web
non esiste un solo tipo di web
attilio raiteri e roberto scano su web accessibile
mi intrometto nel discorso perché finalmente siamo nel mio campo, il design.
Non sono molto d'accordo con la vostra visione del webdesigner, e soprattutto
con l'atteggiamento verso chi fa web diverso da voi (o noi).
Mi spiego.
Prima di tutto non credo esista un solo modo di fare web, un solo tipo di web e
un'unica esigenza di web.
Gli standard a cui vi riferite non sono gli standard del web, ma quelli del
W3C, per cui fino a che questo organismo non avrà il monopolio del codice o non
detterà legge, chiunque, cito testualmente, avrà il diritto di definirsi "web
designer".
La bontà e la validità degli standard non è in discussione, ma non lo è nemmeno
la possibilità di non considerarli e di utilizzare differenti tecnologie per
differenti scopi. O di muoversi secondo schemi differenti.
E' certo giusto il discorso del codice da un punto di vista della correttezza
sintattica, ovvero chi compila in html o xhtml lo deve fare correttamente.
Credo invece sia sbagliato condannare chi usa semplicemente altri metodi.
Il collegamento a flash è immediato. Ma ci sono casi in cui flash non ha
rivali, ci sono clienti che hanno come necessità una comunicazione per immagini
e suoni, c'è chi sperimenta e chi fa design puro e semplice, fine a se stesso.
E se lo fa ondine, quello è webdesign!
Allora non avrebbe più senso la pittura poiché c'è chi non la vede, né la
musica poiché c'è chi non la sente, né la danza poiché non tutti la possono
praticare.
Il web non è solo informazione, utilità e servizi. Il web è uno specchio del
mondo esterno. È composto da comunicazione, da intrattenimento, da avanguardie
tecnologiche e artistiche. e da cazzari (ottimi come esempio da non seguire,
perché no?).
Il vincitore del premio in oggetto ha realizzato un sito in flash, con anche
finti testi e immagini generiche. Ha cioè creato un progetto non reale di
comunicazione e design, fine a se stesso e per un concorso.
Il design puro non ha nulla a che vedere con l'accessibilità o l'usabilità.
Peter Gabriel, oltre alla musica, ha dato un impulso notevole alla
multimedialità. I suoi cd rom erano sperimentali, c'erano dei collegamenti che
si attivavano con il tempo e l'utilizzo, bisognava *grattarli* per proseguire.
Non era certo usabile!
Eppure io li ho studiati addirittura a scuola, ne ho preso spunto e mi sono
appassionato. e così hanno fatto in tutto il mondo.
Gli ingegneri della formula 1 progettano auto inguidabili dal 99% delle
persone, ma da quelle auto e dalla loro ricerca nascono quelle sicure che
guidiamo oggi e avremo domani.
Non vorrei ci fossilizzassimo su concetti relativi spacciandoli per assoluti.
L'accessibilità è una corrente (giusta e etica) del web, lo è anche l'usabilità
(che ci può essere anche nei siti più fantascientifici), il design e i *fuochi
d'artificio* sono un'altra ancora.
E tutte, insieme sicuramente ad altre che non ho citato, contribuiscono in
egual misura alla crescita e allo sviluppo del web, che ci piaccia o no.
Non erigiamoci a giudici assoluti del web, occupiamoci delle nostre competenze
e portiamo avanti le nostre idee coerentemente nel rispetto di tutti.
Non dimentichiamo che la libertà di espressione vale per tutti, compresi quelli
che non si occupano di accessibilità.
Questo ovviamente non significa che i cialtroni o gli improvvisati siano i
benvenuti, né che non ci debbano essere regole di base o codici di
comportamento.
Significa però che il sole non gira intorno alla terra, ma succede l'esatto
contrario. non imprigioniamo di nuovo Galileo!
Grazie dell'attenzione
***
roberto scano
mi intrometto nel discorso perché finalmente siamo nel mio campo, il
design.
Non sono molto d'accordo con la vostra visione del webdesigner, e
soprattutto
con l'atteggiamento verso chi fa web diverso da voi (o noi).
Roberto:
Ciao Attilio... come va? una vita che non ci si sente :D
Attilio:
Mi spiego.
Prima di tutto non credo esista un solo modo di fare web, un solo tipo
di web e
un'unica esigenza di web.
Roberto:
Dipende cosa intendi per fare web...
Attilio:
Gli standard a cui vi riferite non sono gli standard del web, ma quelli
del
W3C, per cui fino a che questo organismo non avrà il monopolio del
codice o non
detterà legge, chiunque, cito testualmente, avrà il diritto di definirsi
"web
designer".
Roberto:
Non sono d'accordo. L'attività di webdesigner si basa sul web, creato da
Tim Berners-Lee e da quel gruppetto di persone che un giorno si è decisa
di sviluppare delle raccomandazioni, partendo da SGML, raccomandazioni
poi riconosciute dalla stessa ISO e quindi - di fatto - uno standard.
Potrai dirmi che l'accessibilità non è uno standard (e anche qui posso
rispondere che in Europa quantomeno lo è) ma chi non sviluppa secondo
gli standard HTML/XHTML di fatto non utilizza le grammatiche formali
universalmente riconosciute. Il problema è che invece di parlare tutti
una lingua franca si è cercato di incentivare dei dialetti commerciali
che possono essere si accettati in ristrette cerchie di persone ma
quando desideri presentarti al grande pubblico devi parlare la lingua
franca. In breve, se desideri definirti web designer devi rispettare gli
standard definiti per il web in modo che gli utenti non abbiano problemi
nell'utilizzare quanto da te creato in nessuna risoluzione, in nessuna
piattaforma, senza nessun plugin commerciale.
Attilio:
La bontà e la validità degli standard non è in discussione, ma non lo è
nemmeno
la possibilità di non considerarli e di utilizzare differenti tecnologie
per
differenti scopi. O di muoversi secondo schemi differenti.
Roberto:
Quel che dico è: usare pure altre tecnologie ma nel rispetto degli
standard. Quanti dichiarano correttamente la DTD? Quanti utilizzano
l'elemento object al posto di embedded e di applet?
Attilio:
E' certo giusto il discorso del codice da un punto di vista della
correttezza
sintattica, ovvero chi compila in html o xhtml lo deve fare
correttamente.
Credo invece sia sbagliato condannare chi usa semplicemente altri
metodi.
Roberto:
Il problema è che se non lo fa i motivi sono molteplici:
- non conosce gli standard
- li conosce e non vuole applicarli
Attilio:
Il collegamento a flash è immediato. Ma ci sono casi in cui flash non ha
rivali, ci sono clienti che hanno come necessità una comunicazione per
immagini
e suoni, c'è chi sperimenta e chi fa design puro e semplice, fine a se
stesso.
E se lo fa ondine, quello è webdesign!
Roberto:
Se non mantiene una corretta grammatica a livello di codice quella è
pura pubblicità multimediale. Per lo stesso motivo allora è webdesign
una bellissima immagine mappata in jpg 800x600 pixel?
Attilio:
Allora non avrebbe più senso la pittura poiché c'è chi non la vede, né
la
musica poiché c'è chi non la sente, né la danza poiché non tutti la
possono
praticare. Il web non è solo informazione, utilità e servizi. Il web è
uno specchio del
mondo esterno. È composto da comunicazione, da intrattenimento, da
avanguardie
tecnologiche e artistiche. e da cazzari (ottimi come esempio da non
seguire,
perché no?).
Roberto:
Sono d'accordo con te ma il web ha una lingua franca che è definita dal
W3C.
Attilio:
Il vincitore del premio in oggetto ha realizzato un sito in flash, con
anche
finti testi e immagini generiche. Ha cioè creato un progetto non reale
di
comunicazione e design, fine a se stesso e per un concorso.
Il design puro non ha nulla a che vedere con l'accessibilità o
l'usabilità.
Peter Gabriel, oltre alla musica, ha dato un impulso notevole alla
multimedialità. I suoi cd rom erano sperimentali, c'erano dei
collegamenti che
si attivavano con il tempo e l'utilizzo, bisognava *grattarli* per
proseguire.
Non era certo usabile! Eppure io li ho studiati addirittura a scuola,
ne ho preso spunto e mi sono appassionato. e così hanno fatto in tutto
il mondo.
Gli ingegneri della formula 1 progettano auto inguidabili dal 99% delle
persone, ma da quelle auto e dalla loro ricerca nascono quelle sicure
che
guidiamo oggi e avremo domani.
Roberto:
www.weweb.org/edizione_2003/Professional/Tommaso_Collini/index.html
Non valida (tra l'altro non è specificato il DTD). E' un documento
Macromedia Flash, quindi a livello di grammatica un elemento "object".
In poche righe di codice ci sono 7 errori. Io è quello che contesto: se
pubblichi nel web devi rispettare il linguaggio formale.
Attilio:
Non vorrei ci fossilizzassimo su concetti relativi spacciandoli per
assoluti.
Roberto:
Io sto solo facendo presente che quanto citato non rispetta il
linguaggio formale per il web, quindi è una bella (a me personalmente
non piace, ma è gusto personale quindi non soggetto a raccomandazioni o
standard :D) presentazione/animazione ma scritta in "dialetto", quindi
non è da portare come esempio. Domanda provocatoria: perchè non è stato
usato SVG?
Attilio:
L'accessibilità è una corrente (giusta e etica) del web, lo è anche
l'usabilità
(che ci può essere anche nei siti più fantascientifici), il design e i
*fuochi
d'artificio* sono un'altra ancora.
E tutte, insieme sicuramente ad altre che non ho citato, contribuiscono
in
egual misura alla crescita e allo sviluppo del web, che ci piaccia o no.
Roberto:
Anche se mettiam da parte per un attimo l'accessibilità. La crescita del
web dipende dal rispetto degli standard, altrimenti i principi di
accesso universale, standardizzazione, lingua franca vanno a farsi
friggere no? Oppure torniamo ai tempi della guerra Netscape - Internet
Explorer con la nascita di amenità come ?
Attilio:
Non erigiamoci a giudici assoluti del web, occupiamoci delle nostre
competenze
e portiamo avanti le nostre idee coerentemente nel rispetto di tutti.
Non dimentichiamo che la libertà di espressione vale per tutti, compresi
quelli
che non si occupano di accessibilità.
Roberto:
Sono d'accordo con la libertà di espressione quando questa non vuole
erigersi autonomamente come standard senza averne i fondamenti.
Ripeto: quella pagina vincitrice può piacere o non piacere ma sta di
fatto che è stato premiato da una giuria (con presidente di giuria
nientepopòdimenoché il vicepresidente dell'associazione italiana *WEB*
design) un sito web che - non rispettando gli standard - non è
considerabile tale.
Cito dalla pagina che presenta l'iniziativa:
www.weweb.org/idea/idea.html
"L' idea di questa manifestazione nasce dalla volontà di mettere alla
prova i Web Designer affidando loro la creazione di un sito internet in
tempi definiti e con un titolo univoco.
Tutti i concorsi infatti sono soliti premiare siti già creati ed online.
Lo scopo di WeWeb2003 è invece di affidare ai partecipanti un cd rom
contenente tutte le immagini ed i testi per la creazione di un sito
internet definito nelle caratteristiche (Massimo X pagine, nessun
database obbligatorio, libertà di stili e tecniche, ecc.) ed in un tempo
massimo di 10 ore lavorative."
Quindi qui si parla di sito internet... e mi spiace dirlo ma nessuno di
quei lavori è "normativamente" considerabile sito internet in quanto non
utilizza la lingua franca del web nel modo corretto. Lasciamo poi stare
il tempo di 10 ore per fare "un sito web"... già siamo arrivati alla
vendita di pagine a Kg, figuriamoci se un sito web come si deve viene
prodotto in 10 ore!
Ipotizziamo la visione di un cliente: 10 ore di lavoro, a 40 euro
all'ora, ho diritto ad un sito web completo a 400 euro allora! (questo è
un ragionamento per estremi, ma il rischio c'è).
Attilio:
Questo ovviamente non significa che i cialtroni o gli improvvisati siano
i
benvenuti, né che non ci debbano essere regole di base o codici di
comportamento.
Roberto:
Nel concorso non c'erano.
Attilio:
Significa però che il sole non gira intorno alla terra, ma succede
l'esatto
contrario. non imprigioniamo di nuovo Galileo!
Roberto:
Il fatto è proprio questo... chi non segue gli standard perché "tanto la
gran parte delle persone se ne frega" fa lo stesso discorso di chi era
convinto che il sole girasse intorno alla terra :)
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