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Tavola propedeutica sugli stili

Tavola propedeutica alla conoscenza degli stili storici Romanico e Gotico

cliccando ingrandisci immagine raffigurante lo stile romanico e gotico
Romanico e Gotico a confronto in rapporto alla tipologia della rappresentazione della figura umana diffusa nel XII secolo

La tavola propedeutica sugli stili storici presenta, isolati dal loro originario contesto, due celebri esempi di scultura a rilievo di origine romanica e gotica. Si tratta rispettivamente dell’immagine di Adamo, opera di Wiligelmo che qui viene riprodotto con una variante posturale funzionale alla resa didattica della rappresentazione ed è tratto dal celebre ciclo delle Storie della Genesi del Duomo di Modena, e della Regina di Saba mutuata dal portale della Cattedrale francese di Chartres, celeberrima statua colonna, tra le più raffinate e significative del gotico d’oltralpe.

La differenza di rapporto delle singole parti del corpo rispetto al tutto e la presenza, in entrambe i casi, dell'abbandono delle proporzioni di matrice classico-policletea, rivelano la trasformazione della concezione della figura umana e del naturalismo vissuta dall'uomo del Medioevo e tradotta in immagini emblematiche. Tale cambiamento, dovuto ad una mutata concezione dell'umano in relazione alla Natura e al Sacro, conduce a due forme diverse e complementari di percezione della corporeità. L'evoluzione dello stile, in relazione a una trasformazione delle idee che connotano la cultura umana e la conduzione della vita, dei riti, del lavoro e del potere, spiega il mutare delle forme e dell'atteggiamento mentale e comportamentale che interessa scalpellini, artigiani e artisti di tutti i tempi, volti a esprimere per immagini esemplari simboli epocali e atemporali.

Nel caso dell'Adamo di Wiligelmo e della Regina di Saba ci troviamo dinanzi a due casi emblematici di figure simboliche, Adamo come primo uomo, macchiato dal peccato originale e la Regina di Saba, come simbolo dell'Ecclesia, si offrono all'osservatore come opere che cronologicamente distano, l'una dall'altra, poco più di un secolo; ma la differenza stilistica è pressochè assoluta. In Adamo sono fissati canoni estetici di memoria romano latina tardoantica, stilemi arcaici e sproporzioni tese alla sintesi stilistica e alla ricercatezza esecutiva riservata solo a pochi particolari: ad esempio capelli e barba di Adamo, costole e foglia di fico, piedi e unghie.

Nell’immagine della Regina di Saba, per trattazione plastica della corona regale e per resa diversificata delle qualità tattili della veste, ci troviamo in presenza di una resa naturalistica della rappresentazione non estranea alle suggestioni greco-arcaiche. Nel volto la Regina, dall’espressione composta e arcaica, rivela tratti sottili e ricercati, ma è il corpo coperto dal vestito lungo, di cui si intravvedono poche tracce anatomiche, seno e ventre, che meraviglia per la puntualità con la quale esso è descritto nelle fitte pieghe perpendicolari che lo scolpiscono come sottili scanalature di una colonna. A rivelare il mutato atteggiamento degli scalpellini rispetto alla realtà, ora letta minuziosamente e analiticamente sopraggiunge ora un accenno di naturalismo gotico che si innesta sulle stilizzazioni romaniche.

La teoria delle proporzioni viene disattesa sia nella rappresentazione di Adamo che nella rappresentazione della Regina di Saba-Ecclesia. In entrambe i casi ci troviamo dinanzi a uno sconvolgimento delle regole naturalistico-realistiche della rappresentazione canonica del corpo umano, sia maschile che femminile. La testa di Adamo sta quattro volte nell'altezza del corpo e quella della Regina otto, contro le sette del canone di Policleto. Questa tavola propedeutica ha la funzione di far conoscere per comparazione la profonda differenza che può esistere tra gli stili storici, al fine di educare al riconoscimento e alla comprensione formale ed estetica della rappresentazione artistica, leggendo nell'interpretazione stilistica la proiezione di una funzione estetica e comunicativa voluta da un'epoca e da una civiltà.

Contatti

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Mail: istituto@cavazza.it
 

Orari di apertura al pubblico:
venerdì dalle ore 9:00 alle ore 18:00
sabato dalle ore 9:00 alle ore 13:30

Per visite guidate, attività didattiche e consulenze
è consigliata la prenotazione.

Curatrice del museo:

dott.ssa Loretta Secchi

loretta.secchi@cavazza.it

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