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Annunciazione

Autore: 

Ludovico Carracci (1555 – 1619)

Datazione: 

1585 circa

Dimensione: 

cm 178 x 218

Collocazione attuale: 

Pinacoteca Nazionale di Bologna

Tecnica: 

Olio su tela

Soggetto iconografico: 

Modello iconografico

L'annunciazione è una delle rarissime scene attestate dai vangeli ortodossi in cui compare la Vergine. Luca racconta che Dio inviò l'angelo Gabriele in una città della Galilea chiamata Nazareth presso una vergine di nome Maria, della casa di Davide. Nell'arte occidentale è frequente l'immagine della Madonna che riceve l'angelo mentre legge la predica di Isaia, contenuta nella Bibbia, in cui viene annunciata la venuta di una vergine che concepirà il Messia. In alcune opere, soprattutto bizantine, Maria è invece intenta a filare il velo di porpora per il Tempio, quasi a ricordare la condanna al lavoro subita dal genere umano dopo la cacciata dal Paradiso terrestre di Adamo ed Eva.

Gabriele, che è il protagonista della scena, e occupa con le sue ali spiegate la maggior parte dello spazio della rappresentazione, dal XII secolo è raffigurato in ginocchio ai piedi di Maria, ricalcando il costume feudale dei cavalieri che si inginocchiano di fronte alle dame. Le stesse insegne della missione cambiano, fino al Medio Evo l'arcangelo Gabriele porta in mano il bastone con il quale il Signore delega il messaggero a rappresentarlo; a partire dal XIV secolo il giglio sostituisce il simbolo dei comando, a sua volta segno della purezza e verginità di Maria.

Dove e quando si sviluppa

Non si può parlare di zone o periodi in cui questo tema si sia particolarmente sviluppato. L'ortodossia della sua fonte ha fatto sì che si estendesse con una certa omogeneità in tutto il mondo cattolico: le differenze cui si è accennato, anche se a volte limitate a particolari irrilevanti, dimostrano come anche questa iconografia si sia adeguata al progressivo mutare dello spirito ufficiale ed ufficioso della Chiesa. Con il rafforzarsi del culto di Maria cambia il rapporto tra i due personaggi principali dell'Annunciazione: da un impianto originale, in cui Gabriele domina Maria con la propria luce ed il proprio movimento, contrapposto all'immobilismo e alla penombra in cui rimane la Vergine inginocchiata di fronte al messaggero divino, si passa ad un ribaltamento dei ruoli. La Madonna, talvolta seduta su un sedile simile ad un trono, sovrasta l'angelo che si inginocchia ai suoi piedi e che le offre, secondo la prassi cavalleresca, un fiore, solitamente un giglio con tre infiorescenze ugualmente aperte, ad alludere alla condizione virginale di Maria prima, durante e dopo il concepimento sacro. A partire dal XV secolo l'Annunciazione è rappresentata in interni sempre più reali, quindi simili alle abitazioni che gli artisti vedevano nella loro pratica quotidiana, sebbene non corrispondenti alla semplicità narrata nei Vangeli. Nei paesi d'oltralpe, ai principeschi saloni marmorei e alle absidi ecclesiastiche in cui la cultura rinascimentale italiana colloca la scena dell’annunciazione, si sostituisce una camera borghese arredata con mobili d'uso comune. A questa intimità, che a volte diventa familiarità, la Controriforma del XVI secolo pone un freno, imponendo un modello iconografico che sottolinei la maestà della scena. L'Arcangelo non è più ai piedi della Vergine, bensì sospeso in aria, spesso circondato da altri angeli che accrescono la solennità del momento a discapito dei particolari della vita quotidiana. Altre variazioni sono state apportate a questo tema nel corso dei secoli, alcune consacrate dall'uso, in accordo con la Chiesa, altre invece nel tempo sono decadute.

Descrizione dell’opera: 

Cliccando ingrandisce il dipinto Annunciazione
Cliccando ingrandisce il rilievo Annunciazione

L'Annunciazione di Ludovico Carracci proviene dalla chiesa di San Giorgio e fu eseguita dall'artista intorno al 1585, è improntata ad una grande semplicità ed umanità di composizione e contenuti, che testimoniano appieno il significato intensamente devozionale della riforma che l'artista va compiendo proprio in quegli anni. La scena ha come ambiente quella che potrebbe essere la stanza di qualunque fanciulla bolognese dell’epoca, di modesta condizione. La stanza in cui si manifesta l’annunciazione è in penombra, dalla finestra spalancata sono visibili i tetti circostanti e le torri il lontananza, una stanza con il pavimento in cotto rosso, tipicamente bolognese, la cui uniformità è spezzata da file perpendicolari di mattoni di colore cinerino che delineano grandi riquadri. Il pavimento crea un cono visivo prospettico, e sono proprio le fughe che guidano l’occhio fino alla parete di fondo della sala a rendere misurabile lo spazio domestico. Si tratta di una prospettiva conico centrica, di concezione propriamente rinascimentale.

Le suppellettili sono pochissime, uno stretto letto di fanciulla con candide coltri, un inginocchiatoio al quale è inginocchiata la 
Vergine giovanissimaCliccando ingrandisce il particolare della Vergine, un'adolescente dall'aspetto semplice, quasi dimesso, che indossa una veste rosata con casta scollatura. La fanciulla ha un'espressione timida e mesta, le palpebre velano gli occhi abbassati sul libro tenuto tra le mani, il volto ha ancora le rotondità infantili nelle gote, la figura è minuta, il seno acerbo e i capelli scuri, divisi al centro da una scriminatura, sono raccolti sulla nuca in un nodo basso e molle, il capo è circondato da un’aureola di luce diffusa, perlacea. La giovinetta regge il libro tenendo le braccia incrociate sul petto in un gesto che rivela mani di grande bellezza e squisita eleganza.

A terra, accanto all'inginocchiatoio, sta un cestino con un lavoro di cucito. Una tela di sottile tessitura finito su un lato da una frangia sfilata e annodata; nel cestino ci sono anche strumenti per il ricamo.

Maria occupa la parte destra del dipinto, a sinistra sta l' 
Arcangelo GabrieleCliccando ingrandisce il particolare, e alle sue spalle la porta socchiusa, dalla quale, insieme ad un fascio di luce, è entrato per inginocchiarsi dinanzi alla Vergine, Gabriele indossa una veste chiara e porge a Maria, con la mano destra, un lungo stelo su cui stanno tre candide corolle di giglio. L’angelo alza la mano sinistra con l'indice levato ad indicare il cielo, in un gesto che lascia intendere sia la provenienza del messaggio di cui è latore, sia l'ineluttibilità del medesimo. L'imperiosità del gesto dell'angelo viene però mitigata dal dolce sorriso che l'accompagna. Nell'aspetto fisico l'angelo ha un'espressione tenera, nel volto addolcita dalla presenza delle soffici guance un po' infantili, dal piccolo mento, dalla bocca il cui labbro superiore è pronunciato. Da questo colloquio tra due adolescenti, forse intimiditi, trapela una profonda purezza e un candore che coincide con la timidezza. Dalla finestra aperta entra con le ali spiegate la bianca colomba che rappresenta lo Spirito Santo, essa è circonfusa di luce e proietta fasci di luce che colpiscono il centro del letto di Maria: letto che rimanda, nel suo essere sede usuale del concepimento, alla fusione e alla vita che nasce dall’amore, ma anche alla semplicità e intimità di Maria, tra le donne prescelta e trasformata in madre di Dio dall’intervento dello Spirito Santo.

Contatti

Contatti:
Tel: +39 051.33.20.90 Fax: +39 051.33.26.09

Mail: istituto@cavazza.it
 

Orari di apertura al pubblico:
venerdì dalle ore 9:00 alle ore 18:00
sabato dalle ore 9:00 alle ore 13:30

Per visite guidate, attività didattiche e consulenze
è consigliata la prenotazione.

Curatrice del museo:

dott.ssa Loretta Secchi

loretta.secchi@cavazza.it

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