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creare pdf accessibili
livio mondini in privato


APPENDICE A
Creare documenti PDF 
accessibili con Acrobat 7 
Il formato PDF, per sua natura, è destinatola distribuzione sia a stampa sia 
sul web. Il Reader è disponibile gratuitamente e per tutte le piattaforme ed è 
molto frequente vedere accanto ai link dei documenti PDF sul web anche 
quello per lo scaricamento del viewer. I documenti PDF sostituiscono ormai 
buona parte della documentazione cartacea che normalmente accompagnava 
i programmi, ed è sempre più frequente l’uso di moduli creati con 
Acrobat. Come spiegato nel Capitolo 6, i documenti PDF possono essere 
resi interattivi: questo aspetto si rivela molto importante nel caso della 
modulistica online, poiché i moduli complessi possono essere riprodotti 
fedelmente come presentazione grafica e fruire contemporaneamente di tutte 
le caratteristiche di accessibilità che a partire dalla versione 5 Adobe 
aggiunge al formato PDF. In questa appendice ci si riferirà alla versione 7 
Professional di Acrobat, poiché la versione Standard non dispone di tutte le 
opzioni che riguardano l’accessibilità disponibili nella versione Pro. 
Cos’è un documento PDF accessibile 
Perché si dice “documento accessibile” e perché 
è una cosa importante?
L’accessibilità permette a persone con disabilità di leggere, ascoltare e interagire 
con le informazioni utilizzando un computer con o senza l’assistenza di 
tecnologie assistive. Un documento viene considerato accessibile se i suoi 
contenuti possono essere fruiti da chiunque. 
Per esempio, le persone con gravi difetti della vista o non vedenti utilizzano 
ingranditori o lettori di schermo, programmi che convertono in audio o in 
Braille quanto presentato su monitor, o altre tecnologie assistive. Per queste 
persone indicatori visuali della struttura di un documento, per esempio un 
carattere diverso per distinguere i titoli, non sono sufficienti per riuscire a 
distinguere l’ordine di lettura. 

Un documento accessibile possiede delle caratteristiche che permettono alle 
tecnologie assistive di interpretare la struttura del documento e di presentare 
l’informazione in un ordine di lettura logico. 
Analogamente, le persone con difficoltà di movimento per navigare un documento 
in alcuni casi utilizzano tastiere alternative, mouse particolari o programmi 
vocali. Queste persone potrebbero essere in grado di leggere un 
documento ma non di fare clic nel campo di un modulo per compilarlo. Un 
documento accessibile deve supportare la navigazione da tastiera e gestire un 
ordine di tabulazione predefinito che permetta di spostarsi nei campi del 
modulo comodamente con la sola pressione del tasto Tab. 
I documenti PDF accessibili danno benefici a tutti gli utenti. Per esempio, la 
stessa struttura del documento che permette agli screen reader di leggere 
correttamente un documento PDF consente a tutti gli utenti di far rifluire il 
testo di complessi documenti in una colonna per una più semplice lettura in 
Acrobat o nel Reader. La stessa funzionalità permette anche di leggere i 
documenti PDF su computer palmari o sui monitor dei cellulari. L’ordine di 
tabulazione che fa parte di un PDF accessibile è di aiuto a tutti gli utenti 
durante la compilazione di un modulo. 
Perché l’accessibilità è importante per i documenti PDF 
Creando documenti PDF accessibili, si aumenta la possibilità di fruizione 
degli stessi, poiché potranno essere letti sia dalle persone con disabilità sia 
da chi consulta i documenti con periferiche particolari, per esempio da PDA. 
Inoltre un PDF accessibile destinato ad essere pubblicato su siti della PA 
rispetterà quanto richiesto dalla legge 4/2004, detta anche legge Stanca. 
Il formato PDF è uno standard per il web e viene utilizzato per distribuire 
documentazione elettronica su siti, e-mail o su media digitali. Virtualmente 
qualsiasi documento elettronico o immagine scandita può essere convertita 
in PDF e chiunque potrà leggere questi documenti con Acrobat o con il Reader 
gratuito. Molte grandi aziende, scuole e agenzie di governo utilizzano il 
PDF per distribuire documenti al pubblico o ai propri dipendenti. È quindi 
piuttosto semplice comprendere che l’accessibilità permette di estendere la 
fruizione del documento al maggior numero possibile di persone. 

Che cosa rende accessibile un documento PDF 
Per essere considerato accessibile, un documento PDF deve avere le seguenti 
caratteristiche. 
Molti programmi di authoring sono in grado di generare 
documenti PDF che soddisfano la maggior parte, anche se 
non tutti, i criteri di accessibilità. 
Per rendere pienamente accessibile un documento creato con 
uno di questi programmi, è necessario modificarlo con Acrobat 
7 Professional, poiché la versione Standard non possiede 
tutte le funzionalità necessarie per risolvere le richieste di un 
documento accessibile. 
1. Il documento deve essere composto da testo, non da 
un’immagine scansionata.
Un documento PDF contenente la scansione dell’immagine di un testo 
stampato è inaccessibile, poiché il contenuto del documento non è testo 
su cui è possibile eseguire ricerche o effettuare modifiche e selezioni. 
Le tecnologie assistive non potranno leggere o estrarre le parole, gli 
utenti non saranno in grado di selezionare o modificare il testo e l’autore 
del documento non potrà manipolare il documento per renderlo accessibile. 
L’immagine può diventare accessibile soltanto se viene sottoposta a 
un OCR. In questo caso l’immagine diventerà testo selezionabile e grafica, 
e sarà possibile applicare al documento le tecniche per renderlo 
accessibile. Sia Acrobat Pro che Acrobat Standard comprendono funzionalità 
di OCR per convertire in testo le immagini scandite. 
2. Se nel documento sono presenti moduli compilabili, questi devono 
essere resi accessibili. 
Alcuni documenti PDF rappresentano moduli che devono essere compilati 
usando un computer. Per essere considerati accessibili, questi 
moduli PDF devono contenere elementi interattivi, descrizioni dei 
campi che possano essere lette dagli screen reader, un ordine di tabulazione 
predefinito che permetta all’utente di navigare i campi con la 
tastiera. Per ottenere questo risultato è necessario utilizzare Acrobat 7 
Professional o LiveCycle Designer, un applicativo dedicato alla modulistica 
fornito con la versione Pro. 
3. 
La struttura del documento deve essere delineata da tag 
Un documento PDF accessibile usa i tag per indicare gli elementi strutturali 
(per esempio i titoli, le figure, i paragrafi di testo, le tabelle e così 
via) e come si relazionano uno con l’altro. Questi tag sono analoghi agli 
stili di paragrafo, ai tag HTML o XML che potreste aver usato in altri 
tipi di documento. Alcune tecnologie assistive processano la struttura 
del documento in modi diversi. Tuttavia, l’uso di un sistema di marcatura 
produce sempre una migliore accessibilità. 

4. 
L’ordine di lettura deve essere chiaro e semplice da seguire. 
La quarta caratteristica di un PDF accessibile riguarda l’ordine di lettura. 
Le tecnologie assistive vengono realizzate in modo che possano 
leggere il contenuto della pagina nell’ordine sequenziale in cui lo ricevono 
dagli applicativi come Acrobat o Reader. Se il contenuto non viene 
presentato alle tecnologie assistive nell’ordine logico previsto (per esempio, 
i titoli vengono dopo il testo a cui si riferiscono o le didascalie delle 
figure non sono adiacenti all’immagine che commentano), le persone 
con disabilità non riusciranno a comprenderlo. Normalmente la creazione 
di un documento con tag stabilisce un ordine di lettura appropriato 
e strutturato. 
Per i documenti più complessi potrebbe essere necessario dover intervenire 
con gli strumenti di Acrobat 7 Professional. 
5. A ogni immagine, collegamento e campo di un modulo deve essere 
associato un testo descrittivo. 
Il testo descrittivo, detto anche alternativo, deve essere utilizzato per 
descrivere gli elementi speciali di una pagina, come illustrazioni, grafici, 
diagrammi, campi e collegamenti. Gli screen reader e altre tecnologie 
assistive non possono leggere un elemento grafico. Aggiungendo il testo 
alternativo si permette a queste tecnologie di interpretare l’elemento e di 
leggere una descrizione dello stesso all’utente. Inoltre, anche se uno 
screen reader è in grado di leggere un URL o di rilevare un campo in un 
modulo, un testo descrittivo fornirà una migliore esperienza di navigazione 
con informazioni aggiuntive su questi elementi. 
6. 
Gli elementi di navigazione devono essere disponibili. 
I documenti PDF accessibili devono contenere aiuti di navigazione per 
gli utenti (link, segnalibri, titoli frequenti e significativi, un indice dettagliato, 
ordine di tabulazione per link e moduli). Questi aiuti di navigazione 
permettono agli utenti di raggiungere direttamente una particolare 
sezione del documento invece di doverlo scorrere pagina per pagina. 
Molte di queste caratteristiche possono essere create automaticamente 
durante la conversione a PDF del documento originale. 
7. 
Deve essere specificata la lingua utilizzata nel documento. 
Alcuni screen reader possono leggere il documento in lingue e con pronunce 
diverse. Di conseguenza, specificando la lingua principale utilizzata 
nel documento si permetterà all’utente di ascoltare l’interpretazione 
vocale del documento più corretta. Mentre la lingua dell’intero documento 
può essere specificata anche con Acrobat 7 Standard, per marcare 
in lingue diverse brani dello stesso (frequentemente, citazioni in 
lingue diverse dalla principale) è necessario utilizzare la versione Professional 
del programma. 

8. Il documento deve essere realizzato utilizzando font che permettano 
di estrarre le singole lettere dal testo. 
Le font utilizzate devono permettere ad Acrobat o Reader di poter 
estrarre ogni singola lettera dell’alfabeto dal testo del documento. Se le 
font non prevedono tutti i caratteri dell’alfabeto (accade specialmente 
con alcune font di tipo grafico), lo screen reader non potrà leggere correttamente 
quel testo e sembrerà ignorare singole lettere o parole intere. 
Anche se sul monitor tutto sembra funzionare regolarmente, quel documento 
dovrà essere considerato inaccessibile. 
9. Le caratteristiche di protezione non devono interferire con lo 
screen reader o la tecnologia assistiva utilizzata. 
In alcuni casi si decide di non permettere la copia di un documento. 
Tuttavia, questa opzione può interferire con il funzionamento dello 
screen reader, che per leggere il documento ne effettua una specie di 
copia in memoria. Per questa ragione in Acrobat fra le caratteristiche di 
protezione sono state previste le opzioni Estrazione contenuto per accessibilità 
e Consenti agli ipovedenti di accedere al testo dei dispositivi di 
lettura dello schermo. 
Comprendere i tag e la struttura 
del documento
Come i tag e la struttura del documento influenzano l’accessibilità. 
Il tagging è la spina dorsale di qualsiasi documento accessibile. Quando tag e 
struttura vengono applicati correttamente a un documento PDF, si fornisce a 
chi utilizza una tecnologia assistiva il modo più efficace di fruire i contenuti, 
poiché per gestire le informazioni in un ordine che abbia senso gli utenti con 
disabilità utilizzano le tecnologie assistive, che a loro volta dipendono dal 
markup che ne descrive la struttura. 
Il metodo è molto simile a quello utilizzato dai browser, che si riferiscono a 
HTML o XHTML per rappresentare l’organizzazione di testo ed elementi 
grafici sullo schermo. 
Il tagging crea un tag tree (chiamato anche albero della struttura logica) nel 
documento PDF. Di norma le pagine con tag includono sezioni, brani, titoli, 
testo, collegamenti, elenchi puntati e numerati, figure e didascalie. Il tag tree 
di pagine elaborate può essere veramente complesso. 
I tag non influenzano l’aspetto fisico del documento PDF. Funzionano dietro 
le quinte, e rappresentano solamente la struttura delle informazioni. I tag 
indicano alle tecnologie assistive quali parti del documento leggere per 
prima, seconda, terza e così via; quali parti ignorare (per esempio, testatine o 
filigrane; quali elementi hanno caratteristiche speciali (come illustrazioni, 
grafici, diagrammi, campi dei moduli da compilare). 

Gli stessi tag che permettono alle tecnologie assistive di interpretare 
il documento abilitano anche la caratteristica chiamata 
reflow, ovvero l’adattamento automatico delle pagine 
quando sono visualizzate su monitor di piccole dimensioni 
come quelli dei cellulari o dei PDA. 
Come sapere se un documento contiene tag 
Il modo più semplice è verificare nelle Proprietà del documento. 
1. 
Aprite il documento in Acrobat 7. 
2. 
Selezionate File . Proprietà documento. 
3. 
Nella scheda Descrizione, verificate la voce PDF con tag, in basso a sinistra. 
No significa che il documento non contiene tag, Sì il contrario. 
Figura A-1. La finestra di dialogo Proprietà documento permette di verificare la presenza 
dei tag. 
Visualizzare i tag 
In Acrobat Pro è possibile vedere i tag in un pannello dedicato, che ne permette 
anche la modifica. Le informazioni del tag tree sono organizzate in 
una struttura gerarchica, simile a quella che rappresenta l’albero di file e cartelle 
di un disco fisso nel File Explorer. Le parentesi angolari (< e >) indicano 
che a un elemento è stato applicato un particolare tag. 
1. 
Aprite un documento PDF che contenga tag. 
2. 
Selezionate Vista . Schede di visualizzazione . Tag. Il pannello Tag si 
aprirà in una finestra flottante. Potete riunirlo all’area che contiene le 
altre visualizzazioni (Segnalibri, Firme, Pagine e così via) selezionando 
Vista . Schede di navigazione . Ancora tutte le schede. 

3. 
Per espandere la lista gerarchica dei tag, fate clic sul simbolo + che 
appare prima del nome del tag. Per espandere l’albero completo, fate 
Ctrl+clic (Windows) od Opzione+clic (Mac) del primo tag (detto anche 
tag root). 
4. 
Sarà necessario ricorrere a questo pannello soltanto per attività avanzate 
o per correggere il tree allo scopo di risolvere problemi di accessibilità, 
come verrà spiegato nel seguito dell’Appendice. 
Figura A-2. Il tag tree in Acrobat 7. 
Quando aggiungere i tag al documento 
I tag possono essere aggiunti al documento sia al momento della conversione 
a PDF (metodo consigliato) sia in seguito direttamente in Acrobat. 
Il tagging di un documento durante la conversione a PDF richiede che il programma 
di authoring supporti questa funzione. Normalmente se questa funzionalità 
è disponibile si ottengono i migliori risultati, poiché si permette al 
programma di riferirsi direttamente alle informazioni strutturali presenti nel 
documento sorgente (stili di paragrafo, livello dei titoli, ecc.) per produrre 
un tag tree che rifletta un ordine di lettura accurato e un appropriato annida-
mento dei tag. 
Al momento dell’installazione Acrobat rende disponibili alcune macro per la 
produzione di PDF all’interno degli applicativi Office, che permetteranno di 
creare documenti PDF strutturati senza uscire dall’ambiente di authoring. 
Se, invece, il documento PDF è già stato prodotto e non contiene tag, è pos

sibile creare il tag tree selezionando Avanzate . Accessibilità . Aggiungi tag 
al documento. Questo comando funziona con qualsiasi tipo di documento 
che non contenga tag, come quelli creati stampando direttamente sulla 
stampante PDF (File . Stampa di qualsiasi applicativo). 
Acrobat analizza il contenuto del documento cercando di interpretare ogni 
singolo elemento, le reciproche relazioni strutturali e l’ordine di lettura sotteso 
e poi crea un tag tree conforme alle informazioni acquisite. 
Inoltre la procedura crea tag per ogni link, cross reference e segnalibri 
aggiunti al documento sorgente. Anche se il comando Aggiungi tag al documento 
funziona in modo soddisfacente con la maggior parte dei layout standard, 
non riesce sempre a interpretare correttamente la struttura e l’ordine 
di lettura di pagine complesse (per esempio quando sono presenti colonne 
molto vicine, testo con allineamento irregolare, campi non compilabili e 
tabelle senza bordi). In questo caso il comando combinerà in modo irregolare 
gli elementi producendo tag fuori sequenza che alterano l’ordine di lettura 
del documento. Questa limitazione è un’altra delle ragioni che 
dovrebbero consigliare di creare i PDF con tag direttamente dai programmi 
di authoring utilizzati. 
Perché molto spesso è necessario un intervento 
Non importa quale sia stato il metodo utilizzato per creare il tag tree, spesso 
la verifica dell’accessibilità del documento (selezionate Avanzate . Accessibilità 
. Controllo completo) indicherà che è necessario qualche intervento 
manuale per correggere il tree o l’ordine di lettura. 
Per esempio, il comando Aggiungi tag al documento non è in grado di 
distinguere fra le immagini necessarie alla comprensione dei contenuti e gli 
elementi decorativi come filetti, bordi, linee o immagini di sfondo. Probabilmente 
le marcherà tutte come immagini, anche se non lo sono. In modo 
simile, potrebbe marcare come immagine del testo decorativo, per esempio 
un capolettera, non includendolo nel testo che rappresenta il resto del 
blocco. Questi errori rendono confuso il tag tree e complessa l’interpretazione 
dell’ordine di lettura per gli screen reader. 
Se utilizzate Acrobat Professional, il programma è in grado di generare un 
completo report che elenca tutti i problemi riscontrati riguardo la struttura 
del documento e la conseguente accessibilità. Per la verifica e la correzione 
degli errori, oltre al pannello Tag citato in precedenza è disponibile anche lo 
strumento Ritocco ordine di lettura (Avanzate . Accessibilità . Ritocco 
ordine di lettura). 

Un possibile workflow 
Quale procedura seguire per rendere accessibile un PDF? 
Normalmente quando si intende rendere accessibile un PDF ci si trova in 
due situazioni: documenti che sono già stati convertiti in PDF e documenti 
da convertire utilizzando qualche programma in grado di produrre PDF. In 
qualsiasi caso, la prima attività da svolgere sarà esaminare il documento e 
determinare il suo scopo e usare questa analisi per determinare la migliore 
procedura da seguire. 
Generalmente, quando si tratta di rendere accessibile un PDF si parte da una 
delle seguenti tipologie di documento: un PDF esistente; un documento che 
è stato creato da scanner (o che deve essere creato); uno o più documenti 
creati con un editor di testo o un programma di impaginazione; pagine 
HTML da convertire a PDF. 
Se il documento proviene da una scansione, sarà necessario utilizzare l’OCR 
per convertire l’immagine in testo. 
1. 
Aprite il documento composto da un’immagine in Acrobat. 
2. 
Selezionate Documento . Riconosci testo mediante OCR. 
3. 
Nella finestra di dialogo Riconosci testo - Impostazioni cui si accede 
facendo clic sul pulsante Modifica della finestra di dialogo Riconosci 
testo, impostate le opzioni riguardo la lingua e Stile output del PDF a 
Testo formattato e grafica. Fate clic su OK e iniziate la procedura di 
riconoscimento. 
La procedura non è sempre in grado di interpretare il testo presente. Gli 
errori rilevati sono in diretta relazione alla qualità della scansione e in alcuni 
casi sarà necessario intervenire manualmente. 
Se il documento PDF non è ancora stato creato, cominciate a pensare 
all’accessibilità fin dal documento sorgente. 
È molto importante che durante l’authoring del documento venga previsto 
l’uso corretto degli stili e l’applicazione degli elementi alternativi alle immagini, 
che le tabelle siano ottimizzate e che tutto sia organizzato in modo da 
delineare strutturalmente i contenuti. 

Creare documenti strutturati in Word 
Word è senza dubbio il programma più utilizzato per la produzione dei 
contenuti destinati a essere convertiti in PDF. 
Ottenere PDF strutturati correttamente e accessibili è molto semplice se il 
programma di authoring viene utilizzato correttamente. Vediamo quindi 
come è possibile preparare i propri documenti all’accessibilità utilizzando un 
editor di testi molto diffuso, Microsoft Word. 
Si approfitterà dell’occasione anche per spiegare praticamente cosa si 
intende con la parola struttura. 
Di questi tempi è frequente per chi si occupa di web e/o accessibilità sentir 
parlare di struttura, presentazione, separazione dei contenuti e relativa struttura 
dagli elementi presentazionali, standard, strict, CSS. Tante parole non 
sempre chiare, sia come significato sia come utilizzo. Proviamo a sbrogliare 
la matassa. 
Come è fatto un documento per un computer 
Ricreate nella vostra mente un foglio stampato, di qualsiasi tipo: un giornale, 
un libro, un depliant, la prima cosa che vi viene in mente ed osserva-
telo. Probabilmente il contenuto testuale non è chiaro, si tratta di 
un’immagine mentale, mentre la forma lo è. 
È facile distinguere i titoli, il testo normale, le immagini, gli elementi evidenziati 
in riquadri colorati e la disposizione di questi elementi secondo uno 
schema preciso (per esempio, non credo che un titolo verrà posto dopo il 
testo a cui si riferisce). Ora, immaginate di fare la stessa cosa insieme ad altre 
persone. Difficilmente i contenuti potranno coincidere, ognuno avrà 
un’immagine mentale diversa di questo documento. 
Però alcuni elementi saranno uguali per tutti: i titoli avranno un aspetto 
diverso dal testo normale, le figure saranno facilmente distinguibili dal resto, 
gli elenchi puntati e le tabelle ben delineate e distinguibili. 
Questo è grosso modo quello che accade a un computer: il computer non è 
in grado di capire di cosa parla il testo, ma è invece molto efficace quando si 
tratta di strutturarlo. 
Piccolo esempio pratico: se per scrivere e impaginare i vostri testi usate 
Word, verificate che sia attiva la vista Normale (Visualizza . Normale) e 
quindi selezionate Strumenti . Opzioni. Digitate 3cm nella casella di testo 
Larghezza area di stile della scheda Visualizza e fate clic sul pulsante OK. 
Il risultato dovrebbe essere simile a quanto mostrato nella figura successiva. 

Figura A-3. Nell’area sinistra della finestra è visibile la struttura di un documento in 
Word. 
È facile notare la barra nell’area sinistra della finestra che mostra gli stili 
applicati ai vari paragrafi di testo. A ciascuno stile corrisponde un formato 
grafico predefinito (o se siete in grado di usare gli stili di Word, formattato 
come avete previsto nella definizione degli stili). Se fin qui è tutto chiaro, 
siamo a buon punto. 
Un’ultima riflessione: notate come a ciascuno stile sia associato il formato 
grafico opportuno, per esempio allo stile predefinito Titolo 1 di Word viene 
associato un carattere più grande e in grassetto, e così via. Per la struttura di 
un documento, queste informazioni sono ininfluenti 
Linguaggio strutturale 
I documenti dovrebbero essere consultabili con strumenti diversi e in condizioni 
decisamente diverse. Per esempio, per leggere un PDF un utente 
potrebbe usare un normale browser come Firefox o Internet Explorer, un 
altro un palmare, un altro ancora un browser testuale. Oppure, una persona 
non vedente potrebbe utilizzare uno screen reader per farsi leggere i contenuti 
della vostra pagina. Questa universalità si ottiene soltanto se la struttura 
dei contenuti viene separata dagli attributi di presentazione: un titolo è 
un titolo perché è marcato come tale, non perché il testo è in grassetto e più 
grande. Inizialmente può essere difficile riuscire a distinguere ciò che viene 

definito struttura (in XML, l'abstract document), dalla presentazione. La 
parola presentazione in realtà è un po’ approssimativa, poiché per presentazione 
si intende il rendering del documento ottenuto con i relativi stili tipografici. 
Un problema è costituito anche dalla nostra abitudine nell'osservare i 
documenti già renderizzati: per esempio un documento Word ci mostrerà a 
video, anche senza nostro intervento, determinati aspetti grafici associati a 
particolari elementi (un esempio evidente, i titoli formattati con lo stile 
titolo). Sembrerebbe quasi che la “presentazione” sia inevitabilmente collegata 
al documento, ma non è così nemmeno per Word: i codici sono solo 
nascosti. All’URL www.levitjames.com/crosseyes/CrossEyes.html viene 
resa disponibile una eccellente utility, Cross Eyes, che permette di rendere 
visibili i codici di formattazione che Word inserisce nel documento, come 
mostrato nella figura successiva. 
Figura A-4. Nel pannello inferiore sono visibili le marcature che Word utilizza per 
strutturare il documento. 

Basta abituarsi a vederlo: il markup (i tag) è sempre presente, anche se in 
qualche caso (con tutti i programmi che utilizzano formati proprietari per 
salvare i file) non è visibile. Come riflessione ed esercizio (non proprio semplicissimo), 
un’attività che può essere utile in molti casi. Un problema abbastanza 
comune è trovarsi con dei file di Word da pubblicare in HTML e 
come affermato in precedenza il tag tree di un documento PDF strutturato è 
molto simile a quello di un documento HTML. La conversione automatica 
di Word da .doc a .html produce dei risultati piuttosto scarsi, se si desidera 
ottenere del codice pulito, e la successiva pulizia manuale del file può essere 
un'attività devastante. A titolo di esercitazione e per abituarsi a distinguere la 
struttura che delinea i contenuti del documento e relativi attributi presentazionali, 
proviamo a vedere come sia possibile convertire un documento 
Word in XHTML. Il file ottenuto potrà essere utilizzato direttamente per 
creare PDF accessibili, poiché la struttura sarà stata completamente definita. 
Sono necessari alcuni strumenti: 
• Word 
• la DTD XTHML 1.0 Strict 
• qad_doc2xml 
Word dovreste averlo, la DTD XHTML Strict si scarica all’URI www. 
w3.org/TR/XHTML1/XHTML1.zip. 
Qad_doc2xml è disponibile gratuitamente all’URL www.frank-itberatung.
de/doc2xml/english.html. 
Qad_doc2xml permette di mappare gli stili di un documento Word a una 
DTD, nel nostro caso XHTML. 
1. 
Create un documento Word utilizzando gli stili, va bene anche impiegare 
gli stili predefiniti disponibili nell’elenco a discesa Stile. Salvate il 
file e aprite qad_doc2xml. 
2. 
Fate clic sul pulsante Get Taglist from DTD e selezionate la DTD 
XHTML 1.0 Strict che avrete scaricato e salvato sul vostro disco fisso. 
3. 
Caricate il documento Word (clic sul pulsante alla destra della casella di 
testo Source (Word). 
4. 
Mappate gli stili di Word agli elementi della DTD. 
5. 
Indicate il nome del file di destinazione (Target XML) e fate clic sul pulsante 
Convert. 

Figura A-5. Gli stili di Word vengono mappati ai tag XHTML della DTD 1.0 Strict. Ogni 
elemento di formattazione verrà escluso dalle informazioni sulla struttura. 
Dopo aver provato qualche volta il meccanismo apparirà chiaro, e ci si renderà 
conto di come i risultati migliori si ottengano partendo da file puliti, 
creati utilizzando correttamente gli stili. Come ulteriore benefico effetto 
secondario, anche i file PDF prodotti a partire sia dal documento originale in 
Word sia dal file XTHML risulteranno maggiormente accessibili. 
Creare un PDF accessibile da Word 
Di norma, i documenti Word non vengono creati utilizzando gli stili. Se si 
presentasse la necessità di creare PDF accessibili a partire da questi documenti, 
potrebbe essere un bel problema cercare di ottenere dei buoni risultati 
utilizzando la macro PDFMaker che Acrobat avrà reso disponibile in 
Word al momento dell’installazione sia in forma di barra degli strumenti 
(PDFMaker 7.0) sia in forma di voce di menu (Adobe PDF). 
Comunque, armatevi di pazienza e riformattate il documento applicando 
correttamente gli stili. 
In questa situazione può essere molto utile ricorrere alla visualizzazione della 
barra degli stili spiegata in precedenza, o ricorrere al pannello Stili e formattazione 
per sostituire con gli stili eventuali formattazioni locali presenti. Lo 

sforzo compiuto si ripagherà al momento di creare il PDF accessibile, procedura 
che avverrà praticamente in automatico e con eccellenti risultati. 
Figura A-6. Dopo aver installato Acrobat, in Word saranno disponibili una nuova barra 
degli strumenti e un menu dedicati alla creazione di documenti PDF. 
Dopo aver preparato il documento e assegnato a ciascun paragrafo lo stile 
opportuno, selezionate la voce di menu Adobe PDF . Modifica impostazioni 
conversione. Nella scheda Impostazioni della finestra di dialogo Acrobat 
PDFMaker che si aprirà, selezionate le caselle di controllo Aggiungi 
segnalibri a Adobe PDF, Aggiungi link a Adobe PDF e Abilita accesso e ridisponi 
a PDF con tag. Fate clic sulla scheda Segnalibri e indicate gli stili da 
utilizzare per la creazione automatica dei segnalibri in Acrobat. 
Dopo aver effettuato le selezioni desiderate, fate clic sul pulsante OK e selezionate 
Adobe PDF . Converti in Adobe PDF. 
Sul monitor sarà visibile il procedere dell’operazione di conversione, dalla 
scansione del documento alla ricerca degli elementi fino alla creazione del 
PDF risultante. Il risultato finale dipenderà molto da come avete lavorato sul 
documento sorgente. 
In linea di massima, un buon documento sorgente dovrebbe: 

• 
Usare in modo uniforme ed omogeneo gli stili per la formattazione del 
testo. Acrobat legge gli stili di paragrafo per identificare gli elementi 
strutturali mentre crea i tag. 
• 
Usare di elenchi puntati e numerati per creare le liste. 
• 
Evitare l’uso dei tasti Tab e Barra spaziatrice a scopo di layout per simulare 
rientri e formattazioni. 
• 
Creare il testo alternativo per immagini e link: Acrobat gestirà correttamente 
questi elementi al momento della conversione. Per creare il testo 
alternativo, basta fare clic con il pulsante destro del mouse sull’elemento. 
Nel caso dei link il testo alternativo può essere digitato nella 
finestra di dialogo che compare facendo clic sul pulsante Descrizione 
della finestra di dialogo Modifica collegamento ipertestuale; per le 
immagini, il testo alternativo va digitato nella scheda Web della finestra 
di dialogo Formato immagine. 
• 
Usare colori ben contrastati. 
• 
Creare le tabelle con lo strumento dedicato di Word (Inserisci . 
Tabella). L’uso di questo strumento permette a PDFMaker e Acrobat 7 
di riconoscere e applicare correttamente i tag relativi alle tabelle. 
• 
Dove possibile, non creare tabelle annidate o che si sviluppano su più 
pagine. 
• 
Per le tabelle che si sviluppano su più pagine, prevedere dei titoli per le 
colonne in modo che per il lettore sia semplice consultare il contenuto 
delle celle. Per ottenere questo risultato, attivate la voce Ripeti righe del 
titolo disponibile nel menu Tabella. 
Se queste regole verranno applicate, il risultato finale sarà un documento 
PDF con tag pulito e pronto ad essere usato, come mostrato nella figura successiva: 
il tag tree è compatto, ogni elemento è al suo posto. 

Figura A-7. Nel pannello a sinistra è visibile il tag tree del documento Word esportato. A 
ogni elemento strutturale corrisponde un elemento del documento. 
Arrivati a questo punto, l’unico passo da fare è eseguire una verifica 
dell’accessibilità del documento selezionando Avanzate . Accessibilità . 
Controllo completo. La procedura crea un report dettagliato sullo stato del 
documento e per ogni eventuale errore viene proposto un suggerimento per 
la riparazione. 
Moduli accessibili 
Una delle caratteristiche più interessanti di Acrobat è che permette di 
creare moduli interattivi, come spiegato nel Capitolo 6. Vediamo come 
renderli anche accessibili. 
In Acrobat 7 sono disponibili tre strumenti per la creazione dei moduli: 
Adobe LiveCycle Designer, lo strumento Modulo di Acrobat e Adobe PDF 
Forms Access. La procedura seguente si riferisce a LiveCycle Designer, parte 
di Acrobat 7 Professional. 

Caratteristiche di un modulo accessibile in PDF 
Per essere considerato accessibile, un modulo deve possedere le seguenti cinque 
caratteristiche: 
• 
Campi di testo compilabili, in modo che l’utente possa compilare il 
modulo con un computer. 
• 
Descrizioni dei campi, in modo che uno screen reader ne possa descrivere 
lo scopo all’utente. 
• 
Un ordine di tabulazione predefinito, che permetta la navigazione logica 
campo per campo. 
• 
Un completo set di tag, in modo che uno screen reader possa leggere 
l’intero documento all’utente. 
• 
Tutte le altre caratteristiche standard per l’accessibilità destinate a navigazione 
e lettura del contenuto del resto del documento (per esempio 
segnalibri, link accessibili, e così via. 
LiveCycle Designer 
LiveCycle Designer è una applicazione dedicata al design dei moduli elettronici. 
È possibile creare un modulo a partire da una pagina vuota o da un 
template e importare un modulo PDF già esistente. LiveCycle è in grado di 
salvare i moduli in diversi formati e permette di collegare i moduli a XML 
Schema, dati XML, database e Web Service. 
1. 
In Acrobat 7 Professional, selezionate Avanzate . Moduli . Crea nuovo 
modulo. Rispondete OK alla finestra di dialogo che si aprirà. 
2. 
Verrà avviato lo wizard New Form Assistant. Selezionate il pulsante 
d’opzione New Blak Form e fate clic su Avanti. 
3. 
Definite formato pagina e orientamento del modulo, e fate clic su 
Avanti. 
4. 
Specificate il metodo di utilizzo. Per questa esercitazione, fate clic sul 
pulsante d’opzione Fill then Submit. Il modulo compilato verrà spedito 
a un server. 
5. 
Indicate l’indirizzo e-mail a cui dovranno essere spediti i dati. Questa 
informazione potrà essere modificata in qualsiasi momento, anche inserendo 
l’URL di uno script che gestica lato server la ricezione dei dati. 
A questo punto si aprirà l’editor di moduli, mostrato nella figura successiva. 
Per inserire un campo basterà trascinarlo dalla palette Library alla finestra 
del documento. 

Figura A-8. LifeCycle Designer all’opera. 
Le caratteristiche di ogni campo vengono definite nel pannello Object. Di 
particolare interesse in questo momento il pannello adiacente: Accessibility. 
Questo è il pannello che permette di impostare le caratteristiche di accessibilità 
di ogni elemento del modulo. 
Il passo successivo consiste nell’impostare l’ordine tab corretto del modulo 
selezionando View . Tab order e facendo clic consecutivamente sui campi 
nell’ordine desiderato. 
A questo punto il documento può essere salvato nel modo consueto, ricordando 
però di attivare la casella di controllo Generate Accessibility Information 
(tags) for Acrobat nella finestra di dialogo Save as. 
I template disponibili coprono la gran parte delle necessità più comuni, ma 
comunque gli strumenti disponibili permettono di creare velocemente e con 
grande facilità moduli anche complessi. 

In Acrobat il tag tree del documento sarà perfettamente ordinato, poiché il 
documento è basato su XML, come mostrato nella figura successiva. 
Figura A-9. Nel pannello sinistro è visibile il tag tree del modulo esportato. 
Valutazione dell’accessibilità 
dei documenti PDF
Dopo aver eseguito le operazioni necessarie per creare un PDF 
accessibile, è buona regola sottoporlo a una verifica. 
Gli strumenti disponibili per la verifica dell’accessibilità di un documento 
PDF sono due: la voce Controllo completo del menu Accessibilità e 
l’opzione Ridisponi del menu Vista. 
Dopo aver superato i controlli del check automatico, è necessario verificare 
che il contenuto sia disposto nel corretto ordine di lettura. Selezionando 
Ridisponi si ottiene una visualizzazione lineare del documento e la pagina 
scorre come se fosse composta da una sola colonna di testo. 

Verifica automatica 
Il check completo dell’accessibilità del documento è disponibile soltanto in 
Acrobat 7 Professional ed è in grado di analizzare a fondo tutte le caratteristiche 
del documento. 
In particolare: 
• 
Presenza dei contenuti alternativi. 
• 
Specifica del linguaggio. 
• 
Font encoding corretto dei caratteri. 
• 
Contenuti interamente compresi nel tree. 
• 
Presenza del testo alternativo per tutti i campi di un modulo. 
• 
Correttezza della struttura di tabelle ed elenchi. 
• 
Congruità di ordine di tabulazione e struttura. 
Figura A-10. La finestra di dialogo Controllo completo dell’accessibilità (Avanzate . 
Accessibilità . Controllo completo). 
Strumento Ridisponi 
Un semplice metodo per verificare l’ordine degli elementi consiste nel selezionare 
il comando Vista . Ridisponi. Il contenuto del documento non deve 

perdere comprensibilità. Se questo accadesse, gli elementi non si troverranno 
nell’ordine corretto nel tag tree e si dovrà provvedere a ridisporli nel 
pannello Tag o con lo strumento Ritocco ordine di lettura. 
Per verificare l’ordine di lettura, si consiglia di eseguire le seguenti procedure: 
• 
Attivate il lettore di schermo selezionando Vista . Leggi a voce alta. Il 
contenuto deve mantenere il senso progettato. 
• 
Salvate il documento come testo accessibile (File . Salva con nome . 
Salva come Testo accessibile). Il documento aperto in un editor di testo 
deve essere leggibile e chiaramente strutturato. 
• 
Salvate il documento come HTML (File . Salva con nome . Salva 
come HTML). Aprite il documento in un browser e verificate l’ordine di 
lettura. 
• 
Aprite il documento PDF e provate a leggerlo con uno screen reader. 
Usate questo metodo per verificare l’ordine di lettura. Gli screen reader 
sono supportati anche da Adobe Reader. 
• 
Usate lo strumento Ritocco ordine di letture (solo Acrobat Professional) 
per eventuali correzioni. 
• 
Fate clic sui tag nel tag tree osservando quali elementi vengono evidenziati 
nella pagina (selezionate nel menu Opzioni del pannello la voce 
Contenuto evidenziato) come mostrato nella figura seguente. 
La firma elettronica in Acrobat 
L’autore di un documento PDF può aggiungere la propria firma per 
indicarne la proprietà. Lo stesso documento può essere firmato più 
volte e da più persone, con scopi diversi. 
In Acrobat la firma di un documento è un’operazione molto semplice, ma è 
necessario comprendere la natura di alcuni elementi. L’operazione di firma 
si svolge selezionando Documento . Firme digitali . Firma questo documento 
oppure facendo clic sul pulsante Firma nella barra degli strumenti. A 
questo punto la situazione si biforca. È possibile aggiungere una firma di certificazione, 
creata da Acrobat in base alle informazioni dell’utente, o se si è 
in possesso di un ID digitale certificato firmare il documento con questo. 
Una firma digitale è un insieme di caratteri alfanumerici risultante da complesse 
operazioni matematiche di crittografia effettuate su un documento 
informatico. Tecnicamente, è l'impronta del documento cifrata con la chiave 
privata del firmatario utilizzando un algoritmo di cifratura asimmetrica. 

Figura A-11. Fate clic su un tag e osservate a quale elemento corrisponda nella pagina. 
Il dato viene sottoposto all'operazione di cifratura con una chiave distinta da 
quella utilizzata per la decifratura. L'algoritmo più utilizzato è RSA. La cifra-
tura asimmetrica è basata su una coppia di chiavi distinte ma complementari 
tra loro. La chiave privata (segreta) viene utilizzata per firmare, la chiave 
pubblica viene utilizzata per verificare la firma. 
Allo scopo di rendere una firma digitale sicura è stata istituita la figura del 
certificatore (o CA, Certification Authority). Il certificatore è un fornitore di 
servizi che ha il compito di: 
• 
garantire l'associazione tra il soggetto titolare (una persona fisica) e la 
sua chiave pubblica; 
• 
garantire l'unicità delle chiavi pubbliche tra tutti i titolari (chiavi identiche 
generano firme identiche); 
• 
effettuare la registrazione del titolare con opportuni controlli sulla sua 
identità; 
• 
emettere un Certificato della chiave pubblica del Titolare e i successivi 
rinnovi; 
• 
pubblicare gli elenchi dei certificati revocati o sospesi per via telematica 
(CRL). 
È importante sapere che l’apposizione di una firma digitale certificata su un 
documento è un atto impegnativo, poiché prevista da diverse disposizione di 
legge. Brevemente: Legge 59/1997 (L. Bassanini 1) - Riforma della PA e semplificazione 
amministrativa. Introduce la definizione di atti e documenti 

informatici e la loro piena rilevanza legale. DPR 513/1997 - Regolamento sui 
criteri e modalità per la gestione dei documenti informatici. Introduce la 
definizione di firma digitale ed equipara il documento informatico sottoscritto 
con F.D. alla scrittura privata ai sensi dell'art. 2702 del Codice Civile. 
DPCM 8/2/99 -Regole tecniche sul documento informatico e la firma digitale. 
Definisce gli algoritmi crittografici (di impronta e cifra), il formato dei 
Certificati, le specifiche dei dispositivi di firma (smartcard), la gestione delle 
CRL, la marca temporale. Circ. AIPA CR/24 2000 - Linee guida per l'interoperabilità 
dei Certificatori iscritti all'Albo. Introduce il concetto di interoperabilità: 
consentire lo scambio di firme realizzate da software e certificati 
diversi e specifica il formato P7M (PKCS#7 signed envelope) come l'unico 
standard per l'interoperabilità della firma digitale dei documenti tra i Certificatori 
AIPA. DPCM 13/1/2004 - Regole tecniche sul documento informatico 
e la firma digitale (sost. DPCM 8/2/99). Ma soprattutto, per quel che 
riguarda Acrobat, la Del. CNIPA 4/2005 - Regole per il riconoscimento e la 
verifica del documento informatico che iIntroduce nuove regole per la struttura 
dei Certificati e nuovi formati di firma ammissibili oltre il P7M, attraverso 
la firma di Protocolli d'Intesa con il CNIPA. Candidati: XML e PDF. 
Come si firma un documento PDF 
1. 
Fate clic sullo strumento Firma e selezionate Firma questo documento. 
2. 
Nella finestra di dialogo Documento non certificato che comparirà, fate 
clic su Continua firma. 
3. 
Selezionate il pulsante d’opzione Crea nuovo campo firma da firmare e 
fate clic su Avanti, quindi su OK. Verrà richiesto di tracciare un rettangolo, 
che accoglierà la firma nella pagina. L’ID digitale utilizzata per la 
firma (che è possibile conoscere facendo clic sul pulsante Visualizza ID 
digitale della finestra di dialogo Applica firma a documento) è basata sui 
dati dell’utente Acrobat e cifrata con l’algoritmo di firma RSA, SHA-1. 
4. 
Selezionate una voce nell’elenco a discesa Motivo della firma del documento 
e fate clic su Firma e Salva. Una finestra di dialogo avviserà della 
riuscita dell’operazione e sul documento sarà visibile la firma apposta. 
Per validare il documento come certificato per garantire il contenuto e abilitare 
tutti i destinatari a verificare la provenienza del documento stesso per 
poter rilevare e impedire modifiche non autorizzate, è necessario disporre di 
un ID digitale certificato. Adobe rende disponibile un servizio di certificazione 
all’URL www.adobe.com/security/partners_cds.html. 

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