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Cognizione dell’immagine, linee di forza e contenuti semantici di profili e traiettorie, in relazione alla percezione tattile, uditiva e parzialmente visiva dell’opera d’arte.
Nota sul processo cognitivo dell’immagine durante la lettura progressiva della riproduzione plastica (rilievo tecnico prospettico) e fotografica (diapositiva dell’insieme e dei dettagli dell’opera)
Per ragioni di correttezza metodologica ed efficacia di lettura, la percezione tattile e visiva dell’opera impone che si scelga un punto di partenza privilegiato, interno, giudicato ideale in relazione alla struttura compositiva dell’immagine e alle linee di forza che la riguardano. La lettura tattile progressiva dell’opera prevede che si individui un percorso cognitivo globale, relativamente sintetico, in grado di accompagnare l’ipovedente e il non vedente nella selezione e correlazione degli elementi strutturali costituenti l’immagine pittorica trasposta in rilievo. La finalità della lettura progressiva, sia formale che contenutistica, dal generale al particolare, quindi dalla sintesi all’analisi, è funzionale alla comprensione totale ed equilibrata del dipinto. Per questa ragione, ad una prima immediata individuazione delle presenze ospitate nella composizione: cavaliere, cavallo, drago, sfondo paesaggistico, donna, (lettura preiconografica) deve seguire l’individuazione delle specifiche identità dei soggetti, permessa solo dalla lettura iconografica e quindi dall’individuazione dei contenuti convenzionali e culturali attribuiti dalla tradizione all’immagine nel dettaglio, nell’insieme e nelle relazioni d’azione spazio-temporale tra elementi: il Cavaliere è San Giorgio, il cavallo il fedele destriero, il Drago il male, la donna la Principessa o Ecclesia, simbolo della Chiesa.
Nella fase dell’elaborazione dei contenuti convenzionali, emerge la necessità di evidenziare le relazioni tra soggetti, ad esempio il Santo che combatte il drago, infliggendo il colpo di lancia alle sue fauci, è la prima, essenziale relazione, (Santo-drago)
da leggersi in rapporto alla simultaneità dello sbilanciamento del corpo del Santo, quasi disarcionato dal cavallo imbizzarrito.
Pertanto: Santo in equilibrio in sella al cavallo in seguito all’azione del cavallo imbizzarrito in procinto di impennarsi, ritratto nell’atto di rovesciare l’incollatura al cospetto del drago calpestato dagli zoccoli è la seconda relazione (Santo-cavallo-drago).
Infine individuazione della rupe obliqua, dietro alla quale si legge la presenza della Principessa-Ecclesia è la terza relazione (Rupe-sfondo-Principessa o Ecclesia).
La presa di coscienza dell’esistenza di queste relazioni esistenti, rafforzata dalla descrizione strutturale, compositivo-formale e semantico-contenutistica dell’opera, evidenziata dalle letture aptico-visive dell’insieme e dei particolari dell’opera (in cui si concentrano come detto le relazioni tra azione e reazione) facilita la comprensione della struttura della composizione e rende visibile il processo cognitivo che si manifesta nella lettura tattile, visiva e mentale dell’opera, delle sue qualità estetico-formali e dei contenuti semantici e culturali che la riguardano.
L’opera di Vitale da Bologna, qui assunta come modello, può essere finalmente spiegata da un punto di vista storico, stilistico-formale, e iconologico, al fine di completare l’esplorazione dell’immagine.