Giornata nazionale dedicata al Braille

Conservare e rinverdire la memoria di Louis Braille personaggio di grande importanza per la cultura di tutto il mondo
Mario Barbuto

Chi non ha sentito parlare almeno una volta nella vita del sistema Braille? Della Scrittura Braille?

Un alfabeto di puntini da leggere con le dita, straordinariamente prezioso per milioni di ciechi in tutto il mondo.

L’alfabeto inventato da Louis Braille nel 1825.

Un ragazzo cieco ricoverato nell’apposito istituto di Parigi, dopo aver perduto la vista ferendosi accidentalmente nella bottega di suo padre.

Nel 2007 il nostro Parlamento nazionale, per impulso dell’Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti, ha varato una legge che dedica il 21 Febbraio al Braille, da ricordare e celebrare con apposite iniziative in tutte le città e le contrade d'Italia.

Ogni anno, da allora, in tutte le città d’Italia, si svolgono dunque manifestazioni e iniziative volte a promuovere presso il vasto pubblico la conoscenza del sistema Braille e del suo impiego, con l’intento di favorirne e divulgarne la diffusione per dare evidenza dei meravigliosi risultati che i ciechi sono in grado di conseguire grazie a questa preziosa invenzione.Tra le innumerevoli manifestazioni viene scelta di volta in volta una località diversa del Paese dove organizzare una iniziativa di profilo e di livello nazionale alla quale intervengono autorità centrali e locali, esperti del settore e studiosi che ricordano in vario modo pregi e meriti di un sistema di lettura e scrittura che ha permesso la diffusione dell’istruzione e della cultura tra i milioni di ciechi nel mondo.

Quest’anno abbiamo scelto la città di Bari come località per la manifestazione nazionale che si è tenuta in una scuola alla presenza di centinaia di ragazze e ragazzi che hanno mostrato un sincero interesse e una viva curiosità per il Braille. L’Unione, insieme al presidente dell’Associazione Nazionale dei Comuni d'Italia (ANCI) Antonio De Caro, ospite della manifestazione, ha rilanciato l’appello perchè in ogni comune d’Italia vi sia un luogo pubblico dedicato a Louis Braille, una via, una piazza, un giardino, così come è già avvenuto in tante città quali Cagliari, Bologna, Torino, Catania, Roma, ecc per aiutare i cittadini a conservare e rinverdire la memoria di un personaggio di così grande importanza per la cultura in tutto il mondo.

La pratica della lettura e della scrittura del Braille oggi si realizza mediante tradizionali modalità quali la carta perforata dai classici puntini, ma anche grazie ad applicazioni tecnologicamente molto avanzate come il cosidetto “Braille Labile” che si ottiene grazie a un particolare display costituito da punti cancellabili e riscrivibili infinite volte elettronicamente, o addirittura con il “Braille virtuale” ottenuto mediante lievi e ritmiche pressioni dei polpastrelli delle dita sul touchscreen dei normali smartphone. Grazie a queste soluzioni a tecnologia avanzata, oggi i ciechi sono in grado di leggere e scrivere in modo del tutto indipendente anche email, SMS, testi e note, usando appunto i normali tablet e smartphone che il mercato attuale mette a disposizione di tutti.

Un’invenzione geniale, insomma, quella del Braille, con questi sei puntini, diventati otto nella versione avanzata, con i quali riprodurre a prova di tatto tutte le combinazioni necessarie a rappresentare lettere, numeri, segni di punteggiatura, simboli scientifici e matematici, spartiti musicali.

Ritratto di Louis Braille

Un’invenzione che ha aperto a milioni di ciechi nel mondo la strada dell’alfabetizzazione, dell’istruzione, della cultura, consentendo ai più capaci e meritevoli tra loro di raggiungere vette altissime nei più svariati settori e ambiti della nostra società civile. Un’invenzione della quale dobbiamo dare merito a Louis Braille che va ricordato e onorato in ogni luogo della terra e che in Italia può e deve trovare un suo specifico momento della memoria grazie all’intitolazione di luoghi e infrastrutture della società civile, così da trasmetterne notorietà, meriti e fama ai contemporanei e ai posteri.

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