pdfacc
i pdf sono accessibili?
vari su listavista

Sotto la lente: pdf e accessibilità
Riguardo i documenti pdf pcCiechi questo mese segnala la lettura dei due files pdfacc e pdfacc2.
Chi non segue lista vista non può perdersi l'ampia e articolata discussione intorno all'accessibilità dei documenti pdf con interventi qualitativamente e quantitativamente rilevanti
Congiuntamente, poi, và letto il file pdfacc2 contenente una sorta di linee-guida sperimentali per creare documenti pdf accessibili, contributo inviato in privato da livio mondini.

donato taddei

(omissis)

    Al coordinatore segreteria tecnico-scientifica presso il CNIPA
    dr. Antonio De Vanna,

P.C.    Al ministro per l'innovazione sen. Lucio Stanca

    Al presidente commissione intermin.le ICT e categorie deboli
    ing. Pier Luigi Ridolfi

Oggetto:
Segnalazione problemi di accessibilita' sui documenti finali,spesso in pdf

Con la presente si intende portare a sua conoscenza, nonche' a conoscenza
del ministro Stanca e dell'ing. Ridolfi, alcune criticita' nell'applicazione
della legge 4/2004, emerse sul campo, a proposito dell'accessibilita' non
tanto della navigazione sui siti, ma dei documenti finali che solitamente ne
costituisce l'obbiettivo,

pregandoLa espressamente di
volerla  trasmettere, investendoli della problematica,  ai "responsabili
dell'accessibilita'' informatica" cui spetta la vigilanza sull'applicazione
della legge 4/2004,
individuati ai sensi dell'art. 9, comma 1, Dpr. 1 marzo 2005, n. 75,
riportato per chiarezza dei lettori:

                               Art. 9.
                 Controlli esercitabili sui soggetti
    di cui al comma 1, dell'articolo 3 della legge n. 4 del 2004
  1.  Per  l'attuazione  della  legge  ogni  amministrazione pubblica
centrale  nomina  un responsabile dell'accessibilita' informatica, da
individuare tra il personale appartenente alla qualifica dirigenziale
gia' in servizio presso l'amministrazione stessa, la cui funzione, in
assenza  di  specifica  designazione,  e' svolta dal responsabile dei
sistemi  informativi,  di cui all'articolo 10 del decreto legislativo
n. 39 del 1993;

        Descrizione del problema

Ogni tanto salta fuori il discorso della accessibilita' dei file in formato
    pdf e se ad essi debbano applicarsi "Requisiti tecnici e i diversi
livelli per l'accessibilità agli strumenti
informatici" di cui al  Decreto del Ministro per l'innovazione e le
tecnologie, 8 luglio 2005

essendo personalmente inciampato in un problema di accessibilita' su un sito
ministeriale, in un documento su cui ho dovuto lavorare, precisamente il
"numero 0" del rapporto di monitoraggio sulla spesa sociale,,
 finora se non costretto ho sempre evitato di aprirli i pdf!),

alla ricerca di conferme o smentite, ho girato il quesito su alcune liste di
disabili visivi sufficientemente informatizzati. Posso anche testimoniare
che alcuni sono piu' bravi di me col computer.

Ne giro le risultanze alle S.V. parendomi il test sufficientemente
indicativo del ventaglio di problematiche risconrate ed anche della loro
frequenza.
La suite raccoglie anche la voce di alcuni noti professionisti
dell'accessibilita'.

Dopo la mia firma la domanda e le risposte.

Distintamente
                        Donato Taddei

Sondaggio telematico sull'accessibilita' dei pdf

La mia provocazione:

Donato
L'usabilita' sara' pure un'altra cosa dall'uso ma se non mi posso servire di
qualcosa per me quella cosa non e' usabile.
Siccome quando si parla di pdf salta sempre qualche professore a sentenziare
che dalla versione 6.0 di Acrobat non ci sono piu' problemi di
accessibilita' o che con Fine reader tutto si risolve, e in questo caso
nessuno e' saltato a dire  che e' per via che sono imbranato, allora delle
due l'una:

o io che di mestiere faccio l'informatico e sembra sia uno degli iniziatori
in Italia dell'accessibilita', non sono buono, sono il cieco piu' cretino di
italia e tutti proprio tutti tranne me usano tranquillamente i pdf
o invece ho ragione e, stante che questo si sta di fatto imponendo come uno
standard nella pubblica  amministrazione, farebbe d'uopo che le associazioni
dei disabili ponessero la questione.

Si tratterebbe di fare una comunicazione scritta alla
segreteria tecnica del Cnipa, affinche' ne investa i responsabili per
l'accessibilita' pprevisti dal regolamento di attuazione della legge Stanca.

        Le risposte:

Claudio:

Personalmente credo che, navigando in internet su 10 documenti pdf trovati,
più della metà risultino refrattari ad ogni tipo di trattamento per la loro
lettura. Gli altri risultano leggibili solo dopo aver installato la versione
di Jaws giusta per l'Acrobat giusto a patto che tun non abbia installato la
versione X.Y di tkutta una serie infinita di programmi che installano la
.DLL che entra in conflitto con il tutto.

E nonostante questo il formato Pdf continua a spopolare. Personalmente ogni
volta che incontro un documento Pdf spero sempre ci sia l'alternativa...

Roberto:

Non è il formato pdf ad essere inaccessibile ma è - così come per le pagine
html - la mancata conoscenza di come va sviluppato un pdf.

Carlo:

Altrimenti, come potrebbe un informatico, primo nell'aver introdotto i temi
dell'accessibilità, fare una domanda come quella in oggetto?
Html è accessibile? Word è accessibile? Il mitico e rimpianto ms-dos è
sempre accessibile?
Non è che si confonde un software con l'uso che se ne può fare? Lo volete un
documento Word al quale non strapperete una parola sintetizzata nemmeno
piangendo? Vi siete scordati delle pagine di Cervellin, che pure erano
compilate in html? E avete mai incontrato, all'epoca, qualcosa di dos in
modalità grafica? Che ne avete dedotto?

Giorgio:

io condivido l'opinione di Loiodice secondo cui
con gli strumenti attualmente a disposizione dei
ciechi è possibile fruire dei pdf in piena
autonomia, a patto che siano accessibili. In
altre parole, condivido l'Opinione di Roberto
Scano espressa su Osservatorioweb: il problema
dei pdf è lo stesso delle pagine html: non è il
formato in se stesso ad essere inaccessibile, ma
il modo in cui vengono realizzati i documenti a
rendere un prodotto accessibile oppure no.

Francesco:

Premesso che quando leggo, in voce o in braille, lo faccio su file di testo,
se per crearli parto da un .pdf spesso o meno problemi che nel partire da un
.txt dove oggi devo discriminare tra ASCII, ANSI, Unicode, UNIX, MAC,
EBCDIC, OEM, UTF-8 e me ne manca di certo almeno uno visto che un amico in
lista mi ha appena inviato un file .TXT con una specifica per i caratteri
che ancora non sono riuscito a classificare.

Sabato:

Se si leggono i pdf?
spesso e volentieri no; magari, con voli pindarici, con salti mortali si
riesce spesso ad estrapolare quanto ci occorre; pur tuttavia la navigazione
in questi archivi non e' molto spesso agevole.

Mario:

aggiungo un problema specifico che, forse per mia imperizia, non riesco a
risolvere quando con verto in txt files.pdf di riviste.
intendo la sequenzialità degli articoli chevà a farsi benedire e cosi sono
costretto, ma capirete bene che dopo un poco mi passa la voglia, a leggere
in seguenza tutte le prime parti ad esempio di cinque articoli e poi alla
rinfusa le continuazioni nelle pagine interne.
n.b.
questo inconveniente non lo riesco ad eliminare neanche trattando il file
con fine reader.

Fabrizio:

Concordo a pieno con Claudio sull'inaccessibilità dei pdf, o comunque
sulla necessità di sconsigliarlo ai master ed agli sviluppatori di
siti in linea di principio.

Roberto:

Vorrei far presente che il pdf è oramai standard di archiviazione
documentale riconosciuto tale anche dall'ISO: più che sconsigliarne l'uso
(guerra ai mulini
a Vento) è meglio promuoverne la corretta implementazione.

Maurizio:

E' una vecchia battaglia dell'usabilità quella di scoraggiare l'utilizzo
dei pdf dentro i siti, se non per documentazione *da scaricare e
stampare*, e solo laddove sia determinante l'aspetto grafico (che è la
caratteristica di questo formato di prestampa); anche in quel caso, è
opportuno che i siti presentino copia dei contenuti in una versione html
accessibile, e magari in qualche altro formato.

E' vero che è possibile fare pdf accessibili, ma cambiare le abitudini
della moltitudine di operatori che produce i pdf, questa sì, mi pare una
battaglia contro i mulini a vento. Lodevole, ma dall'esito alquanto
incerto. Inoltre è una battaglia che non risolve l'inadeguatezza del pdf
rispetto alla navigazione: è meglio semplicemente che i pdf non si
aprano automaticamente, perché non tutti hanno il player, e comunque
crea disorientamento e spesso comporta tempi di attesa elevati.

Nunziante:

La commissione OSI dice a tutti che quando si mettono sul sito dei documenti
da scaricare bisogna metterli in formato accessibile e quindi in RTF, TXT,
HTML.
Questa e' una cosa e non ci piove.

.....

Da qui a dire che per noi i PDF sono accessibili ce ne corre.
Infatti, mai ci siamo sognati di dire che un grafico mostrato in un PDF si
poteva leggere dopo la trasformazione in testo.
Pero', se un file PDF prima non lo potevo nemmeno leggere nella parte
testuale e ora e' possibile, e' la verita' e nessuno puo' dire il contrario.
franco frascolla

intervengo in ritardo sull'argomento.

Confermo che il pdf è il meno gestibile dei comuni formati elettronici per
la condivisione di informazioni.
La gestione di questo tipo di file richiede dimestichezza nell'uso del PC e
comporta comunque grosse difficoltà, anche per gli ipovedenti.
Andrebbe evitato ogni volta che ciò è possibile, a favore dei formati htm e
rtf (il txt annullando ogni tipo di formattazione del testo toglie molte
informazioni utili all'orientamento da parte degli ipovedenti, quindi lo
lascerei come penultima possibilità...).
ciro cascinelli
 in effetti, probabilmente la colpa non è del formato pdf in se, ma dal programma, che è stato utilizzato, all'origine, per creare il file, è normale,
che poi alla conversione in pdf questo risulti inaccessibile, ma con un po' di smanettamento e un buon OCR, si può anche arrivare a rendere accessibile
il file incriminato.
In questi giorni mi sono imbattuto in un file pdf, che all'origine era stato creato con un programma di data base molto utilizzato dalle aziende, di cui
adesso non ricordo il nome, il file prevedeva delle tabelle, che non si riuscivano a gestire, ho pensato allora, di salvare il tutto in formato jpg, poi
ho aperto fine reader, ho caricato i file jpg e dopo aver fatto il riconoscimento in testo, ho inviato il tutto a microsoft excel e il risultato è stato
soddisfacente infatti, adesso posso consultare il file in maniera agevole.
francesco tranfaglia
Occorre pretendere che i PDF siano fatti a modino, e tecnicamente si sa
benissimo come si può fare.
livio mondini

A mio parere il problema reale è prima dei PDF, la cui accessibilità
dipende enormemente dai file originanti. È lo stesso discorso dei
libri elettronici. Se il file originale, da qualsiasi programma venga
prodotto, è realizzato seguendo determinati principi (con
l'accessibilità in mente) il pdf che si ottiene è accessibile ed è
possibile intervenire su di esso escludendo elementi come i filetti,
le immagini decorative e tutte le informazioni visuali inutili per una
lettura eseguita con uno screen reader. Per evitare i problemi
derivanti da layout a colonne è possibile determinare l'ordine di
lettura, o rendere il testo sequenziale, e così via.
Però, ripeto, il risultato dipende enormemente dai file originali da
cui viene prodotto il pdf.
Se invece che una gran confusione di formattazioni locali vengono
utilizzati correttamente gli stili, il pdf risultante avrà una
struttura accessibile quasi automaticamente.
Dico quasi perché comunque un software da solo non può distinguere il
significato strutturale di tutti gli elementi normalmente presenti in
un impaginato ed è comunque necessario un intervento umano. Il
problema non è nel formato, ma nel manico.
francesco tranfaglia
Livio:

A mio parere il problema reale è prima dei PDF, la cui accessibilità
dipende enormemente dai file originanti. È lo stesso discorso dei
libri elettronici. Se il file originale, da qualsiasi programma venga
prodotto, è realizzato seguendo determinati principi (con
l'accessibilità in mente) il pdf che si ottiene è accessibile ed è
possibile intervenire su di esso

Francesco:

Appunto. Il modo per realizzare documenti PDF accessibili esiste e non è
ignoto. Probabilmente quel che manca in giro è qualche fonte di
documentazioni tecnica di cosa e come fare. Per dirla tutta, non esistono
linee guida precise e dettagliate come quelle del W3C per l'HTML.
bravo livio!
hai centrato il cuore del problema!
allora poichè in pratica nonpossiamo mandare in ogni redazione un roberto
scano o un nunziante esposito per far generare a modino il file originario
in pratica e nonostante le roboanti declamazioni retoriche dei professori di
accessibilità teoricamente ineccepibili io  che me ne faccio dello standard
di documentazione solo teorico?
>
>
> A mio parere il problema reale è prima dei PDF, la cui accessibilità
> dipende enormemente dai file originanti. È lo stesso discorso dei
> libri elettronici. Se il file originale, da qualsiasi programma venga
> prodotto, è realizzato seguendo determinati principi (con
> l'accessibilità in mente) il pdf che si ottiene è accessibile ed è
> possibile intervenire su di esso escludendo elementi come i filetti,
> le immagini decorative e tutte le informazioni visuali inutili per una
> lettura eseguita con uno screen reader. Per evitare i problemi
> derivanti da layout a colonne è possibile determinare l'ordine di
> lettura, o rendere il testo sequenziale, e così via.
> Però, ripeto, il risultato dipende enormemente dai file originali da
> cui viene prodotto il pdf.
> Se invece che una gran confusione di formattazioni locali vengono
> utilizzati correttamente gli stili, il pdf risultante avrà una
> struttura accessibile quasi automaticamente.
> Dico quasi perché comunque un software da solo non può distinguere il
> significato strutturale di tutti gli elementi normalmente presenti in
> un impaginato ed è comunque necessario un intervento umano. Il
> problema non è nel formato, ma nel manico.
francesco tranfaglia
> documentazioni tecnica di cosa e come fare. Per dirla tutta, non esistono
> linee guida precise e dettagliate come quelle del W3C per l'HTML.
livio mondini

Alcune guide esistono, solo in inglese, e l'help in linea di Acrobat 7
pro (l'unica versione in grado di produrre un pdf accessibile secondo
le linee guida Adobe per i pdf accessibili) spiega piuttosto
dettagliatamente come e cosa fare. Anche il controllo automatico
disponibile nel programma produce un report con problemi e soluzioni.
Io personalmente ho scritto un'appendice per un manuale dedicato ai
PDF (PDF trucchi e segreti di tecniche nuove) spiegando alcune
procedure. Se a qualcuno può servire basta chiedermi il file.

mario palma
> a)se il pdf è uno standard per l'accessibilità perchè mai quei testoni
> digoogle nelle ricerche ci presentano sempre l'alternativa in htm?

Carlo. loiodice

Quello che Google fa è convertire il pdf in html tramite un software non so 
se suo o fornito da Adobe. La quale Adobe tempo fa metteva sul suo sito 
www.adobe.com un convertitore pdf2txt che in molti abbiamo usato e che non 
so se ci sia più.
Tutte le versioni di Acrobat Reader danno la possibilità di ricavare un 
testo; le prime in modo macchinoso, le ultime in modo immediato. ma il punto 
non è questo.
I punti da mettere in evidenza sono due.
1. Un file pdf può essere protetto a vari livelli.
Ho aperto un documento qualunque e di seguito incollo ciò che leggo nella 
finestra delle proprietà.
***
Protezione documento
Il metodo di protezione del documento limita le operazioni che possono 
essere eseguite sul documento.
Metodo di protezione: Nessuna protezione Mostra dettagli...
Può essere aperto da: Tutte le versioni di Acrobat
Riepilogo limitazioni documento
Stampa: Consentito
Montaggio documento: Non consentito
Copia o estrazione contenuto: Consentito
Estrazione contenuto per accessibilità: Consentito
Creazione commenti: Non consentito
Compilazione dei campi modulo: Consentito
Firma: Non consentito
Creazione di pagine di modello: Non consentito
Invio dei moduli: Non consentito
***
Le voci sono chiare e sono frutto della scelta dell'autore; il quale 
potrebbe decidere, ad esempio, di inibire la possibilità di stampa o di 
esportazione del testo.
Attenzione. Potrebbe essere inibita anche la funzione "esportazione per 
accessibilità". Scelta in vero piuttosto bastarda, ma che volete che vi 
dica!
In quella finestra poi non si parla di un'altra possibilità dinanzi alla 
quale Jaws ammutolisce del tutto: la possibilità che un file pdf non 
contenga testo, ma soltanto immagini. E' questo il caso dei servizi di 
rassegna stampa, che divulgano files pdf frutto di una riproduzione 
fotografica degli articoli.

E ancora. Un file pdf può essere bloccato da password, come avviene quando 
si scarica la versione pdf della Repubblica, ma questo è un aspetto che non 
c'entra con l'accessibilità in senso tecnico.
Ma perchè tutto questo? Perché Adobe ha avuto un gran successo con questo 
formato? Come si dice, il pdf è un formato di pre-stampa. In altre parole, a 
video si vede esattamente il formato già stampato o comunque destinato alla 
stampa. E in più, realizzato un pdf, non c'è problema di standard o di 
conversioni: qualunque pc, qualunque stampante, qualunque software o sistema 
operativo genererà un risultato di stampa esattamente come voluto 
dall'autore. Pare poco? Dunque nessuna questione intorno a storie come pdf 
sì, pdf no.
Andate qui: www.moduli.it se cercate moduli per pratiche, contratti, 
ecc.
E' ovvio che il modulo che scaricherete e stamperete deve essere conforme 
all'originale; e quindi su questo sito troverete dei gran pdf. Se avessero 
lavorato con Word, sarebbe stato in parte tempo perso, e così con altri 
software.
Il problema è: posso leggerli quei moduli? Provateci voi. Se riuscirete a 
leggerli, bene; se riuscirete a compilarli (pdf interattivo), benissimo; se 
avrete dei problemi, aprite la finestra delle proprietà e capirete la 
ragione.
Se, non riuscendo a leggere, deciderete di chiedere soccorso a Finereader, 
può darsi che vi vada bene; ma può anche darsi che vi appaia una richiesta 
di password...
Credo di essermi spiegato. Non è il formato pdf in discussione, ma i criteri 
di accessibilità che chi ci lavora dovrebbe essere in qualche modo tenuto o 
invogliato ad applicare.
***
mario palma
> b)bisogna implementare in modo corretto il pdf come lo traduciamo in 
> azioni
> pratiche quando lo si utilizza per giornali e riviste?
> b1)convinco da solo e con unaletterina tutti gli editori italianidi non 
> far
> girare gli articoli nelle pagine interne?
[omissis]
> b2)se la cosa risulta essere questa si una battaglia contro i mulini a
> vento, che si fà?
> dico che un giornale deveessere come un libro ad una sola colonna ed ogni
> articolo come un suo capitolo?
> senza parlare delle tabelle, dei grafici, dele foto inframezzate nel 
> testo,
> della pubblicità...

carlo loiodice
Come dicevo, il pdf, come formato, è legato alla stampa su carta, di cui è 
immagine in bit. E' chiaro quindi che chi scarica un giornale in pdf è 
perché lo vuol leggere come se fosse quello di carta, il quale è strutturato 
così per via di scelte grafiche che sono cresciute ormai nei secoli e che 
hanno come destinazione lo sguardo. Altra cosa sarebbe se un giornale 
nascesse online con i criteri del web. Provate a stamparlo e a venderlo in 
edicola formattato così: sarebbe un fiasco colossale!
Allora è che i due mondi in questa fase si stanno scrutando e si stanno 
venendo incontro. Nulla esclude che presto, in un'edizione pdf, si possano 
trovare dei link che rinviino alla continuazione dell'articolo a pagina 32. 
Il che è decisamente troppo per le esigenze di stampa, ma tanto in termini 
di compatibilità, pluralità e accessibilità.
Il nostro contributo dovrebbe avvenire su questa linea, non su quello di 
sterili denunce di cose non vere per il semplice fatto che sono in 
evoluzione. 

massimiliano martines
al di là di essere d'accordo con te circa le problematiche 
riscontrate dagli ipovedenti,.secondo me il problema è molto più 
complesso, mi spiego meglio: molti di questi file riproducono 
documenti che hanno valore legale quali: estratti conti di carte di 
credito, fatture commerciali e così via; perciò riproducono gli 
stessi problemi che un ipovedente riscontra a leggere questi 
documenti su cartaceo. Quindi è un lavoro lungo e complesso, è un 
problema di cultura, che investe il modo di approcciare il concetto 
di leggibilità dei testi in generale.        
Quello che si dovrebbe fare è trovare un sistema modo da poter 
rendere accessibili quei file senza intaccare la sicurezza, noi come 
diceva ci stiamo provando con il modulo on line. E' un primo passo.

***
carlo loiodice
> Il nostro contributo dovrebbe avvenire su questa linea, non su quello di
> sterili denunce di cose non vere per il semplice fatto che sono in
> evoluzione.
donato taddei

Le denunce? o le cose non vere? o una cosa in evoluzione non e' vera?
Decisamente mi sfugge questo passaggio.

Ho sentito alcune cose "in evolluzione" che sono nella leggenda tecnologica:

se dici che non riesci ad accedere a un sito in flash ti rispondono che
Macromedia ha fatto delle linee guida per cui prossimamente flash sara'
 accessibile, e, in particolarissime condizioni di know-how, gia' da ora lo
e'.

Se dici che hai delle rogne con circa la meta' dei pdf che sei costretto ad
aprire, ci sono le linee guida della Adobe.

Se dici che le macchine virtuali java sono inaccessibili a jaws
sentenzieranno che c'e' il bridge gia' dalla versione3.71, ma non per questo
ho mai letto di lezioni su come usare java con jaws.
Anzi gli stessi sentenziano che openoffice non e' accessibile.
Certo sul mio 98 la virtual machne java non riesco ad usarla
e unccoonline salta pure quest'anno.

Se dicevi che i frames erano sconsigliati dal w3c ti rispondevano come ora
che e' perche' il tuo browser dos non e' standard.
Ma in quel caso, con buona pace degli aggiornatissimi, sparirono
dall'orizzonte sia i browser dos che i frames.
Adesso quando jaws mi dice che un sito ha 5 frames mi e' evidente che quel
sito non e' stato toccato da anni.

Quando non si vuole capire:-
nessuno dice. non vogliamo i pdf.
Diciamo che un pdf, la cui accessibilita' quella si' che e' un concetto
evolutivo (immanente tutto da venire) e' spesso l'unica versione in cui
vengono esposti i documenti finali, quelli per cui uno magari visita un
sito.
Diciamo che il tanto invocato W3c i documenti li mette sempre, sempre in
parecchi formati: html, txt, pdf.
Diciamo che questo non costa niente dal momento che il pdf e'
punto di arrivo non punto di partenza per la produzione del documento e.

poiche' non costa niente, ma dipende solo dal non sapere i problemi di
accessibilita' che creano i pdf he ne creavano gia' tre anni fa (vedere al
riguardo dal suo
sito uno scritto di Michele Diodati datato 2002), non solo non c'e' niente
di
male che gli utenti disabili segnalino i problemi ma e' utile, come lo e'
stato con
l'accessibilita'.

purtroppo si sconta, per ragioni storiche, un adagio consolidato:
l'accessibilita' attiene alla navigazione dei siti e si pensa non riguardi i
documenti ed il modo con cui  sono esposti, anche perche' l'unita'
operativa che gestisce il sito non e' quasi mai quella che genera il
documento per cui i reclami al webmaster  sono destinati a cadere nel nulla.
E rifaccio il mio esempio:
la direzione generale del fondo sociale ha dato l'ok alla pubblicazione del
documento nel modo come gli e' stato fatto approvare su carta.
Una volta che il documento e' stato versato nel CMS la stuttura che lo
gestisce non ha alcun potere di interferire sui contenuti.
Il regolamento attuativo della legge Stanca individua dei responsabili
dell'accessibilita' e quasi ci giuro che a circa un anno dal decreto molto
facilmente questi funzionari non sono nemmeno stati nominati.
Onde urge dare una svegliata e il pdf puo' costituire una occasione.

Ho raccolto un numero  sufficiente di risposte che, come avete potuto vedere,
offrono un ventaglio sufficientemente vasto di accenti.

La tetratricotomiologia puo' continuare ad esercitarsi, che problema c'e'.
Ognuno e' libero di volerlo dal nonno (del documento), ipotizzare altri
30.000 corsi a tutti i livelli di segretarie per la produzione di pdf
accessibili,  ed altro:
***
paolo graziani
Riguardo alla discussione se i documenti in pdf delle pubbliche amministrazioni
rientrano nella legge Stanca, la risposta è sicuramente sì. Questo da un punto
di vista generale.

Se invece si guarda alla fase attuale di applicabilità della legge, allora sono
legittimi i dubbi su come debbono essere questi file. Infatti, per ora sono
state emesse solo le regole tecniche per l'accessibilità delle pagine Web (o
documenti fuori linea fatti con gli stessi linguaggi di marcatura), delle
interfacce utente del software e delle apparecchiature hardware, limitatamente
queste ultime ai personal computer da tavolo e portatili.

Mancano ancora le regole per gli altri testi elettronici e opere multimediali,
nei diversi formati, incluso il pdf, per le quali sono stati costituiti due
gruppi di lavoro specifici che le dovranno produrre.

Per inciso, questa è la ragione per la quale la legge non si applica ancora ai
benedetti libri di testo per le scuole.

Comunque, non saranno le regole italiane a influenzare lo sviluppo del settore,
ma piuttosto il contrario, cioè le regole italiane non potranno che prendere
atto di quello che è lo stato dell'arte e rendere obbligatorio per le
amministrazioni pubbliche seguire i criteri che oggi rendono ragionevolmente
accessibili anche questi documenti.

Sulla base di queste facili previsioni, si può suggerire fin d'ora a chi ci pone
questa questione di documentarsi sul sito della Adobe e di attenersi a quelle
indicazioni, che sicuramente cascherà in piedi. Poi, le regole potranno
prevedere anche formati alternativi per chi non ha gli strumenti di lettura più
aggiornati, ma intanto cominciamo ad evitare i pdf fatti di immagini di pagine
passate allo scanner, almeno come unica versione disponibile, perché questo non
sarà più consentito in futuro.

Da parte nostra, cerchiamo di dotarci del software di lettura più aggiornato,
visto che è gratuito. Magari, c'è il problema che l'ultima versione di Acrobat
Reader gira solo sotto Windows XP, se non ricordo male, e questo per qualcuno
può rappresentare una difficoltà.

Rendiamoci conto però che è difficile affrontare i problemi dell'accessibilità
su tutti fronti, se non si fa lo sforzo di sfruttare tutto ciò che è
disponibile dal lato nostro. Una compatibilità con tutti gli strumenti, anche
quelli arretrati solo di qualche anno, sta diventando quasi impossibile.
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