vissuto 
 Un ragazzo di campagna over 50 con la Musica in testa e un Medico nel cuore
 "A TUTTO CAMPO"con Silvano Pasquini, Presidente nazionale M.O.L.C.E.S.
 a cura di Mario Palma
 
 "Colmare lo svantaggio - sulla via del realismo, con umiltà, a cavallo
 dell'utopia"
 
 d1
 chi è Silvano Pasquini?
 r.
 Mi considero un "ragazzo" di 53 anni (uomo è una parola, per me, troppo
 impegnata). Provengo dalla campagna toscana, e più precisamente da
 Altopascio, in provincia di Lucca. Amo la vita sopra ogni cosa, sono un
 cultore dell'ordine e del "bello" in generale, ho attenzione e rispetto per
 le difficoltà
 e la "diversità" e mi sento particolarmente impegnato alla ricerca del
 "meglio" per me e per gli altri.
 d.2
 cosa fà nella vita Silvano Pasquini e cosa avrebbe fatto se non fosse cieco?
 r.
 Vivo a Milano, insegno Educazione musicale in una Scuola (ex dell'Istituto
 dei ciechi) ad Orientamento musicale, svolgo militanza politica e sono
 Consigliere di Zona, eletto nelle Liste del Partito dei Comunisti italiani.
 Mi piacciono molte cose e, onestamente, mi è difficile dire con certezza
 dove mi avrebbe condotto la vita senza l'handicap della vista. avrei potuto
 fare il contadino, alla cui saggezza di fondo sono rimasto profondamente
 legato, oppure, il medico, dalla cui professione mi son sempre sentito
 attratto, con un po' di invidia e tanta ammirazione.
 d.3
 Sei anche dirigente dell'associazione m.o.l.c.e.s..
 Ma già sento il venticello qualunquistico e mormoratore insinuare:
 L'ennesima associazioncina personalistica per rastrellare un pò di
 contributi pubblici !
 r.
 Fortunatamente, posso rispondere che, se mai, di soldi ce ne ho messi tanti,
 e tutti a fondo perduto. Per le sue finalità e i suoi principi, infatti, il
 m.o.l.c.e.s. si avvale solo del contributo dei suoi aderenti, degli
 eventuali simpatizzanti e di chiunque, Ente o persona, ne conosca e
 condivida le sue finalità. Addirittura, tanti anni fa, una lotteria
 organizzata a livello locale, rischiò di provocare una spaccatura insanabile
 all'interno del Movimento.
 d4
 Leggo e Ho sempre letto attentamente gli interventi tuoi e di Marcuccio su
 lista vista che tante polemiche hanno innescato.
 Vi vedo come novelli Lutero e Savonarola decisi a trasformare la
 tifloItalia da cattolica in protestante. Ma laddove c'è stata la
 controriforma senza esserci stata prima la riforma!
 Voglio dire, fuor di metafora, che davvero c'è bisogno di una
 rivoluzione"copernicana" culturale profonda.
 Perchè, ad esempio, (malinconica previsione!) dopo il ventennio di Tommaso
 Daniele alla guida dell'unione ciechi è molto piu' probabile che succeda un
 clone del casertano piuttosto che assistere ad una discontinuità
 nell'indirizzo politico.
 r.
 Sarà bene, anzitutto, precisare che non sentiamo affatto la necessità di
 essere il "contraltare" dell'Unione Ciechi e dei suoi dirigenti. Abbiamo al
 nostro interno un buon potenziale tiflopedagogico, che non ha la pretesa di
 possedere i segreti della Verità, ma che rivendica, però, rispetto e pari
 opportunità di confronto con quelli delle Istituzioni, per competenza o per
 tradizione, maggiormente riconosciute e blasonate.
 Sicuramente, il successore di Daniele assomiglierà più a Daniele che a
 Pasquini, anche se sono convinto che dell'assottigliamento della base e del
 consenso politico, in via Borgognona, ne dovranno cominciare a prendere atto
 fin da subito, se
 non vogliono che la perdita si trasformi in emorragia e che il progresso
 delle persone non vedenti si sviluppi solo all'esterno dell'Associazione.
 Sarebbe una vera tragedia, perchè è molto meglio pensare ad una "spaccatura"
 politica sulla via delle stesse finalità, anzichè una "spaccatura" sociale
 sugli obiettivi da raggiungere.
 d5
 Personalmente sono persuaso che, al di la' del venticello mormoratore di cui
 sopra, profondamente nella base non si vuole che le cose cambino.
 Ti faccio l'esempio della legge 68\99 (il nuovo collocamento per i disabili)
 Poteva, se applicata,(cominciare a) davvero essere un ottimo strumento per
 perseguire l'effettiva integrazione lavorativa del disabile.Ma le pp.aa. e
 le aziende private erano tenute a precisi adempimenti a cui si sono
 sottratte e nessuno ha protestato.
 A che ci servono le buone leggi se poi non abbiamo nè la forza nè la voglia
 di renderle operanti?
 r.
 Forse, più che la base, è il vertice interessato a che le cose non cambino.
 Produrre integrazione vera, per chi opera al mantenimento di un qualsiasi
 potere, è un pericolo reale, poichè essa, normalmente, dovrebbe condurre
 alla riqualificazione delle Strutture comuni, affinchè assolvano anche ai
 nuovi bisogni e, soprattutto, laddove si nascondono interessi economici o,
 semplicemente, presunte difficoltà a gestire e cogestire il "nuovo", ciò
 rappresenta una "palla al piede" tutt'altro che facile e opportuna da
 giocare".
 Ci vogliamo, ad esempio, chiedere perchè, l'Unione Ciechi non interviene con
 la sua Autorità, con la sua competenza e con la sua vera delega di
 rappresentanza in materia, nella questione, a dir poco, vergognosa
 dell'accesso alternativo alla Cultura e all'Informazione dei non vedenti?
 Per ragioni di sintesi, ma non solo, sarò drastico, pur di essere chiaro:
 per la paura - ingiustificata, per altro - di non riuscire a difendere la
 sussistenza e l'interesse delle sue Strutture Speciali; in particolare, la
 Biblioteca di Monza
 e il "libro parlato" che, annualmente, ricevono finanziamenti statali molto
 sostanziosi, senza considerare l'introito economico che deriva, specie dalla
 trascrizione di libri di testo nel sistema Braille, proveniente dai Comuni
 che ne fanno richiesta, in favore degli alunni di cui hanno la competenza
 territoriale.
 d6
 Se ho ben inteso uno dei punti basilari delle tesi del m.o.l.c.e.s. è la
 trasformazione parziale dell'indennita' di accompagnamento in servizi. Ma
 qui, tu lo sai bene, si tocca unnervo scoperto e si va' a cozzare contro un
 poderoso bastiuone delconservatorismo trionfante...
 r.
 Sarebbe già tanto se arrivassimo alla concezione che i soldi
 dell'accompagnamento debbono essere spesi in virtù di Servizi sempre più in
 grado di rispondere alle esigenze, anche specifiche, della "nuova società".
 Sarebbe già buona cosa se imparassimo che, davvero, "al caval donato non si
 guarda in bocca" e che i "donatori" di cavalli non sono, poi, tanti, mentre
 su ciò che si compera si possono rivendicare diritti al buon funzionamento e
 alla sempre maggiore funzionalità e ottimizzazione del prodotto.
 Purtroppo, l'abitudine al "privilegio - che non è una colpa delle persone
 che non vedono, nè di quelle che, parimenti, hanno altre dificoltà e
 parimenti li invocano, bensì di chi le dirige - sono forieri di due grossi
 scompensi sociali: l'affermarsi di una Società negativamente corporativa
 (nervi e anche muscoli scoperti) e l'esponenziale crescita dei falsi
 invalidi che, gioco forza, non può che ripercuotersi in modo maggiormente
 negativo proprio su chi è colpito da invalidazioni vere.
 d7
 Tra qualche mese avremo il mezzo fiasco della legge Campa-Palmieri
 sull'accessibilità.
 Ma questa, contrariamente alla 68, gradatamente comincerà ad essere
 applicata. Certo che verrà applicata!Ma solo perchè c'è il magna-magna del
 colossale business dei migliaia e migliaia di siti pubblici da adeguare! Tu
 che ne pensi?
 r.
 Penso che bisogna essere anche un po' realisti, e cioè, che quando il
 magna-magna porta, seppure casualmente, ad un beneficio collettivo e comune,
 turandosi un po' il naso, si può far apparire lecito anche ciò che proprio
 del tutto non lo è. Lo stipendio di un parlamentare, ad esempio, per l'"uomo
 della strada", non è
 esagerato, perchè troppo alto in confronto ad altri, bensì, perchè non
 rispondente alle giuste aspettative del cittadino medio e medio-basso che a
 quella funzione lo delega.
 d8
 Ho parlato di mezzofiasco perchè l'emananda legge nulla di incisivo prevede
 per i siti privati di interesse pubblico e finanziati con danaro publico, a
 parte i risibili bollini. E poi lascia fuori della porta i libri...
 r.
 Quello dei libri, però, dipende anche da noi. Da quanto, cioè, riusciamo a
 farlo
 diventare un tema dai valori largamente sociali, tale da approdare alle Sedi
 istituzionali della politica (anche se, ovviamente, più in piccolo) come il
 Divorzio, Come l'aborto... Questi ultimi, infatti, sono stati investiti
 dalla legge, non già per la grande vocazione degli italiani a divorziare, o
 ad abortire, ma per una sorta di acquisita consapevolezza del "giusto
 possibile"
 che si è andata radicando nelle singole coscienze.
 d9
 A proposito dei libri, personalmente ho molto apprezzato l'intelligente
 comportamento tenuto da te, carlo loiodice, francesco tranfaglia e altri nel
 portare, uniti, avanti la battaglia per l'accessibilità ai files
 informatici. Ma nondimeno sono emersi i soliti personalismi, la faziosità e
 il pregiudizio politico.
 Ma perchè per noi ciechi è cosi difficile operare in equipe, nel rispetto
 reciproco e per la causa comune al di la' delle diverse sensibilità
 individuali?
 r.
 Non è difficile solo per noi ciechi. E' difficile per tutti. La cultura di
 massa, però, fra i tanti difetti che ci appioppa, ha inculcato anche a noi
 l'idea
 che fra "noi" non ci debbano essere dissapori, distinzione o diversità di
 veduta. E non solo, ma anche che fra "noi" non possano trovarvi spazio: il
 latrocinio, la delinquenza, l'omosessualità e la prostituzione. Alla
 coscienza dell'opinione pubblica, e per altri versi, anche a parecchi di
 noi, fa comodo il rifugiarsi in questa assurda convinzione. E dunque, da
 questo punto di vista, tutto procede secondo la più squallida norma.
 d10
 Come già ti ho scritto io sono relativamente nuovo dell'ambiente dei ciechi
 e mai ho visto o sentito parlare di una grande battaglia di libertà."Volemo 
 li sordi !", sempre e solo Volemo li sordi!
 Questa per i libri è la prima, almeno da molti anni. Io, nonostante tutto,
 sono ottimista sull'esito finale a medio termine. E tu?
 r.
 Per chi, come me, coltiva l'utopia, l'ottimismo è d'obbligo. Sulla giustezza
 e la bontà del principio, non ho dubbi. Qualcuno in più, invece, ce l'ho
 sulla
 strategia da seguire, perchè, quasi sempre,non vince chi ha ragione, ma chi
 sa convincere con adeguati contenuti e comportamenti.
 d11
 Vale a dire? Qual'è la correzione di strategia che proponi e quali sono gli
 inconvenienti cui si và incontro non adottandola?
 r.
 L'ho detto prima. Perchè diventi un tema da normare con adeguati interventi
 politici e legislativi, prima di ogni cosa, deve essere sentito e voluto da
 una larga base sociale. Ci deve essere, insomma, l'opportunità di un nuovo
 mercato; non può e non deve essere una cosa che riguarda solo le persone non
 vedenti. Mi riferisco (che so) agli studenti delle Superiori che fanno
 ricerche di genere vario, agli universitari che preparano esami, o che
 devono predisporre una tesi, ai Professionisti legali (notai e avvocati), ai
 tecnici, ai docenti e ai luminari delle attività scientifiche, che hanno
 molteplici esigenze di mostrare copiose quantità di materiali a Scuola, nei
 seminari, nei convegni, e financo, nelle Istituzioni politiche e
 amministrative.
 Per tutti questi soggetti e, forse, per altri, l'uso di un CD che contiene
 una mole qualitativamente e quantitativamente notevole di materiali,
 unitamente al fatto che utilizzato per mezzo del PC, il materiale può essere
 ingrandito, illuminato e plasmato a volontà nelle forme e nei caratteri, è
 sicuramente una risorsa quanto meno da valutare in una situazione di
 sviluppo e di progresso, se non come sostitutivo, almeno come alternativo.
 Se non avviene questo, non so cosa può capitare. Non sono Cassandra e non
 riesco a prevedere grosse catastrofi all'orizzonte. Può darsi - questo sì -
 che il cammino sia notevolmente più lungo, e... che l'obiettivo venga
 raggiunto solo parzialmente. E questo tradirebbe di parecchio le mie attese.
 Non è quello che voglio!
 d12
 Tu sei un docente e non posso non chiederti qualcosa relativamente al mondo
 della scuola.
 C'è chi dice che in questo campo le cose procedono come il gambero. Fino al
 ripristino
 degli istituti speciali? (è un cavallo di battaglia dei privi della vista
 =a.n.p.v.i.)
 r.
 Io sono stato in Istituto. Dovendo tornare indietro e potendo scegliere,
 quell'esperienza non la vorrei ripetere. Lo sradicamento dalla famiglia e
 dal Paese di origine, pesano come macigni sull'identità e sulla formazione
 di chiunque. Sono perfettamente al corrente che, a distanza di trent'anni,
 la via dell'integrazione scolastica è ancora lunga, tortuosa e in salita ma,
 a mio avviso, serve di più il portare all'esterno qualche vecchia strategia
 da unire a quelle nuove, che portarne dentro di nuove da unire a quelle
 vecchie.
 Ritengo, tuttavia, che su punti delicati come questo, che riguarda uomini in
 formazione, - (non altro), - serva il massimo della coerenza e dell'onestà
 intellettuale. Non conosco bene la posizione dei "Privi di Vista", ma
 preferirei un confronto franco con chi la pensa in modo sincero e convinto,
 diametralmente opposto al mio, piuttosto che con altri, ancorati al proprio
 sogno e proiettati dalla Storia a vivere forzatamente in una realtà di
 "risulta".
 d13
 C'è anche l'annoso problema dei libri di testo. Da una parte la
 transcodifica in braille pesante, costosissima e che impiega i tempi biblici
 che tutti conosciamo; dall'altra l'adattamento informatico dei libri di
 testo è altamente brigosa e problematica per la complessita' ed
 accidentalità della struttura. Come se ne esce, rectius o dobbiamo
 rassegnarci a questo sciagurato andazzo?
 r.
 Se fossi un addetto alla sensibilizzazione e alla formazione del personale
 docente, alla luce di una prolungata esperienza in questo senso, mi
 impegnerei, in primis, a lavorare per produrre libri adatti alla
 comprensione più totale di chi non vede e, quindi, più adeguati alla sua
 complessiva opportunità di formazione e poi li proporrei, convinto che sia
 più facile e più logico per l'insegnante districarsi scientemente in un
 libro fatto apposta per chi ha difficoltà, anzichè pretendere che chi ha
 difficoltà debba essere in grado di consultare un qualcosa cui, per motivi
 contingenti, gli è vietato l'accesso.
 d14
 L'informatica è destinata ad occupare un peso e un ruolo crescente per
 l'emancipazione e l'integrazione del disabile.
 Vuoi raccontarci quale è stato il tuo personale approccio e come è il tuo
 attuale impatto sia come privato utilizzatore che come docente?
 r.
 All'età di 44 anni, mi sono rimboccate le maniche convinto, da una parte,
 che le nuove tecnologie potessero aprire sbocchi ad una superiore qualità
 della vita e, dall'altra, che senza un'alfabetizzazione informatica si
 rischiasse di essere tagliati fuori.
 Avevo mille paure: di non essere in grado di capire, di non riuscire a
 padroneggiare agevolmente la tastiera (allora scrivevo a macchina solo con
 due o tre dita), di non riuscire a stare al passo col progresso tecnologico;
 però mi decisi a partecipare ad un corso in un centro specializzato che, per
 correttezza, non voglio nominare e da lì ho spiccato - come si suol dire -
 il volo.
 grazie, anche, alla paziente opera di un amico che non finirò mai di
 ringraziare abbastanza, oggi mi servo di Windows XP, uso CD ROM e
 masterizzatori, scannerizzo mal volentieri, ma con successo, le cose che mi
 necessitano, gestisco correttamente la posta, navigo in Internet, stampo,
 leggo e invio e ricevo fax.
 Va da sè, dunque, che tutta questa serie di acquisizioni che fino ad ora mi
 erano precluse, oggi giovano non poco al mio "essere" e "stare" nella Scuola
 in modo più positivo.
 Ora, sto rincorrendo avidamente la possibilità di fare mia la gestione più
 autonoma possibile di un buon programma per la decodificazione e la
 trascrizione di musica, fra quelli comunemente in uso, onde poterli gestire
 e interagire con i miei colleghi che vedono.
 d15
 Lo sport e i disabili.
 
 Da una parte c'è la stragrande maggioranza di noi che pigramente ingrassa
 stravaccata sul seggiolone.
 Dall'altra una piccola avanguardia di" arditi" ed ipeerattivi, addirittura
 frenetici nel voler ad ogni costo comparire e gareggiare come tutti gli
 altri.
 Di basito ho letto sulle liste l'arrabbiatura di un ragazzo cieco per non
 essere stato sobbalzato sulle montagne russe e di altri che si buttano dal
 paracadute.
 Io non lo farei. Non li biasimo per questo e di certo rispetto a noi
 sedentari sono da preferire, e, quando non esagerano, da ammirare.
 Ma, insomma, forse un pò di equlibrio e di ponderazione ci manca, o no?
 r.
 L'attività motoria, per chi non vede, secondo me è basilare. Ne sviluppa
 l'orientamento spaziale, ne rafforza la muscolatura, lo disinibisce dalla
 paura
 dei presunti pericoli e lo avvicina più concretamente alla consapevolezza
 delle sue possibilità e alla scoperta non traumatica dei suoi limiti e,
 pertanto, è sicuramente uno dei migliori antidoti per il superamento della
 sua innata indole pigra e uno degli espedienti più opportuni per la
 conquista della migliore autonomia nel quotidiano, fino ad arrivare anche ad
 una sana incoscienza, purchè consapevole e controllata.
 A mio avviso, un disabile, anche visivo, può voler fare (e avere diritto di
 farlo) agonismo. Ciò su cui, sia io, sia il mio Movimento, nutriamo serie
 perplessità è la pubblicizzazione delle competizioni. Sarebbe, infatti, da
 ingenui pensare che chi vede due squadre di non vedenti giocare al Calcio, o
 di disabili motori a pallacanestro in carrozzina, non si lasci andare a
 considerazioni che non aprano spazi alla paura o, peggio ancora, alla
 commiserazione. Non è, dunque, certo, quello che giova di più e meglio alla
 comprensione e all'accettazione pubblica delle nostre aspirazioni, nè
 costituisce la nostra migliore possibilità di dimostrarle.
 Non dico neppure che certe attività non dovranno mai essere fatte, ma che,
 quando si entra
 a far parte di un ambiente che non si conosce e non ci conosce, occorrono:
 tatto, rispetto, gradualità e quel minimo di preoccupazione, che non guasta,
 di pensare alle possibili reazioni che si possono suscitare e a quali
 migliori strategie di pubblicizzazione potrebbero, al contrario, alimentare
 curiosità e interesse.
 I cosiddetti disabili, a mio avviso, questo percorso l'hanno saltato a piè
 pari e lo ritengo un gesto che non racchiude in sè la dovuta umiltà e il
 normale senso di autocoscienza critica.
 Se, invece, uno possiede la consapevolezza di essere all'altezza della
 situazione, secondo me, fa bene a fidarsi di sè e può sfidare qualunque
 pubblico giudizio. Anzi, forse, quello è il modo più adatto per dimostrare
 che si può e si deve fare. Dobbiamo, insomma, superare il concetto di
 "categoria" per invalidazione, per arrivare a capire che ognuno è se stesso,
 che pensa con la propria testa e che agisce in uno Stato di diritto, che
 provvede alla tutela di tutti, imponendo ad ognuno le proprie
 responsabilità.
 d15
 Cosa diresti\suggeriresti come padre, come docente, come dirigente molces
 o semplicemente come persona cieca con esperienza di vita ad un ragazzo di
 20 anni che oggi traumaticamente ha perso la vista?
 r.
 Anzitutto, sarebbe necessario un lavoro da svolgere intensamente molto
 prima; nella
 Scuola, in particolare, dell'obbligo, a livello di acquisizione di
 consapevolezza e di preventiva sensibilizzazione. Dovesse, comunque,
 succedere, potrei fare opera di persuasione, muovendo dalle possibilità che
 oggi, rispetto a ieri, si offrono anche sullo scenario di un'ipotesi così
 fottuta qual è quella di non avere la vista e, peggio, di perderla in età
 adulta. Successivamente, lo metterei in contatto con altri non vedenti, per
 rendersi conto delle possibili autonomie da conquistare ma, soprattutto, lo
 inviterei caldamente a non vergognarsi della sua situazione con i suoi
 amici, a cercarli con forza,
 affinchè gli siano il più vicini possibile nella rivendicazione dei suoi
 giusti diritti e non gli permettano di dimenticarsi dei suoi doveri.
 Insomma, lo costringerei affettuosamente a diventare uomo, senza sconti, pur
 non volendo indebitamente infierire sui limiti purtroppo sopraggiunti a
 ribaltargli la vita.
 d16
 Conosci pcCiechi e se, si, quali consigli\suggerimenti puoi darmi per
 migliorarlo?
 r.
 Per la prima volta, ho consultate le sue pagine questa estate, a distanza di
 circa un mese dalla manifestazione del Premio Strega, quando quel titolo -
 ti ricordi - "La scomparsa di Serena", mi fece sobbalzare e non mi diede
 tregua fino alla scoperta dell'arcano, fortunatamente a lieto fine.
 Ho sentita qualche critica negativa in Lista vista, ma non mi basta per
 prendere posizione contro, mentre l'esiguo rapporto con la Rivista non mi
 concede, al momento, l'opportunità di alcun contributo, o consiglio.
 d17
 Prima di salutarci e ringraziarti per la squisita disponibilità vuoi
 spiegare ai lettori di pcciechi chi, come e perchè può collaborare con il
 m.o.l.c.e.s.?
 r.
 Credo che per aiutare una qualunque Associazione, o per collaborarvi, prima
 di tutto sia necessario conoscerla. Pertanto, la lettura del nostro Statuto
 e la sua presa d'atto dopo gli eventuali chiarimenti richiesti, sia un
 doveroso e utile prerequisito di garanzia, per il Movimento e per chi voglia
 compiere azioni
 in suo favore.
 Detto questo, scusandomi per la sinteticità quasi laconica con la quale ho
 inteso approdare alla tua Rivista, ringrazio chi ha avuto la pazienza di
 leggermi fino infondo e se in qualcuno ho suscitato un benchè minimo motivo
 per essere contattato, nel bene o nel male, lascio i principali punti di
 recapito.
 
 (nota di pc_Ciechi)
 Ho chiesto e sono in attesa di ricevere da Silvano il file elettronico dello
 statuto che sarà a disposizione di eventuali richiedenti che a tal riguardo
 potranno scrivere a:ilcameriere@supereva.it
 mario palma
 p.s.
 apprendiamo in questo momento, con sofferta meraviglia, la triste notizia
 della dipartita proprio di Giovanni marcuccio di cui si parla in questo
 testo.
 Sentite condoglianze dallo scrivente e da tutti gli amici di pcciechi.
 (mp)
 Di seguito i recapiti del molces.
 
 Silvano Pasquini - Presidente Nazionale M.O.L.C.E.S.
 Via Masotto 30 - 20133 (MI)
 Tel.: 02-45.48.82.77
 Fax: 700.503.438
 E-mail:
 m.o.l.c.e.s._molces@infinito.it m.o.l.c.e.s._molces@infinito.it
 
 -----
 Original Message -----
 From: Silvano Pasquini 
 silvano.pasquini@fastwebnet.it silvano.pasquini@fastwebnet.it
 
 To: Il cameriere del dott. Jaws 
 ilcameriere@supereva.it ilcameriere@supereva.it
 
 Sent: Wednesday, December 10, 2003 12:49 AM
 Subject: Per me, definitive
 
  Caro Mario, con rituale ritardo ti invio ciò che per me potrebbe essere un
  testo definitivo, titolo compreso. Ovviamente, a te, giornalista, il
 compito
  di farlo tuo con le eventuali necessarie ulteriori variazioni che, spero,
  vorrai mandarmi in anteprima.
  Appena l'avrò rintracciato, fra i tanti files inclusi nei diversi CD ROM,
 ti
  manderò senz'altro lo Statuto, intanto, perchè tu ne prenda visione e,
  eventualmente, per poterlo inviare a chi ne fa richiesta.
  Con un caro saluto - Silvano
  ***
 
  Un ragazzo di campagna over 50 con la Musica in testa e un Medico nel
 cuore
  "A TUTTO CAMPO"
  con Silvano Pasquini, Presidente nazionale M.O.L.C.E.S.
  Colmare lo svantaggio - sulla via del realismo, con umiltà, a cavallo
  dell'utopia
  d1
  chi è Silvano Pasquini?
  r.
  Mi considero un "ragazzo" di 53 anni (uomo è una parola, per me, troppo
  impegnata). Provengo dalla campagna toscana, e più precisamente da
  Altopascio, in provincia di Lucca. Amo la vita sopra ogni cosa, sono un
  cultore dell'ordine e del "bello" in generale, ho attenzione e rispetto
 per
  le difficoltà
  e la "diversità" e mi sento particolarmente impegnato alla ricerca del
  "meglio" per me e per gli altri.
  d.2
  cosa fà nella vita Silvano Pasquini e cosa avrebbe fatto se non fosse
 cieco?
  r.
  Vivo a Milano, insegno Educazione musicale in una Scuola (ex dell'Istituto
  dei ciechi) ad Orientamento musicale, svolgo militanza politica e sono
  Consigliere di Zona, eletto nelle Liste del Partito dei Comunisti
 italiani.
  Mi piacciono molte cose e, onestamente, mi è difficile dire con certezza
  dove mi avrebbe condotto la vita senza l'handicap della vista. avrei
 potuto
  fare il contadino, alla cui saggezza di fondo sono rimasto profondamente
  legato, oppure, il medico, dalla cui professione mi son sempre sentito
  attratto, con un po' di invidia e tanta ammirazione.
  d.3
  Sei anche dirigente dell'associazione m.o.l.c.e.s..
  Ma già sento il venticello qualunquistico emormoratore insinuare:
  :L'ennesima associazioncinapersonalistica per rastrellare un pò di
  contributi pubblici !
  r.
  Fortunatamente, posso rispondere che, se mai, di soldi ce ne ho messi
 tanti,
  e tutti a fondo perduto. Per le sue finalità e i suoi principi, infatti,
 il
  m.o.l.c.e.s. si avvale solo del contributo dei suoi aderenti, degli
  eventuali simpatizzanti e di chiunque, Ente o persona, ne conosca e
  condivida le sue finalità. Addirittura, tanti anni fa, una lotteria
  organizzata a livello locale, rischiò di provocare una spaccatura
 insanabile
  all'interno del Movimento.
  d4
  Leggo e Ho sempre letto attentamente gli interventi tuoi e di Marcuccio
 su
  lista vista che tante polemiche hanno innescato.
  Vi vedo come novelli Lutero e Savonarola decisi a trasformare la
  tifloItalia da cattolica in protestante. Ma laddove c'è stata la
  controriforma senza esserci stataprima la riforma!
  Voglio dire, fuor di metafora, che davvero c'è bisogno di una
  rivoluzione"copernicana" culturale profonda
  Perchè ad esempio (malinconica previsione!) dopoil ventennio di Tommaso
  Daniele alla guida dell'unione ciechi è molto piu' probabile che succeda
 un
  clone del casertano piuttosto che assistere ad una discontinuità
  nell'indirizzo politico.
  r.
  Sarà bene, anzitutto, precisare che non sentiamo affatto la necessità di
  essere il "contraltare dell'Unione Ciechi e dei suoi dirigenti. Abbiamo al
  nostro interno un buon potenziale tiflopedagogico, che non ha la pretesa
 di
  possedere i segreti della Verità, ma che rivendica, però, rispetto e pari
  opportunità di confronto con quelli delle Istituzioni, per competenza o
 per
  tradizione, maggiormente riconosciute e blasonate.
  Sicuramente, il successore di Daniele assomiglierà più a Daniele che a
  Pasquini, anche se sono convinto che dell'assottigliamento della base e
 del
  consenso politico, in via Borgognona, ne dovranno cominciare a prendere
 atto
  fin da subito, se
  non vogliono che la perdita si trasformi in emorragia e che il progresso
  delle persone non vedenti si sviluppi solo all'esterno dell'Associazione.
  Sarebbe una vera tragedia, perchè è molto meglio pensare ad una
 "spaccatura"
  politica sulla via delle stesse finalità, anzichè una "spaccatura" sociale
  sugli obiettivi da raggiungere.
  d5
  Personalmente sono persuaso che, al di la' del venticello mormoratore di
 cui
  sopra, profondamente nella base non si vuole che le cose cambino.
  Ti faccio l'esempio della legge 68\99 (il nuovo collocamento per i
 disabili)
  Poteva, se applicata,(cominciare a) davvero essere un ottimo strumento
 per
  perseguire l'effettiva integrazione lavorativa del disabile.Ma le pp.aa. e
  le aziende private erano tenute a precisi adempimenti a cui si sono
  sottratte e nessuno ha protestato.
  A che ci servono le buone leggi se poi non abbiamo nè la forza nè la
 voglia
  di renderle operanti?
  r.
  Forse, più che la base, è il vertice interessato a che le cose non
 cambino.
  Produrre integrazione vera, per chi opera al mantenimento di un qualsiasi
  potere, è un pericolo reale, poichè essa, normalmente, dovrebbe condurre
  alla riqualificazione delle Strutture comuni, affinchè assolvano anche ai
  nuovi bisogni e, soprattutto, laddove si nascondono interessi economici o,
  semplicemente, presunte difficoltà a gestire e cogestire il "nuovo", ciò
  rappresenta una "palla al piede" tutt'altro che facile e opportuna da
  giocare".
  Ci vogliamo, ad esempio, chiedere perchè, l'Unione Ciechi non interviene
 con
  la sua Autorità, con la sua competenza e con la sua vera delega di
  rappresentanza in materia, nella questione, a dir poco, vergognosa
  dell'accesso alternativo alla Cultura e all'Informazione dei non vedenti?
  Per ragioni di sintesi, ma non solo, sarò drastico, pur di essere chiaro:
  per la paura - ingiustificata, per altro - di non riuscire a difendere la
  sussistenza e l'interesse delle sue Strutture Speciali; in particolare, la
  Biblioteca di Monza
  e il "libro parlato" che, annualmente, ricevono finanziamenti statali
 molto
  sostanziosi, senza considerare l'introito economico che deriva, specie
 dalla
  trascrizione di libri di testo nel sistema Braille, proveniente dai Comuni
  che ne fanno richiesta, in favore degli alunni di cui hanno la competenza
  territoriale.
  d6
  Se ho ben inteso uno dei punti basilari delle tesi del m.o.l.c.e.s. è la
  trasformazione parziale dell'indennita' di accompagnamento in servizi. Ma
  qui, tu lo sai bene, si tocca unnervo scoperto e si va' a cozzare contro
 un
  poderoso bastiuone delconservatorismo trionfante...
  r.
  Sarebbe già tanto se arrivassimo alla concezione che i soldi
  dell'accompagnamento debbono essere spesi in virtù di Servizi sempre più
 in
  grado di rispondere alle esigenze, anche specifiche, della "nuova
 società".
  Sarebbe già buona cosa se imparassimo che, davvero, "al caval donato non
 si
  guarda in bocca" e che i "donatori" di cavalli non sono, poi, tanti,
 mentre
  su ciò che si compera si possono rivendicare diritti al buon funzionamento
 e
  alla sempre maggiore funzionalità e ottimizzazione del prodotto.
  Purtroppo, l'abitudine al "privilegio - che non è una colpa delle persone
  che non vedono, nè di quelle che, parimenti, hanno altre dificoltà e
  parimenti li invocano, bensì di chi le dirige - sono forieri di due grossi
  scompensi sociali: l'affermarsi di una Società negativamente corporativa
  (nervi e anche muscoli scoperti) e l'esponenziale crescita dei falsi
  invalidi che, gioco forza, non può che ripercuotersi in modo maggiormente
  negativo proprio su chi è colpito da invalidazioni vere.
  d7
  Tra pocoavremo il mezzo fiasco della legge Campa-Palmieri
  sull'accessibilità.
  Ma questa, contrariamente alla 68, gradatamente comincerà ad essere
  applicata. Certo che verrà applicata!Ma solo perchè c'è il magna-magna del
  colossale business dei migliaia e migliaia di siti pubblici da adeguare!
 Tu
  che ne pensi?
  r.
  Penso che bisogna essere anche un po' realisti, e cioè, che quando il
  magna-magna porta, seppure casualmente, ad un beneficio collettivo e
 comune,
  turandosi un po' il naso, si può far apparire lecito anche ciò che proprio
  del tutto non lo è. Lo stipendio di un parlamentare, ad esempio, per
 l'"uomo
  della strada", non è
  esagerato, perchè troppo alto in confronto ad altri, bensì, perchè non
  rispondente alle giuste aspettative del cittadino medio e medio-basso che
 a
  quella funzione lo delega.
  d8
  Ho parlato di mezzofiasco perchè l'emananda legge nulla di incisivo
 prevede
  per i siti privati di interesse pubblico e finanziati con danaropublico, a
  parte i risibili bollini. E poi lascia fuori della porta i libri...
  r.
  Quello dei libri, però, dipende anche da noi. Da quanto, cioè, riusciamo a
  farlo
  diventare un tema dai valori largamente sociali, tale da approdare alle
 Sedi
  istituzionali della politica (anche se, ovviamente, più in piccolo) come
 il
  Divorzio, Come l'aborto... Questi ultimi, infatti, sono stati investiti
  dalla legge, non già per la grande vocazione degli italiani a divorziare,
 o
  ad abortire, ma per una sorta di acquisita consapevolezza del "giusto
  possibile"
  che si è andata radicando nelle singole coscienze.
  d9
  A proposito dei libri personalmente ho molto apprezzato l'intelligente
  comportamento tenuto da te, carlo loiodice, francesco tranfaglia e
 altrinel
  portare, tutti uniti, avanti la battaglia per l'accessibilità ai files
  informatici. Ma nondimeno sono emersi i soliti personalismi,, la faziosità
 e
  il pregiudizio politico.
  Ma perchè per noi ciechi è cosi difficile operare in equipe nel rispetto
  reciproco e per la causa comune al di la' delle diverse sensibilità
  individuali?
  r.
  Non è difficile solo per noi ciechi. E' difficile per tutti. La cultura di
  massa, però, fra i tanti difetti che ci appioppa, ha inculcato anche a noi
  l'idea
  che fra "noi" non ci debbano essere dissapori, distinzione o diversità di
  veduta. E non solo, ma anche che fra "noi" non possano trovarvi spazio: il
  latrocinio, la delinquenza, l'omosessualità e la prostituzione. Alla
  coscienza dell'opinione pubblica, e per altri versi, anche a parecchi di
  noi, fa comodo il rifugiarsi in questa assurda convinzione. E dunque, da
  questo punto di vista, tutto procede secondo la più squallida norma.
  d10
  Come già ti ho scritto io sono relativamente nuovo dell'ambiente dei
 ciechi
  e mai ho visto o sentito parlare di una grande battaglia di libertà."
 Volevo
  li sordi", sempre e solo volevo li sordi!
  Questa per i libri è la prima, almeno da molti annie io, nonostante tutto,
  sono ottimista sull'esito finale a medio termine. E tu?
  r.
  Per chi, come me, coltiva l'utopia, l'ottimismo è d'obbligo. Sulla
 giustezza
  e la bontà del principio, non ho dubbi. Qualcuno in più, invece, ce l'ho
  sulla
  strategia da seguire, perchè, quasi sempre,non vince chi ha ragione, ma
 chi
  sa convincere con adeguati contenuti e comportamenti.
  d11
  Tu sei un docente e non posso non chiederti qualcosa relativamente al
 mondo
  della scuola.
  C'è chi dice che qua' le cose procedono come il gambero. Fino al
 ripristino
  degli istituti speciali?(è un cavallo di battaglia dei privi della vista
  =a.n.p.v.i.)
  r.
  Io sono stato in Istituto. Dovendo tornare indietro e potendo scegliere,
  quell'esperienza non la vorrei ripetere. Lo sradicamento dalla famiglia e
  dal Paese di origine, pesano come macigni sull'identità e sulla formazione
  di chiunque. Sono perfettamente al corrente che, a distanza di trent'anni,
  la via dell'integrazione scolastica è ancora lunga, tortuosa e in salita
 ma,
  a mio avviso, serve di più il portare all'esterno qualche vecchia
 strategia
  da unire a quelle nuove, che portarne dentro di nuove da unire a quelle
  vecchie.
  Ritengo, tuttavia, che su punti delicati come questo, che riguarda uomini
 in
  formazione, - (non altro), - serva il massimo della coerenza e dell'onestà
  intellettuale. Non conosco bene la posizione dei "Privi di Vista", ma
  preferirei un confronto franco con chi la pensa in modo sincero e
 convinto,
  diametralmente opposto al mio, piuttosto che con altri, ancorati al
 proprio
  sogno e proiettati dalla Storia a vivere forzatamente in una realtà di
  "risulta".
  d12
  C'è anche l'annoso problema dei libri di testo. Da una parte la
  transcodifica in braille pesante, costosissima e che impiega i tempi
 biblici
  che tutti conosciamo; dall'altra l'adattamento informatico dei libri di
  testo è altamente brigosa e problematica per la complessita' ed
  accidentalità della struttura. Come se ne esce, rectius o dobbiamo
  rassegnarci a questo sciagurato andazzo?
  r.
  Se fossi un addetto alla sensibilizzazione e alla formazione del personale
  docente, alla luce di una prolungata esperienza in questo senso, mi
  impegnerei, in primis, a lavorare per produrre libri adatti alla
  comprensione più totale di chi non vede e, quindi, più adeguati alla sua
  complessiva opportunità di formazione e poi li proporrei, convinto che sia
  più facile e più logico per l'insegnante districarsi scientemente in un
  libro fatto apposta per chi ha difficoltà, anzichè pretendere che chi ha
  difficoltà debba essere in grado di consultare un qualcosa cui, per motivi
  contingenti, gli è vietato l'accesso.
  d13
  L'informatica è destinata ad occupare un peso e un ruolo crescente per
  l'emancipazione e l'integrazione del disabile.
  Vuoi raccontarci quale è stato il tuo personale approccio e come è il tuo
  attuale impatto sia come privato utilizzatore che comedocente?
  r.
  All'età di 44 anni, mi sono rimboccate le maniche convinto, da una parte,
  che le nuove tecnologie potessero aprire sbocchi ad una superiore qualità
  della vita e, dall'altra, che senza un'alfabetizzazione informatica si
  rischiasse di essere tagliati fuori.
  Avevo mille paure: di non essere in grado di capire, di non riuscire a
  padroneggiare agevolmente la tastiera (allora scrivevo a macchina solo con
  due o tre dita), di non riuscire a stare al passo col progresso
 tecnologico;
  però mi decisi a partecipare ad un corso in un centro specializzato che,
 per
  correttezza, non voglio nominare e da lì ho spiccato - come si suol dire -
  il volo.
  grazie, anche, alla paziente opera di un amico che non finirò mai di
  ringraziare abbastanza, oggi mi servo di Windows XP, uso CD ROM e
  masterizzatori, scannerizzo mal volentieri, ma con successo, le cose che
 mi
  necessitano, gestisco correttamente la posta, navigo in Internet, stampo,
  leggo e invio e ricevo fax.
  Va da sè, dunque, che tutta questa serie di acquisizioni che fino ad ora
 mi
  erano precluse, oggi giovano non poco al mio "essere" e "stare" nella
 Scuola
  in modo più positivo.
  Ora, sto rincorrendo avidamente la possibilità di fare mia la gestione più
  autonoma possibile di un buon programma per la decodificazione e la
  trascrizione di musica, fra quelli comunemente in uso, onde poterli
 gestire
  e interagire con i miei colleghi che vedono.
  d14
  Lo sport e i disabili
  Da una parte c'è la stragrande maggioranza di noi che pigramente ingrassa
  stravaccata sul seggiolone.
  Dall'altra una piccola avanguardia di" arditi" ed ipeerattivi,
 addirittura
  frenetici nel voler ad ogni costo comparire e gareggiare come tutti gli
  altri.
  Di basito ho letto sulle liste l'arrabbiatura di un ragazzo cieco per non
  essere stato sobbalzato sulle montagne russe e di altri che si buttano dal
  paracadute.
  Io non lo farei. Non li biasimo per questo e di certo rispetto a noi
  sedentari sono da preferire, e, quando non esagerano, da ammirare.
  Ma, insomma, forse un pò di equlibrio e di ponderazione ci manca, o no?
  r.
  L'attività motoria, per chi non vede, secondo me è basilare. Ne sviluppa
  l'orientamento spaziale, ne rafforza la muscolatura, lo disinibisce dalla
  paura
  dei presunti pericoli e lo avvicina più concretamente alla consapevolezza
  delle sue possibilità e alla scoperta non traumatica dei suoi limiti e,
  pertanto, è sicuramente uno dei migliori antidoti per il superamento della
  sua innata indole pigra e uno degli espedienti più opportuni per la
  conquista della migliore autonomia nel quotidiano, fino ad arrivare anche
 ad
  una sana incoscienza, purchè consapevole e controllata.
  A mio avviso, un disabile, anche visivo, può voler fare (e avere diritto
 di
  farlo) agonismo. Ciò su cui, sia io, sia il mio Movimento, nutriamo serie
  perplessità è la pubblicizzazione delle competizioni. Sarebbe, infatti, da
  ingenui pensare che chi vede due squadre di non vedenti giocare al Calcio,
 o
  di disabili motori a pallacanestro in carrozzina, non si lasci andare a
  considerazioni che non aprano spazi alla paura o, peggio ancora, alla
  commiserazione. Non è, dunque, certo, quello che giova di più e meglio
 alla
  comprensione e all'accettazione pubblica delle nostre aspirazioni, nè
  costituisce la nostra migliore possibilità di dimostrarle.
  Non dico neppure che certe attività non dovranno mai essere fatte, ma che,
  quando si entra
  a far parte di un ambiente che non si conosce e non ci conosce, occorrono:
  tatto, rispetto, gradualità e quel minimo di preoccupazione, che non
 guasta,
  di pensare alle possibili reazioni che si possono suscitare e a quali
  migliori strategie di pubblicizzazione potrebbero, al contrario,
 alimentare
  curiosità e interesse.
  I cosiddetti disabili, a mio avviso, questo percorso l'hanno saltato a piè
  pari e lo ritengo un gesto che non racchiude in sè la dovuta umiltà e il
  normale senso di autocoscienza critica.
  Se, invece, uno possiede la consapevolezza di essere all'altezza della
  situazione, secondo me, fa bene a fidarsi di sè e può sfidare qualunque
  pubblico giudizio. Anzi, forse, quello è il modo più adatto per dimostrare
  che si può e si deve fare. Dobbiamo, insomma, superare il concetto di
  "categoria" per invalidazione, per arrivare a capire che ognuno è se
 stesso,
  che pensa con la propria testa e che agisce in uno Stato di diritto, che
  provvede alla tutela di tutti, imponendo ad ognuno le proprie
  responsabilità.
  d14
  Cosa diresti\suggeriresti come padre, come docente, come dirigente molces
  osemplicemente come persona cieca con esperienza di vita ad un ragazzo di
  20 anni che oggi traumaticamente ha perso la vista?
  r.
  Anzitutto, sarebbe necessario un lavoro da svolgere intensamente molto
  prima; nella
  Scuola, in particolare, dell'obbligo, a livello di acquisizione di
  consapevolezza e di preventiva sensibilizzazione. Dovesse, comunque,
  succedere, potrei fare opera di persuasione, muovendo dalle possibilità
 che
  oggi, rispetto a ieri, si offrono anche sullo scenario di un'ipotesi così
  fottuta qual è quella di non avere la vista e, peggio, di perderla in età
  adulta. Successivamente, lo metterei in contatto con altri non vedenti,
 per
  rendersi conto delle possibili autonomie da conquistare ma, soprattutto,
 lo
  inviterei caldamente a non vergognarsi della sua situazione con i suoi
  amici, a cercarli con forza,
  affinchè gli siano il più vicini possibile nella rivendicazione dei suoi
  giusti diritti e non gli permettano di dimenticarsi dei suoi doveri.
  Insomma, lo costringerei affettuosamente a diventare uomo, senza sconti,
 pur
  non volendo indebitamente infierire sui limiti purtroppo sopraggiunti a
  ribaltargli la vita.
  d15
  Conosci pcCiechi e se si quali consigli\suggerimenti puoi darmi per
  migliorarlo?
  r.
  Per la prima volta, ho consultate le sue pagine questa estate, a distanza
 di
  circa un mese dalla manifestazione del Premio Strega, quando quel titolo -
  ti ricordi - "La scomparsa di Serena", mi fece sobbalzare e non mi diede
  tregua fino alla scoperta dell'arcano, fortunatamente a lieto fine.
  Ho sentita qualche critica negativa in Listavista, ma non mi basta per
  prendere posizione contro, mentre l'esiguo rapporto con la Rivista non mi
  concede, al momento, l'opportunità di alcun contributo, o consiglio.
  d16
  Prima di salutarci e ringraziarti per la squisita disponibilità vuoi
  spiegare ai lettori di pcciechi chi, come e perchè può collaborare con il
  m.o.l.c.e.s.?
  r.
  Credo che per aiutare una qualunque Associazione, o per collaborarvi,
 prima
  di tutto sia necessario conoscerla. Pertanto, la lettura del nostro
 Statuto
  e la sua presa d'atto dopo gli eventuali chiarimenti richiesti, sia un
  doveroso e utile prerequisito di garanzia, per il Movimento e per chi
 voglia
  compiere azioni
  in suo favore.
  Detto questo, scusandomi per la sinteticità quasi laconica con la quale ho
  inteso approdare alla tua Rivista, ringrazio chi ha avuto la pazienza di
  leggermi fino infondo e se in qualcuno ho suscitato un benchè minimo
 motivo
  per essere contattato, nel bene o nel male, lascio i principali punti di
  recapito.
  Silvano Pasquini - Presidente Nazionale M.O.L.C.E.S.
  Via Masotto 30 - 20133 (MI)
  Tel.: 02-45.48.82.77
  Fax: 700.503.438
  E-mail:
 
 m.o.l.c.e.s._molces@infinito.it m.o.l.c.e.s._molces@infinito.it
 
 
 
 
 
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