato un progetto complessivo che, partendo dalla storia dell'Ente punta, attraverso l'interpretazione del recente passato e della realtà attuale, a individuare e programmare il futuro dell'Istituzione, delle strutture operative, delle attività e dei servizi che deve fornire ai ciechi. Da questo lavoro è nato CAVAZZA 2000, che illustra la storia dell'Istituto, analizza le realizzazioni ed i successi conseguiti, descrive la realtà esistente senza infingimenti e indica con chiarezza e precisione le strategie le attività le iniziative che devono essere sviluppate, nei diversi settori, ad esclusivo vantaggio dei ciechi. Tali linee possono essere così sintetizzate: 1. sviluppare e potenziare il centro tiflotecnico polo informatico dell'istituto, in collaborazione con l'Unione Italiana Ciechi; 2. rilanciare l'attività di ricerca, sperimentazione, documentazione e formazione, al servizio dell'integrazione scolastica, sociale e professionale di non vedenti ed ipovedenti; 3. proseguire, aggiornare e qualificare l'attività di formazione professionale per i ciechi; 4. creare le opportune sinergie che consentano collaborazioni con istituzioni, Università, associazioni e privati, per l'individuazione e la fornitura di servizi sempre più qualificati per un processo di integrazione che ci si augura diventi pienamente soddisfacente per tutti i ciechi sin dai primi anni del prossimo millennio. Crediamo di aver fornito una ampia e documentata base di confronto, siamo certi di aver scelto ed indicato obiettivi importanti, complessi da realizzare, ma anche decisivi per l'integrazione reale dei ciechi e degli ipovedenti ad ogni livello della nostra società. Ci auguriamo di incontrare interesse e collaborazione sia nelle istituzioni pubbliche, tra le associazioni, tra i privati, non solo per conseguire gli obiettivi delineati, ma soprattutto per realizzare sempre più validi servizi per i ciechi e gli ipovedenti e assicurare che l'esperienza, la tradizione, la cultura, che il Cavazza ha maturato in più di cento anni di vita e di lavoro non verranno né disperse né soltanto difese; bensì saranno anche nei prossimi decenni, come sono sempre state, poste con coraggio ed abnegazione a servizio di tutti gli utenti. Pier Michele Borra presidente dell'Istituto Cavazza di Bologna Intervista al Sindaco di Bologna, Walter Vitali Impegni e realizzazioni per una città a misura di tutti: BOLOGNA, CITTÀ APERTA Giorgio Tonelli D. Sindaco Vitali, Bologna è - secondo lei- una città a misura di chi è handicappato ed in particolare non vedente? R. Bologna è una città molto sensibile ai problemi delle persone handicappate e anche dei non vedenti. Ne sono testimonianza gli accorgimenti adottati dall'Azienda dei trasporti pubblici per rendere più accessibili e personali i mezzi, o dai taxi, le cui cooperative si sono dotate di auto adeguatamente attrezzate. Il Comune di Bologna ha istituito una Agenzia di trasporti per persone di ridotta capacità motoria, con la messa in rete dei servizi offerti (tra cui, ad esempio, la distribuzione dei "buoni" taxi). Si sono inoltre attrezzate palestre e organizzati corsi di avviamento allo sport. Una guida curata appositamente per disabili, offre informazioni utili e indicazioni su percorsi, uffici pubblici, strutture ricettive, musei, banche, cinema, teatri, nonché una mappa delle barriere architettoniche negli stessi uffici. La situazione però non è ancora ottima. Bologna è una città antica e ancora molto va fatto per garantire la piena fruibilità, in particolare per quanto riguarda la mobilità dei non vedenti. D. Bologna registra comunque ritardi nell'attuazione della legge 13/89 che regolamenta il superamento delle barriere architettoniche nell'edilizia pubblica e privata. R. Premesso che la nostra città, in particolare il centro storico, è a impianto medievale e che presenta strutture storico-monumentali costruite secondo una logica attenta a tanti parametri ma non certo a quello delle barriere architettoniche, l'amministrazione comunale sta operando in due versanti. Da un lato, in tutti i lavori di ristrutturazione ordinaria per eliminare man mano le barriere esistenti nelle strutture (stradali, edilizie, museali, sportive, di svago...). Dall'altro lato le nuove costruzioni vengono realizzate con l'attento esame dei servizi della Azienda Usl che approvano i progetti solo dopo la verifica del rispetto delle normative sulle barriere architettoniche. D. Educazione, istruzione e formazione sono fra le principali richieste di chi cerca di emanciparsi da una iniziale condizione di svantaggio fisico. Cosa si è fatto e cosa si può fare per attivare un servizio di assistenza che renda meno precario e più sistematico l'intervento a favore degli alunni minorati nella vista? R. Certo è importante intervenire anche e soprattutto nel campo dell'istruzione e dell'educazione per promuovere e diffondere una cultura che riduca lo svantaggio delle persone cieche, e in particolare dei giovani, nel rapporto di comunicazione con gli altri. Il Comune di Bologna, attraverso i quartieri, utilizza i fondi del diritto allo studio per facilitare l'inserimento delle bambine e dei bambini ciechi nelle scuole, con determinati ausili (personale di sostegno, materiale didattico specifico, traduzioni in braille, passaggi in musicassetta di testi). Da anni l'amministrazione comunale ricorre a consulenze specialistiche presso l'istituto Cavazza e a gennaio partirà il corso di formazione, tenuto da uno specialista, per una ventina di insegnanti della scuola materna e per educatori comunali che intervengono nella scuola dell'obbligo. È previsto inoltre un servizio di accompagnamento individuale collettivo e di trasporto con pulmino da casa a scuola, attivato a richiesta e in presenza di determinati requisiti, come detta la legge sul diritto allo studio. Sono previste inoltre facilitazioni economiche sulle tariffe scolastiche e un'esenzione totale del ticket per il nido. In prospettiva, si può pensare, oltre al potenziamento dei servizi già esistenti, alla dotazione di biblioteche e sale di lettura, di attrezzature adeguate per la consultazione di testi e per l'attuazione di percorsi didattici e culturali. Sarebbe importante, infine, realizzare una sorta di alfabeto relazionale, per questo ed altri tipi di handicap, che tenga conto delle differenze. D. Nel 2000 Bologna sarà città europea della cultura e sede del Giubileo. Per l'occasione realizzerà un percorso elettronico che unirà la stazione ferroviaria ai giardini Margherita. Di che si tratta? R. Si tratta di un progetto del Comune di Bologna, in collaborazione con ENEA, che offrirà assistenza ai non vedenti, nonché una guida ai monumenti artistici di interesse storico-monumentale, segnalando servizi disponibili, ostacoli e pericoli, nel percorso che va dalla stazione ferroviaria, attraverso via Indipendenza, piazza Maggiore, via Rizzoli, via Castiglione, fino ai giardini Margherita. L'intervento tecnico consiste nell'inserimento di una piccola guida interrata lungo il percorso definito, che attraverso l'emissione di segnali elettronici condurrà l'utente con informazioni automatiche in voce per la descrizione di chiese e monumenti e la segnalazione di eventuali ostacoli, il non vedente, per ricevere le informazioni, sarà dotato a sua volta di un bastone vibratile collegato ad un apparecchio sensoriale. L'iniziativa, che per rilevanza tecnologica è tra le più significative e innovative nel panorama mondiale dei sistemi di ausilio alla mobilità dei non vedenti, è interamente finanziata dai fondi del Giubileo 2000 (legge 270/37). D. Ha mai conosciuto persone cieche? R. Sì, ne ho conosciute, sia nel privato sia nella vita pubblica. D. In una persona cieca cos'è che la colpisce maggiormente? R. Mi colpisce soprattutto la grande sensibilità, spesso accompagnata da una particolare versatilità musicale, la voglia di conoscere il mondo e il desiderio di comunicare con gli altri, superando ogni difficoltà. D. Fra pochi giorni è Natale. Qual è il principale augurio che fa il primo cittadino alla sua città? R. Auguro a tutti i bolognesi di vivere con serenità le festività natalizie e di veder realizzate le proprie speranze. Nel porgere loro il mio augurio più sincero e affettuoso esprimo anche un personale desiderio, sperando che sia condiviso da tutti. Che tutti i bolognesi considerino la città sempre più una cosa propria. Viviamo in una città straordinaria. Dobbiamo farla progredire con l'impegno quotidiano di tutti. La città può crescere grazie alla civiltà del comportamento collettivo, al rispetto dei beni pubblici come bene di tutti, affinché le nostre virtù civiche non si indeboliscano mai, sia nelle nostre espressioni più ambiziose, sia negli aspetti più particolari della vita quotidiana. L'anima collettiva e solidale di questa città deve esprimersi con calore tutti i giorni e ancora più a Natale di fronte ad ogni situazione di disagio, di debolezza, di sofferenza, deve ripudiare qualunque forma di violenza a cominciare da quella intollerabile verso le donne, verso i bambini e i più deboli. Inoltre auguro a tutti i bolognesi di continuare, anche nel 1999, a prepararsi per l'ormai prossimo appuntamento del nuovo secolo e del nuovo millennio con tutta la freschezza di un entusiasmante appuntamento. LA PATINA DEL TEMPO Quando entrate nella sede dell'Istituto Cavazza, potete notare alcuni quadri che spiccano dall'alto delle pareti. Sono ritratti. Il ritratto costituiva la firma dell'aristocratico che donava un lascito di denaro o un bene all'Istituto dei Ciechi. Rappresentava, insomma, uno spot, l'immagine destinata a ricordare alla collettività il gesto di prodigalità. A dire il vero, la livrea dei dipinti tradisce lo stile austero dell'epoca, certamente poco propenso ai giochi di luce ed a spunti di originalità. Ugualmente, costituiscono una significativa testimonianza della aristocrazia bolognese, assurgendo a documento storico. Li potete trovare affissi nei corridoi della sede di via Castiglione, nonché nella sala principale, al piano terra. Osservano i visitatori con aria seriosa, dall'alto in basso, circondati da un alone di oscuro mistero. Con il tempo, ovviamente, i ritratti hanno tradito la propria condizione centenaria e hanno avuto bisogno di restauro, non ancora completato per tutti i quadri. Il restauro ha ad oggetto sia la cura della tela che quella della cornice, alcune delle quali davvero di preziosa fattura ed hanno preso il via nel 1996. Ogni intervento conservativo richiede, in media, dalle seicentomila lire al milione, con punte di oltre due milioni. Si deve, dunque, ringraziare la Fondazione Carisbo, che ha messo a disposizione dell'Istituto Cavazza una somma destinata a coprire gran parte delle spese necessarie al restauro dei quadri. Ma vi è un ritratto che merita una menzione particolare: è quello del Conte Felice Cavazza, il padre di Francesco, fondatore dell'omonimo Istituto dei Ciechi, restaurato con un finanziamento personale del discendente del Conte, che ha seguito con grande entusiasmo i lavori relativi a tutti i dipinti. Se vi capita, visitate le sale dell'Istituto: ad un tratto, tra computer, scanner ed impianti digitali, vi sentirete osservati da uno sguardo che viene dal passato... Alberto Borghi UNA "FINESTRA" APERTA WINDOWS 95, il famosissimo software prodotto dalla Microsoft di Bill Gates, ha aperto le frontiere dell'informatica a milioni di utilizzatori in tutto il mondo. Anche per i non vedenti si spalancano le finestre di Windows grazie a uno speciale programma che consente l'esplorazione tattile dello schermo del computer mediante il sistema braille, sia pure con i limiti derivanti da un ambiente operativo basato prevalentemente sulla grafica e sull'immagine. Tale programma, denominato WinDOTS, che letteralmente significa Windows in rilievo, consente ai ciechi di usare il computer nelle sue principali applicazioni: scrivere, leggere, navigare in internet, usare dizionari e opere scientifiche su CD-Rom, ecc... . L'Istituto Cavazza, nell'ambito delle proprie iniziative di solidarietà a favore dei non vedenti, ha deciso di offrire un contributo di Lit. 1.450.000 agli utenti che vogliano acquistare il programma WinDOTS, fissando un prezzo di Lit. 450.000 contro il prezzo di mercato di Lit.1.900.000. Il contributo purtroppo è riservato a un massimo di trenta richieste, che verranno selezionate secondo un rigoroso ordine cronologico di arrivo. Confidiamo in futuro di estendere il contributo anche ad altri richiedenti, considerato che l'iniziativa sta riscuotendo un notevole successo e che sono già pervenute oltre settanta richieste. MATERIALI PIEZOELETTRICI realtà e prospettive per lo sviluppo del Braille labile Il 5 giugno u.s. si è svolto a Roma, presso la sede del Consiglio Nazionale delle Ricerche, un convegno intitolato Prospettive su programmi di ricerca e sviluppo per le applicazioni dei materiali piezoelettrici. Su tale tema sono intervenuti ricercatori e professori universitari, tecnici e operatori aziendali, per presentare lo stato dell'arte della ricerca e delle applicazioni dei materiali piezoelettrici nei settori medico, automobilistico, militare e consumer. I piezoelettrici offrono buone prestazioni per realizzare trasformatori, trasduttori ad alta frequenza, sensori per la diagnostica ad ultrasuoni, microscopi a scansione, attuatori per la microingegneria, componenti optoelettronici. Alcuni interventi hanno riguardato le tecniche di preparazione più diffuse, quali a strato, film via sol-gel, film sottili con sputtering ed ablazione laser, nonché lo sviluppo di materiali ed elementi massivi. L'Istituto Cavazza ha contribuito al dibattito con un breve intervento in cui è stata presentata l'applicazione di attuatori bimorfi per il movimento dei punti nei moduli installati sui terminali Braille, con ottimi risultati in termini di affidabilità e robustezza. Un modulo braille è costituito da 8 barrette ceramiche (chiamate bimorfi) che attraverso un processo chimico-fisico acquisiscono la proprietà piezoelettrica, consentendo tramite un adeguato pilotaggio in tensione continua (tipicamente 200-300 V) la polariz-zazione del materiale di cui sono costituite, con un conseguente spostamento in direzione verticale di circa 0,5 mm. Mediante l'abbinamento di un programma ed una logica elettronica di controllo è possibile convertire il codice ASCII nelle corrispondenti combinazioni Braille, per consentire all'utente la lettura delle informazioni presenti sullo schermo di un personal computer. Si è espressa anche l'ipotesi di valutare la possibilità di produrre in Italia i bimorfi, magari anche con tensioni di lavoro più basse delle attuali (200 volt in corrente continua). Lo scopo dovrebbe essere quello di ridurre i costi di produzione, che attualmente incidono pesantemente sul prezzo complessivo di un terminale braille. Marco Mattioli UN COMPUTER PER I CIECHI MB 408L è un computer braille prodotto dalla società bolognese MDV su incarico dell'Istituto Cavazza che ne cura la distribuzione agli utenti ciechi in Italia e all'estero. Progettato per ottenere il massimo vantaggio dalla migliore tecnologia informatica disponibile sul mercato, offre alle persone non vedenti uno strumento indipendente di scrittura, lettura e comunicazione e un semplice dispositivo di collegamento ai normali personal computer. Le piccole dimensioni (cm 32 x 28 x 4,7) e la sua leggerezza (Kg 2,1) sono alcune delle caratteristiche particolari che fanno di MB 408L uno strumento unico rispetto agli altri dispositivi per ciechi dello stesso tipo. Una riga di 42 caratteri braille di avanzata concezione, una tastiera di scrittura e di comando, una vasta memoria interna, una porta di comunicazione e una batteria ricaricabile della durata di venti ore costitui-scono i principali componenti di una soluzione tecnologica molto evoluta, basata sulla decennale esperienza del Cavazza in questo campo. Il software in dotazione, facile da apprendere e da usare, permette l'impiego di MB 408L come computer portatile braille e come terminale di lettura per ambiente Ms-Dos e Windows 95. Appositi pulsantini posti sulla riga braille consentono addirittura la simulazione del movimento e del clic di un mouse. MB 408L, in distribuzione dall'inizio di dicembre '98, è stato presentato per la prima volta al pubblico nell'ambito di EENAT, un simposio internazionale sullo sviluppo tecnologico nei paesi dell'Est europeo, tenutosi a Bratislava alla fine di ottobre e al quale l'Istituto Cavazza è stato invitato a partecipare. MB 408L Computer Braille portatile IL CAVAZZA NELLA RETE Internet è una ragnatela che collega ormai tutto il mondo e si avvia a mutare il nostro stesso modo di pensare e di agire. Da qualche settimana, alle centinaia di milioni di computer collegati tra loro, se n'è aggiunto uno, piccolo piccolo che però nel nostro cuore è il più importante e il più grande di tutti: quello del Cavazza. Un internauta che voglia approdare nel porto virtuale del Cavazza (http://www.cavazza.it), vedrà apparire sullo schermo del proprio computer la bella facciata settecentesca dell'Istituto di via Castiglione con un invito ad entrare e visitare il sito. All'immagine della facciata monumentale si susseguono informazioni e notizie sulla vita dell'Istituto e sulle problematiche della cecità e dell'ipovisione che si propongono come uno strumento di studio e di lavoro per quanti operano nel settore. Organizzato in pagine e sottopagine strutturate secondo una facile logica di ricerca e di navigazione, il sito è di agevole consultazione anche per utenti non vedenti che si avvalgono di ausili informatici speciali come terminali braille e sintetizzatori della voce. L'iniziativa, realizzata con il concorso della Lega Nazionale delle Cooperative, intende costituire un saldo punto di riferimento nel mare virtuale di Internet, offrendo programmi, documenti e servizi in rete riguardanti la minorazione visiva. Agli utenti non vedenti è inoltre riservata una speciale biblioteca digitale (PROGETTO TELEBOOK), dalla quale possono prelevare testi di vario argomento da leggere sul proprio computer tramite il sistema braille o la voce artificiale. I testi vengono preparati gratuitamente da un gruppo di detenuti del penitenziario di Opera che li rendono fruibili in forma digitale e accessibili alle persone impossibilitate a leggere i normali libri stampati su carta. Il direttore dell'Istituto Cavazza mostra le nuove tecnologie al Presidente della Associazione dei non vedenti della Slovacchia, Sig. BRANISLAV MAMOJKA PER "VEDERE OLTRE" anche gli asini hanno un'anima? Gli allievi dell'Istituto in visita alla Fattoria di MONTE BADUCCO Se desiderate sfuggire anche solo per un giorno alla vita frenetica e al frastuono assordante della città, andate a Salvarano di Quattro Castella, nel Reggiano, a poca distanza dal Castello di Canossa che fu dominio della contessa Matilde. Su quelle colline, alle pendici dell'Appennino, l'imprenditore Giuseppe Borghi ha creato l'azienda agrituristica di Monte Baducco, ristrutturando un ex convento settecentesco di suore che è stato trasformato in casa a torre rurale, e puntando su una tradizionale cucina rigorosamente biologica. Nell'azienda, costituita da un'area seminativa di centoventi biolche e da altre venti biolche di bosco che il signor Borghi ha ripulito dai rovi e dalle erbacce restituendolo alla vita, pascolano allo stato brado, assieme a cavalli, muli, pecore reggiane ed un'infinità di animali da cortile, oltre 130 asini di tutte le razze, alcune delle quali, in via di estinzione, continuano a vivere e a riprodursi grazie all'opera paziente e appassionata del Signor Borghi, che ha fatto di Monte Baducco il più importante allevamento di somari d'Europa. A questo punto vi chiederete perché ci occupiamo dell'azienda di Monte Baducco: ebbene, là, nel giugno scorso, si sono recati i ragazzi dell'Istituto Cavazza, accompagnati dal loro Direttore, dagli insegnanti, dal Presidente e da altri consiglieri dell'Istituto. Solitamente le scuole organizzano gite scolastiche di tipo culturale per visitare città d'arte, musei e monumenti, che gli studenti, in genere, guardano con occhio disattento e distratto e di cui la memoria conserva, quando va bene, un pallidissimo ricordo. Nel nostro caso invece, il Direttore del Cavazza, con un felice intuito, ha voluto offrire ai ragazzi l'opportunità di fare un'esperienza del tutto nuova, dando loro la possibilità di trascorrere una giornata in un angolo di paradiso, all'ombra di alberi secolari tra il profumo di fiori e di erbe in pieno rigoglio. Consumato il pranzo a base di saporitissimi piatti di cinquant'anni fa, il signor Borghi ha fatto conoscere agli insoliti ospiti le sue creature più care, gli asini che vivono liberi in un vastissimo recinto. E qui si è avuta la sorpresa più grande e per certi versi alquanto singolare: appena entrati nel recinto, abbiamo visto i somari accostarsi al loro padrone per riceverne carezze ed abbracci. Tutti noi, allora, ci siamo sentiti circondati da quei simpatici asinelli, che, in gruppi di quattro o cinque, presi da una sorta di gelosia quasi infantile, si contendevano con docilità e garbata insistenza, una parola di affettuosa attenzione ed una carezza sul muso, sulla testa, su quelle schiene percorse da un lieve fremito di piacere e di riconoscenza. Resi sicuri e tranquilli dalla presenza del loro amico-padrone, hanno dimostrato anche verso di noi una fiduciosa amicizia che, al momento del commiato, si è conclusa con un simpatico scambio di saluti che, da parte dei nostri amici a quattro zampe, son diventati veri e propri baci; sì, di baci si é trattato: infatti quei meravigliosi animali hanno finito per baciarci sfiorandoci le vesti e le mani con le loro labbra umide e carnose. E forse sarebbero arrivati anche al volto se avessimo ceduto con minor ritrosia alle loro effusioni. Ma che anche gli asini abbiano un'anima? Saremmo tentati di rispondere affermativamente a giudicare dal loro atteggiamento. Certamente l'asino è un animale ancora da scoprire del tutto: la sua pazienza, la sua umiltà, la sua capacità di sopportare con serena rassegnazione la fatica del lavoro, le difficoltà di una vita quasi sempre assai grama, le asprezze dell'ambiente in cui è costretto a vivere, insieme, ahimé, ai maltrattamenti di un padrone spesso ingeneroso, lo fanno una creatura veramente eccezionale. Per fortuna la tradizione gli ha dato modo di riscattarsi dalla cattiva sorte, ponendolo accanto a Gesù Bambino nella capanna di Betlemme e rendendolo, così, partecipe dell'evento più straordinario che ha segnato la storia dell'umanità. Ernesto Dini Gli amici del "Cavazza" L'Istituto Cavazza e la redazione di Vedere Oltre ringraziano sentitamente quanti, nel 1998, ricevendo la rivista, hanno risposto concretamente all'appello per una raccolta di fondi a favore dei ciechi. Acerbi Libero Agostini Aurora Alonzo Gabriele Alvisi Marisa Amati Adelaide Anonimo Azienda Farmaceutica Municip. Babilonia da Valentina Baldisserri Mario Bartoli Clorinda Bastia Enzo Belletti Maria Teresa Belletti Paola Benazzi Alfio Bendini Adria Berdini Andrea Bergonzoni Paolo Bernasconi Laura Biblioteca "Trisi" Biblioteca "Villa Spada" Bisognin Elisabetta Bogianchino Bruna Bonato Ottorino Bonfiglioli Capuani Renata Bonodio Rivieccio Rosario Bonomei Alessandro Bonvicini Natalina Calogiuri Francesco Carboni Gianfranco Cariani Daniela Cassone Giancarlo Chillemi Annibale Cirignotta Fabio Cocchi Amedea Collina Angela Conti Idalgo Coop. L'Operosa s.r.l. Copaloni Orlando Corrado Franco Corticelli Carlo A. Credito Cooperativo Cuddè Giovanni Di Furia Dante Donini Giancarlo Ellezeta Ricambi s.a.s. Fanton Gino Farmacia S. Mamolo Fava Franco Fava Iole Ferrari Renato Figuera Giovanni Fini Enzo Fiori Maria Fondazione Fonso Roberto Franchini Dario Frontali Giuseppe Gamberini Arnaldo Gamberini Pier Stefano Gambino Giuseppe Gandolfi Maddalena Gelateria Pino Giamaroli Lamberto Greghi Bonato Chiara Guglielmi Giorgio Hermes s.a.s. Iacoviello Pellegrino Insieme s.r.l. Ippolito Aldo La Coroncina s.a.s Lecce Carla Lenzi Irene Leonardi Adriana London Marabini Sofia Marchi Paolo Masetti Alessandro Mazzoni Gianna Menta Angelo Mesini Bonfiglioli Angela Michelini Ing. Giampaolo Minarelli Sergio Minore Giancarlo Mintrone Francesco Mondadori Paolo Monopoli Dialmo Monti Agostino Monti Giampaola Monti Massimo Musiani Mario OC/Comune di Crespellano Olivieri Gianni Orlandi Ines Orlandini Giacomo Ottica F.lli Merighi Paioli Eliseo Palmerini Antonella Panza Luigi Passerini Giancarlo Piazza Angelo Pinca Gilberto Pioli Giuliana Piriani Paolo Pizzirani Tripolina Poltronieri Marco Pratellini Natalia Provenzano Rosanna Ricci Pietro Sabattini Antonio Salmi Franca Santacatterina Mauro Saponi Claudio Sassi Paolo Sommariva Filippo Spadoni Alberto Tabaccheria della Filanda Taddei Carlo Tergolina Paola Tocco Ettore Tonelli Andrea Tordin Romano Turrini Maria Pia Valeri Valerio Vandelli Maria José Vicentini Valerio Viglietta Giuseppe Vigorelli Paolo VIRO Innocenti S.p.A. Vittori Livio Zaniboni Maria Gilda Zanni Paolo Zanobi Gabriele Zanotti Gualtiero Zardi Giulianini Renata Zincati Giancarlo Zumbo Francesco UN'OFFERTA MOLTO SPECIALE La società Insieme di Milano che cura le prestazioni artistiche di Andrea Bocelli, ha sottoscritto un'offerta di un milione per il nostro periodico VEDERE OLTRE. Ci è capitato varie volte, tramite il nostro servizio "Pronto Braille", di tradurre in linguaggio tattile i testi italiani e inglesi di canzoni che Andrea Bocelli doveva cantare nei suoi spettacoli o in sala di incisione. Andrea del resto, come ex allievo affezionato al Cavazza e come possessore di un computer braille portatile, ci onora sovente della sua presenza o ci chiama al telefono per avere assistenza tecnica e informatica. L'offerta ci fa particolarmente piacere e ci inorgoglisce perché proviene da personaggi famosi del mondo dello spettacolo, ma ci rallegra soprattutto il pensiero che i servizi ricevuti da Bocelli sono in realtà a disposizione di tutti i ciechi d'Italia che possono fruirne in ogni momento. DUE CONCERTI DEL TEATRO COMUNALE A FINE ANNO Per finire in musica e festa: questo il titolo col quale si potrebbero accomunare i due appuntamenti che il Teatro Comunale di Bologna offre alla città immediatamente prima di Natale e il giorno dell'ultimo dell'anno. Natale è ormai sinonimo di musica (in fondo il Salmo invita a cantare un cantico nuovo...) e un vero e proprio affollamento di concerti caratterizza da qualche tempo l'ultima settimana di Avvento. Il Teatro Comunale ha da sempre offerto alla città, in questa occasione, una serata di grande spessore musicale, ma in questo 1998 il consueto appuntamento con la musica sacra in una delle basiliche cittadine si è, come dire, aggiornato, in un programma (quello di lunedì 21 dicembre) che sacro non è sicuramente, ma classico certamente sì. Protagonisti in palcoscenico artisti bolognesi, ma di fama internazionale, la Doctor Dixie Jazz Band con la partecipazione di Lucio Dalla, che ci faranno rivivere le atmosfere della vecchia New Orleans con le quali sarà possibile ricreare attorno al Natale un clima sonoro forse un po' anglosassone, ma certamente carico di un senso di festa gioiosa. Più consueto, ma non meno gradito, il regalo che il Comunale ha preparato per il 31 dicembre: una serata con l'operetta che ormai da tempo, secondo una consuetudine tutta mitteleuropea, è divenuta la colonna sonora di San Silvestro per la sua carica di umorismo e di spensierata allegria. Nella sala del Bibiena staremo per un paio d'ore, in attesa della mezzanotte, in compagnia di pagine celeberrime di Lehar, Strauss, Offenbach e Petri realizzate dal soprano Daniela Mazzucato e dal tenore Max René Cosotti sotto la guida di Peter Maag. Maria Chiara Mazzi VELLEIA RITROVATA Bisogna proprio dire che i fratelli Borbone avevano il bernoccolo degli scavi archeologici e che questa loro comune passione ha portato, per entrambi, a risultati eccezionali. Se, infatti, a Carlo re di Napoli si deve l'avvio degli scavi di Pompei e di Ercolano, a suo fratello don Filippo, duca di Parma va attribuito il merito di avere promosso nell'alta valle dell'Arda, quelle ricerche archeologiche che hanno consentito il ritrovamento delle vestigia di Velleia, città che nel I e II secolo d.c. fu fiorente municipio romano, capoluogo di un vasto territorio montano. Costruita, nel corso di cinque successivi periodi, su una serie di terrazze, Velleia (sorta su un precedente insediamento di Liguri Eleati) si attestava su una via di comunicazione fra il Piacentino e la Lunigiana, e alla sua crescita certo contribuì la presenza di acque saline precedentemente sfruttate. Poi, lentamente, la città scomparve. Quando, nel 1760, don Filippo di Borbone iniziò gli scavi, i resti di Velleia erano stati individuati da appena 13 anni, grazie al ritrovamento, del tutto casuale, del maggior documento epigrafico bronzeo dell'antichità romana: la tabula alimentaria traianea, oggi conservata nel Museo archeologico di Parma. Pian piano vennero alla luce i resti del foro: rettangolare, lastricato in arenaria (grazie alla munificenza del duumviro Lucio Lucilio Prisco, come documenta ciò che rimane di un'iscrizione in lettere bronzee che l'attraversa al centro), dotato di sistema di drenaggio delle acque in gran parte ancora esistente, porticato su tre lati, mentre sul quarto prospettava la basilica rettangolare. Il foro fa parte di un complesso urbano di età giulio-claudia, che comprende anche parte di una scalinata, quartieri di abitazione, la basilica, dodici statue in marmo di personaggi della famiglia giulio-claudia stessa, edifici vari fra cui uno dotato di prospetti colonnati. Ma Velleia fu anche centro di vita mondana: ce ne parlano i resti delle terme e quelli di un anfiteatro, mentre bronzi, marmi, iscrizioni e oggetti vari sono conservati nell'Antiquarium, allestito nella palazzina che fu fatta costruire dalla duchessa Maria Luigia. Velleia (visitabile dalle 9 fino ad un'ora prima del tramonto) è un autentico gioiello dell'epoca romana incastonato nella Val d'Arda, preziosa per l'archeologia anche per la presenza, nella parte montana, dei castellieri (costruzioni fortificate preromane erette a difesa di popoli liguri nella zona di Morfasso e Vernasca) e, nella parte bassa, delle terremare, gli insediamenti preistorici di capanne rotonde cinta da terrapieni a difesa delle periodiche inondazioni del Po. Paola Rubbi