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Federico da Montefeltro

Autore: 

Piero della Francesca (Salsepolcro 1420 ca. - 1492)

Datazione: 

1465 circa

Dimensione: 

cm 47 x 33

Collocazione attuale: 

Uffizi - Firenze

Tecnica: 

Olio su tavola

Soggetto iconografico: 

Ritratto.
Caratteristiche iconografiche del ritratto quattrocentesco
Nel XV secolo, il ritratto diventa pratica costante degli artisti dell’età dell’Umanesimo. Le committenze sono solitamente costituite da aristocratici o da membri del clero secolare, che vedono nel ritratto un idoneo strumento comunicativo e celebrativo, funzionale a sottolineare carica sociale e politica del committente.
Il dipinto che ritrae il Duca di Urbino Federico da Montefeltro, appartiene a un dittico di cui fa parte anche il ritratto della consorte del celebre condottiero. Il dittico, all'origine unito da una cerniera, in passato poteva essere aperto e chiuso come un libro, rivelando all'esterno l'immagine di due trionfi, quello di Battista Sforza e quello del Duca Federico, all'interno l'effigie dei coniugi ritratti di profilo l'uno di fronte all'altra.

Descrizione dell’opera: 

Il ritratto del Duca di Urbino, Federico da Montefeltro, realizzato dall'artista rinascimentale Piero della Francesca, quasi certamente prima del 1467, presenta i caratteri tipici della ritrattistica quattrocentesca italiana: la resa di ogni dettaglio fisionomico è talmente fedele alla realtà da far pensare a buon diritto che l'artista si fosse ispirato alla pittura fiamminga, notoriamente lenticolare nel decifrare e trascrivere visivamente ogni traccia del visibile.

L'opera è di piccola dimensione, al centro della composizione dominano in primo piano, il volto e il mezzo busto del Duca di Urbino che, stagliato su uno sfondo collinoso appenninico, umbro-marchigiano, emerge per plasticismo e volumetrie geometrizzate. Nella fascia mediana, leggermente ribassata rispetto al centro della composizione, la linea di orizzonte, segnata dai contorni delle colline, si fonde con lo spazio aereo del cielo, creando effetti sfumati e stemperando il nitore del paesaggio stesso, risolto in una distesa di colline dai pendii dolci, attraversate da un corso d'acqua fluviale. Federico da Montefeltro si staglia sul questo sfondo paesaggistico appenninico, quasi a misurare con lo sguardo i confini delle sue proprietà. Il Duca mostra la parte sinistra del volto, lo sguardo rivolto idealmente alla consorte sembra in realtà volgersi in direzione di un punto lontanissimo, forse indeterminato. L'effetto provocato da quello sguardo fermo e impenetrabile, quasi privo di espressività, induce a considerare la scelta di Piero come meditata. L'artista non cala il personaggio in una realtà tangibile, bensì in un ambiente rarefatto, che induce all'enigma, all'inafferrabilità del soggetto. Tuttavia l'espressione del Duca è eloquente, egli, nella sua compostezza imperturbata, porta sul volto tracce che divengono cifra del suo carattere e della sua interiorità. Scivolando lungo i contorni netti del copricapo cilindrico indossato dal Duca, si percepisce la prima sintesi geometrica. Piero rappresenta prospetticamente il cilindro che, alla vista e al tatto risulta 
ovoidale Cliccando si ingrandisce il particolare del ritratto del Duca Federico di Montefeltro sia dipinto che in rilievo, per la deformazione che deriva dalla prospettiva. Sotto il copricapo il profilo del Duca rivela a sinistra una deformazione storicamente motivata. Il condottiero è presentato con il cappello calato sulla fronte, di cui è leggibile un breve tratto verticale e tra fronte e naso compare un brusco salto, quasi un’innaturale interruzione, innaturale perché determinata da una ferita di spada subita da Federico in guerra, e non da un tratto anatomico originario. Al naso Cliccando si ingrandisce il particolare del ritratto del Duca Federico di Montefeltro sia dipinto che in rilievo, segnato da tale irregolarità, segue in prossimità del labbro un tratto diritto, interrotto dalle labbra che, sottili, sembrano quasi taglienti e dal mento, leggermente prominente. La linea del mento procede lungo il profilo della gola, rivelando nella traccia della mascella tratti volitivi che si interrompono nella resa realistica in prossimità della linea del collo breve, quasi taurino, ricavato idealmente in una forma cilindrico conica fortemente geometrizzata. Sulla nuca i capelli crespi, dai riccioli lanuginosi che coprono parzialmente l'orecchio sinistro, scendono obliquamente sulla testa e hanno consistenza e volume. Il sopracciglio del duca è sottile, quasi diradato, l'occhio sporgente e rotondeggiante presenta un abbassamento della palpebra, l'occhio aperto a fessura conferisce al duca un'espressione assorta, riflessiva, ma anche razionale, lucida, rasente il cinismo. Le linee d'espressione accentuate in prossimità dell'angolo esterno dell'occhio sinistro, dell'angolo del naso e della bocca, tradiscono l’età matura del Duca. La resa dettagliata di alcuni pori, minime protuberanze, attesta la descrizione mimetica della fisionomia del personaggio, connotata da dettagli apparentemente marginali e in realtà sostanziali per conoscere pienamente la figura. Il collo, in prossimità del petto e della schiena, risulta chiuso da una fascetta sormontata da un colletto circolare rigido, la veste scivola lungo il corpo segnando sul torace e sulla spalla l'andamento di pesanti pieghe simmetriche, a canna d'organo. Lo sviluppo circolare del copricapo rosso, ripreso nell'andamento curvilineo e rotondeggiante della veste dello stesso colore acceso, sembra contrastare la durezza del profilo e l'irregolarità della fisionomia del soggetto. Il Duca di Urbino, così proposto, appare quale modello emblematico di ritratto celebrativo i cui tratti somatici rivelano la componente psicologica e introspettiva della figura e della pittura di Piero, sempre sospesa tra enigma e rivelazione, descrizione naturalistica e trasfigurazione idealistica.

Contatti

Contatti:
Tel: +39 051.33.20.90 Fax: +39 051.33.26.09

Mail: istituto@cavazza.it
 

Orari di apertura al pubblico:
venerdì dalle ore 9:00 alle ore 18:00
sabato dalle ore 9:00 alle ore 13:30

Per visite guidate, attività didattiche e consulenze
è consigliata la prenotazione.

Curatrice del museo:

dott.ssa Loretta Secchi

loretta.secchi@cavazza.it

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