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Schedatura dell'opera:
GiocondaAutore: Leonardo da Vinci
(Vinci 1452 - 1519)Titolo dell’opera: Gioconda
Dimensioni: cm. 77 x 53
Datazione: (1503-1516)
Collocazione: Parigi, Louvre
Genere iconografico: Ritratto
Caratteristiche iconografiche del ritratto cinquecentesco
Il ritratto cinquecentesco, come quello del secolo precedente, risponde alle funzioni celebrative per le quali nasce, concepito quale effigie del committente, ma nel caso specifico di Leonardo e in linea di massima nella cultura rinascimentale, esso si carica di valori scientifici, di soluzioni stilistiche e tecniche che sembrano trascendere la funzione tradizionale della ritrattistica, per volgere in direzione di una nuova concezione del soggetto inserito nello spazio fisico, ora visto come luogo in cui la materia si fonde, per quell’energia che anima uomo e natura, nel rispetto delle diverse sostanze delle cose, percorse e coinvolte nel medesimo processo vitale, dinamico e metamorfico del costante divenire.
Analisi dell’opera (livello alto)(livello medio) (livello base)
La Gioconda è senza dubbio il più celebrato tra i dipinti di Leonardo, ed è anche l’unico sul quale non si sono espressi dubbi alcuni, riguardanti l’attribuzione. Questa certezza, circa la paternità dell’opera, attesta l’importanza esclusiva che il dipinto da sempre ebbe nella vita del grande artista e inventore. Stagliata su uno sfondo paesaggistico, all’origine inquadrato all’interno di una finestra, si profila il ritratto di una nobildonna, certamente non la Monna Lisa alla quale ogni studio storico-artistico ha fatto per lungo tempo riferimento, indagando l’identità del soggetto. E’ quasi certo ormai che la donna ritratta fosse di origini fiorentine, ma la vera identità, nonostante le congetture, resta ancora sconosciuta. Il mistero che avvolge la Gioconda, si riflette da sempre in quell’interesse collettivo per l’enigmaticità dello sguardo e del sorriso, che ancora fa riflettere e dibattere. Nel dipinto la donna è ritratta a mezza figura, seduta su uno scranno, il suo volto, in lieve scorcio prospettico perché colto di tre quarti, rappresenta il punto di massima concentrazione dell’attenzione dell’artista e dell’osservatore: collo, spalle, busto e braccia occupano in lunghezza e in larghezza lo spazio rettangolare del dipinto dallo sviluppo longitudinale superiore a quello latitudinale. Anche il busto è visto di tre quarti come il viso.
Muovendo nella lettura tattile dal volto della Gioconda, che è posto in alto, sull’asse mediano della formella, al centro della composizione, è possibile avvertire lungo i contorni della figura il velo leggero e trasparente che copre la sua capigliatura. Il velo segue l’andamento dei capelli che poggiano sofficemente sulle spalle e con essi si fonde. L’ovale del volto, in prossimità di guance, mascelle e mento, presenta lievi passaggi chiaroscurali che corrispondono tridimensionalmente e tattilmente alla modulazione delle superfici dell’epidermide e a tratti somatici realistici che delineano il carattere quasi androgino della donna. Gli occhi allungati, gli archi sopraccigliari diradati, il naso sottile, lievemente aquilino in punta, le labbra delicate, gli angoli della bocca impercettibilmente sollevati, ad accennare un sorriso enigmatico, imperturbato, hanno reso celeberrima e mai fino in fondo penetrabile l’espressione di questo viso. Lo sguardo della Gioconda, rivolto alla sua sinistra, in corrispondenza di un punto esterno al quadro, alla destra dell’osservatore, la compostezza della figura e il rapporto osmotico esistente tra la figura e la natura, sono ancora oggi elementi oggetto di ammirazione e interrogazione. Scivolando con le dita lungo i contorni del corpo, collocato al centro della composizione, e di seguito lungo la volumetria del collo e del petto, risultano leggibili superfici trattate morbidamente che sfumano e quasi si fondono con lo spazio circostante; la resa della linea dei contorni e del colore genera effetti che avvolgono nello spessore atmosferico i tratti sfuggenti del corpo della Gioconda. Al tempo stesso, la veste che comprime il seno, e il voluminoso manto arrotolato, posto sulla spalla sinistra, quasi inibiscono la femminilità naturalmente conferita al soggetto. Le spalle tornite, la maniche della veste a coprire le braccia conserte, arrotolate quasi a soffietto, per l’infittirsi delle pieghe, lungo il braccio, la mano destra posta delicatamente sul polso sinistro, la mano sinistra appoggiata sul bracciolo dello scranno, si danno come elementi chiaramente leggibili, non antagonistici rispetto al paesaggio, non nettamente distinguibili e, all’opposto, definiti nella loro specifica morfologia in consonanza con il tutto. Lo sfondo sul quale si staglia la figura è occupato da un paesaggio roccioso e fluviale, che tanta importanza ha nell’economia del dipinto, a suggerire un rapporto di continuità e di sintonia tra le diverse parti dell’universo. Questa armonia è il fondamento su cui poggia le basi la concezione conoscitivo-empirica di Leonardo, la sua indagine scientifico-esperienziale lo conduce a soluzioni tecniche e stilistiche di decisa modernità. Il modello di donna leonardesco che subisce delle variazioni nel tempo, nella Gioconda si vena di estraneità alla contingenza, per essere al contempo manifestazione di fisica e metafisica, compenetrazione di sostanze e rilevazione di trasmutazioni ideali, quasi passaggi di stato della materia. Ciò che si dà allo stato aereo, liquido, solido, gassoso, è materia animata dall’energia, atomizzata e cinetica. La grande sfida di Leonardo consiste nell’esprimere con massima veridicità e naturalismo i propri modelli, e la forza intellettuale da cui nasce l’idealità costituisce le cose stesse, secondo i principi aristotelici e tomisti per i quali forma e sostanza sussistono nella realtà manifesta, unite nel sinolo, espressione di materia informata dall’idea che si incarna. Summa di tutti i principi di conciliazione dei contrari, l’immagine della Gioconda può essere giudicata il vero testamento spirituale, conoscitivo e poetico di Leonardo. Nell’opera si vuole anche vedere un ipotetico autoritratto dell’artista stesso, ma al di là di questa ipotesi, ciò che più conta è cogliere la presenza assolutamente epifanica della natura, in grado di unificare le diverse forme di vita in un insieme in cui, per reciproca corrispondenza, la materia si lega, aggrega e disgrega, secondo reali procedimenti chimici e meccanici. Leonardo artista, inventore, scienziato e conoscitore, con la Gioconda delinea totalmente il suo pensiero.