incontro
dopo "l'appuntamento" con la cecità diventai poeta e prosatore...
marcello fabbri ci racconta la sua impressionante storia
Marcello Fabbri è un cieco come noi che fino all'età di 47 anni non aveva scritto un solo verso nè una sola riga di racconto.
nell'ultimo numero della rivista letteraria punto di vista, invece, giovanna fozzer presenta una recensione di marcello come poeta e prosatore in termini di convinta ammirazione.
Cosa è successo? Ecco l'incredibile storia.
d

 ho solo letto le primissime pagine de "il sergente che non poteva morire" ma mi pare che tu faccia una correlazione tra la mancata morte in guerra e la perdita della vista in tempi di pace.
La perdita improvvisa della vista è per te un trauma paragonabile alla morte violenta in guerra?
r
non è qquesta la correlazione che faccio ma è la spiegazione del mio destino predeterminato che mi ha impedito di morire in guerra in quei nove mesi incredibili per sette casi altrettanto incredibili perchè io arrivassi a  quell'altra parte del destino che mi costringeva alla cecita' in una probabilita' di un miliardo di miliardi per trasformarmi in un  poeta e in uno scrittore   come mai avrei  creduto di vivere
 
d
scusa, ma non riesco a seguirti. andiamo con ordine: come hai perso la vista?

r

 io ho perduto la vista di un occhio solo per un colpo di sonno alla guida dell'auto schiantando la vettura sull'angolo di un muro a retta. L'occhio  sinistro , invece, era salvo alla condizione di poter fare il laser alla retina; nel febbraio del 71 l'unica cosa da poter fare era quella di andare a lione dal prof. charles paufique e ottenni" miracolosamente"( (ci volevano, normalmente,  tre mesi per  l'appuntamento,cosache  miavrebbe reso matematicamente cieco  e io invece  lo ottenni per il 22 marzo 71, cioè dopo soli 7 giorni)  .
il 20 marzo si scatenò il finimondo: uragani, tempeste di neve, piogge torenziali, per cui mi fu detto dal  professore che potevo andare solo in treno, perchè una buca o un sasso in macchina o un vuoto d'area inaereo mi avrebbero fatto cieco. e io perciò andai in treno, ma il destino era in agguato come un cecchino sugli alberi tra bardonecchia e modane: in una inverosimile tormenta  di neve mentre il mio treno passava cadde addosso al treno una valanga e io che non potevo prendere una buca o un sassolino, battei il capo sul sedile di fronte, mi cadde in testa la valigia e cosi fu cecità
d
incredibile marcello! Ma tu come reagisti ad evento tanto  eccezionali?
r

dopo due anni, il due o il tre settembre 72 mentre vivevo ancora un'angoscia terribile, e mentre pensavo al mare che amavo come nuotatore, nel cervello senza che io lo volessi giunsero chissa' da dove queste parole:
 s'alza la sabbia al vento la sento, scrichia fra i denti in bocca, rovente lido tocca il piede e non sopporta, piu' corta si fà l'onda col vento , la sento, si leva con moto lento, gonfiando, la sento, s'inarca, scroscia e sciaqua e ti domando: mio Dio, fin quando?
d

 Io, invece ho perso la vista per una malattia degenerativa che quasi sempre a questo porta (la retinite pigmentosa).  penso che per me sia stato un evento atteso e significativo, ma niente affatto traumatico, anzi la cecità assoluta mi dà molta piu' tranquillita' della condizione di grave ipovedenza. Ritieni che mi inganni e che comunque sia stato un trauma?
r
per  me adesso la cecità è solo una difficoltà, ma non piu' un trauma. giunto a 80 anni non vorrei rivedere la societa' che ho lasciato a 47 anni
d

 la guerra è molto presente nei tuoi scritti. Quantolo è anche nell'animo umano?
r
la guerra è un motore diabolico dell'umanità e la politica è il carburante che riempie il motore
d

 Nel racconto "tedesco" l'abbrutimento della guerra completamente travolge frate spele.
Tu pensi che la guerra, tutte le guerre, portino sempre e solo abbrutimento, lutti e rovine?
r

si, è un meccanismo inevitabile che porta a lutti e rovine e regala assoluta ragione ai vincitori, sia che in realta' la'abbiano che non  l'abbiano. .
d


 Sempre nel racconto tedesco il prete spele non riesce a perdonare. Secondo te quando è che noi riusciamo veramente a perdonare l'altro, evangelicamente offrendo l'altra guancia?
r

io posso soltanto dimenticare e penso che il perdonare riesca soltanto a qualche santo.
d

 anch'io ho perso la vista da adulto. nondimeno non riuscirei a raccontare con la tua stessa nitidezza di immagini, nonostante abbia una buona memoria anche visiva. Bella scoperta, direbbe qualcuno: marcello è uno scrittore e tu no. Ma c'è solo questo?
r

io ricostruisco nell'oscurità alcune immagini del passato ma in piu' costruisco immagini mai vedute prima ma vive e precise in me nel momento in cui le creo.
magari col  trascorrere  del tempo non le ricordo ma basta riascoltare pergustarle di nuovo  e magari anche compiacendomene.

d

 il clichè negativo del cieco parla di un individuo accattone, tirchio e permaloso. Tu cosa ne pensi?
r

io non sò se una parte o la maggior parte dei non vedenti abbia questi  connotati ma io non mi ci riconosco. tant'è vero che quando mi sento dire che sono un non vedente io immediatamente interrompo dicendo sono cieco non mi piace l'ipocrisia di  cambiare un sostantivo duro per alleggerire il disagio di chi mi parla e non è cieco.
d

 A mio avviso le associazioni di categoria hanno fatto il loro tempo nel senso che  storicamente hanno avuto un  ruolo positivo (penso in questo momento alla uic)  sulla condizione del cieco garantendo allo stesso, adesempio, l'indennita' di accompagnamento, ma adesso sono assolutamente un intralcio alla crescita del cieco e al pieno raggiungimento del suo diritto di cittadinanza in quanto entità pletoriche, burocratiche, parassitarie, corporative e paternalistiche. Quale è il tuo pensiero al riguardo?
r.
io non seguo attivamente la vita associativa e mi limito a prendere i  benefici  Non ho chiesto nulla e ho trovato la pappa bella e  scodellata e ne ho tratto i pochi vantaggi per esempio dalle  riviste scientifiche e parascientifiche incise su audiocassetta attingendo comodita' sia dalla sede centrale che da quelle periferiche
 non mi posso lamentare.riutilizzo anche  i supporti magnetici
per me l'unione ciechi va bene cosi come è.

d

 Mi hai detto che non usi il computer. Comescrivi i tuoi impressionantie lunghi  racconti?
Non mi dire che fai tutto con il braille!?
r

 
con il braille ho provato due o tre giorni poi ho lasciato perdere e sono passato ai nastri magnetici, al registratore e alla macchina da scrivere.
d

 stai seguendo l'azione di disobbedienza di paolo pietrosanti ed altri per il diretto e autonomo accesso informatico al libro? cosa ne pensi? Prevedi che si otterrà qualcosa in coincidenza con l'anno del disabile?
r

su questa battaglia sono assolutamente d'accordo. a titolo personale mi reputo un analfabeta del periodo tecnologico e degli anglismi
non sono in grado di acusire nè ho la voglia. sono un laureato analfabeta di questo linguaggio eletronico.
d

 quando una persona perde la vista cosa è, a tuo avviso, la  priorità piu' importante da perseguire?
r

personalmente i primi due anni sono  stati tragici poi all'improvviso l'arrivo  miracoloso non voluto e non previsto della poesia e della prosa mi ha annulato il nemico peggiore della cecita': il tempo perchè il tempo trascorso nel buio senza poter fare niente è un feroce aguzzino che non ti lascia neppure la volontà di voler continuare lavita.
d
alloraquali tra i libri che tu hai scritto consigli ai lettori di pcCiechi?
r

tra i miei consiglierei la doppia morte diubliomov  e il sergente che non poteva morire.
d
...e cos'altro bolle in pentola?
r

in questo momento c'è il riposo dell'ego. scrivo solo quando sono investito dalla necessità di scrivere, da un istinto misterioso.
d
ci consigli anche un libro scritto da altri del tuo stesso genere?
r

consiglio un libro di umberto nobile la tenda rossa perchè una scrittura scarna, una calligrafia militare e giornalistica senza il gusto della retorica narrativa., ma con un grande fascino,
d

 vuoi mandare un messaggio agli amici di pcciechi?
r

io sono una splendida arancia con una buccia bellissima luminosa e dentro tutti gli spicchi sono neri
io ho ancora il gusto di scherzare goliardicamente.
l'umanità è un compendio di cattiverie ci sono i santi ma sono solo i semi ma affogano nella polpa dello  spicchio
L'intervista è finita chi vuole i libri di marcello inversione elettronica  me li può richiedere scrivendo a:
ilcameriere@supereva.it
elenco delle opere di marcello fabbri

mario palma

 
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