emusic
il futuro della musica on line
da la stampa

(inviato da  giampieri armando su uictech)
 ho trovato nella Stampa di oggi un articolo che parla di nuovi programmi in arrivo per la musica on line. Poichè mi è sembrato interessante,
voglio condividerlo con voi.
 
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Cronache italiane
(Del 15/8/2006 Sezione: Cronache italiane Pag. 15)

TECNOLOGIA SI CHIAMA EMUSIC, E PERMETTE L'ASCOLTO DEI FILE SU TUTTI I LETTORI AGGIRANDO I LIMITI IMPOSTI DAL DIRITTO D'AUTORE
Canzoni a 25 centesimi La seconda rivoluzione della musica digitale
Lanciata la grande sfida al colosso Apple

[/AUTORE]

Quasi sessanta milioni di iPod in tutto il mondo, oltre un miliardo di canzoni vendute da iTunes Music Store (di cui 200 milioni in Europa), il primato
incontrastato nella diffusione della musica online con circa il 70 per cento del mercato. Ma il successo di Apple sta facendo la fortuna anche di eMusic
(
www.emusic.com),
il primo dei suoi concorrenti nel campo della distribuzione di musica digitale online.
Diritti limitati
[/N_TITA]Le canzoni acquistate dal negozio Apple si possono ascoltare soltanto con iPod o computer dotati del software iTunes, e copiare non più di cinque
volte da un apparecchio all'altro. Gli album e le playlist possono essere masterizzati su cd fino ad un massimo di sette volte. A vigilare c'è FairPlay,
un sistema - nemmeno troppo restrittivo - di controllo dei diritti d'autore (Drm, Digital Rights Management): Microsoft ne adotta uno analogo, battezzato
PlaysForSure, Sony si è allineata sugli stessi standard per Connect, il proprio servizio di download musicale. Così quasi tutti file digitali acquistati
sui negozi online funzionano soltanto con alcuni lettori, creando un sistema chiuso, che di fatto limita l'uso di un bene (la canzone, appunto) di cui
il cliente è venuto legalmente in possesso. eMusic, invece, vende file Mp3 che possono essere ascoltati ovunque (anche sugli iPod), masterizzati un numero
illimitato di volte, copiati da un computer all'altro: nessuna limitazione, massima semplicità, totale compatibilità.
L'abbonamento
[/N_TITA]A differenza di iTunes, dove si possono acquistare singoli brani o album senza alcun impegno, eMusic richiede un abbonamento: con 9,99 dollari
si possono scaricare quaranta canzoni in un mese, per 14,99 se ne hanno sessantacinque, con 19,99 si ha diritto a novanta brani; in ogni caso i primi venticinque
sono gratuiti. Il prezzo per brano, alla fine, varia tra i 25 e i 22 centesimi di dollaro, contro i 99 di iTunes. Anche se riprende uno schema commerciale
che non aveva convinto gli operatori né era riuscito a far breccia tra gli appassionati (era stato già adottato da vari altri siti di musica digitale,
come Napster e Rhapsody), eMusic è in crescita costante, e negli Stati Uniti è il secondo negozio virtuale dopo quello di Apple, con una quota di mercato
vicina all'11 per cento.
La scelta
[/N_TITA]Un milione di brani disponibili, provenienti da oltre 3800 etichette, escluse le quattro major: si possono trovare Gotan Project e Gomez, ma anche
vecchie glorie come Van Morrison o i tedeschi Popol Vuh. Senza contare i nomi famosi di oggi (Green Day, Bloc Party), di ieri (Pixies, Bob Marley), di
qualche tempo fa (Ella Fitzgerald, Duke Ellington, i Kinks). Assenti U2 e Beyoncè, pochissimi gli italiani (ma c'è «Questo piccolo grande amore»); in compenso
la scelta di musica classica è decisamente ampia. Per ogni brano è possibile ascoltare un'anteprima di trenta secondi, leggere recensioni e consigli di
altri utenti, scorrere un elenco completo delle note, per conoscere chi lo ha composto e suonato. Si può scegliere se scaricare un intero disco oppure
solo qualche canzone, se acquistare subito i brani oppure aggiungerli ad una lista per effettuare il download in secondo momento. Come nel caso di iTunes,
è richiesta una procedura di registrazione e l'installazione di un programma sul computer (ma quello di eMusic è meno invasivo e non ha la pretesa di controllare
tutta la musica presente sul computer).
Vantaggi e svantaggi
[/N_TITA]Pensate di avere acquistato mille canzoni da iTunes. Avete sul vostro hard disk (e presumibilmente sull'iPod) mille euro di musica. Il giorno in
cui doveste decidere di cambiare lettore e rivolgervi alla concorrenza, quei mille euro sarebbero perduti. Lo ha capito bene Microsoft, che - pare - permetterà
agli acquirenti di Zune, il proprio lettore anti-iPod, di scaricare gratis le stesse canzoni che avevano comprato su iTunes Music Store. In realtà sarebbe
possibile violare il codice di protezione dei file musicali Apple, ma non è un'operazione legale, né alla portata di ognuno; si può invece masterizzare
la propria musica su cd e da questi ricavare dei file Mp3 leggibili da tutti i riproduttori digitali, ma la qualità ne risente. A proposito di qualità,
dal punto di vista del suono, i file Aac di iTunes sono migliori rispetto agli Mp3 di eMusic; la differenza, però, si può apprezzare solo su un buon impianto
stereo, con un lettore portatile quasi non si avverte. E poi c'è il rovescio della medaglia, ovvero l'abbonamento, che viene rinnovato di mese in mese,
a meno di una esplicita richiesta di disdetta da compilare online. Perfetto per chi acquista tanta musica e guarda poco alle classifiche, meno adatto per
gli ascoltatori interessati alla hit del momento, che sicuramente troveranno fra i tre milioni di brani offerti da iTunes.
Scenari futuri
[/N_TITA]David Kusek e Gerd Leonhard («Il futuro della musica», Unwired Media, pp. 165, e18) ipotizzano che un giorno non tanto lontano si potranno scaricare
canzoni ovunque e ascoltarle su ogni apparecchio, semplicemente pagando un canone, come avviene oggi con l'acqua corrente. Uno scenario forse più vicino
grazie a eMusic, ma che non sarebbe stato possibile senza la fondamentale funzione educativa che ha svolto e svolge iTunes Music Store. Con il servizio
a pagamento di Apple, infatti, è tramontata l'era di Napster e dei software che permettono lo scambio gratuito di file (l'ultimo a cedere, qualche giorno
fa, è stato Kazaa), e si è imposta l'idea che la musica abbia un prezzo che è giusto pagare. Ancora oggi la maggior parte dei file che circolano sul web
sono illegali, ma gli sforzi delle case discografiche stanno dando frutti, e il mercato online cresce a ritmi impressionanti: nel 2005 le canzoni scaricate
legalmente sono state venti volte di più rispetto al 2004, con un giro d'affari pari ad oltre il 6 per cento del fatturato totale dell'industria discografica.
Bruno Ruffilli
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